ARTIGIANATO: accordi di proroga per la disciplina dell’apprendistato

Sottoscritti, tra le Parti sociali e le OO.SS. dei lavoratori, gli accordi per la proroga dell’apprendistato professionalizzante nei comparti artigiani della metalmeccanica, della chimica-ceramica e dell’abbigliamento.

Le parti hanno convenuto di prorogare gli effetti dell’Accordo interconfederale del 3/5/2012, che definisce per l’Artigianato la disciplina transitoria dei contratti di apprendistato di cui al D.Lgs. 14/9/2011 n. 167, fino al:

– 30/9/2014 per il comparto della Metalmeccanica
– 31/7/2014 per il comparto dell’Abbigliamento
– 30/9/2014 per il comparto della Chimica-ceramica

EDILI: RINNOVATO IL CONTRATTO PER L’INDUSTRIA E LE COOPERATIVE

Firmato, il 1/7/2014, tra l’ANCE, ACI – PL (ANCPL – FEDERLAVORO E SERVIZI- CONFCOOPERATIVE E AGCI Produzione e Lavoro) e la FENEAL-UIL, la FILCA-CISL e la FILLEA-CGIL, l’accordo di rinnovo del CCNL 19/4/2010 per i lavoratori dipendenti delle imprese edili ed affini e del CCNL Cooperative 26/4/2010.

L’accordo, che decorre dall’1/7/2014 e scadrà il 30/6/2016, stabilisce, per gli operai con qualifica del 1° livello, un incremento complessivo del trattamento retributivo pari a euro 40,00 di cui euro 15,00 a decorrere dall’1/7/2014 ed euro 25,00 a decorrere dall’1/7/2015.

INDUSTRIA

LivelliAumento tot.Aumento all’1/7/2014Aumento all’1/7/2015
80,0030,0050,00
72,0027,0045,00
60,0022,5037,50
56,0021,0035,00
52,0019,5032,50
46,8017,5529,25
1°40,0015,0025,00

 

COOPERATIVE

LivelliAumento tot.Aumento all’1/7/2014Aumento all’1/7/2015
100,0037,5062,50
80,0031,5052,50
72,0027,0045,00
60,0022,9538,25
56,0020,4834,13
52,0019,0531,75
46,8017,1028,50
1°40,0015,0025,00

Le tabelle dei valori mensili dei minimi di paga base degli operai e degli stipendi minimi mensili per gli impiegati sono quindi modificate come segue:

INDUSTRIA

LivelliMinimo all’1/7/2014Minimo all’1/7/2015
1.630,711.680,71
1.467,631.512,63
1.223,021.260,52
1.141,511.176,51
1.059,961.092,46
953,97983,22
1°815,36840,36

COOPERATIVE

LivelliMinimo all’1/7/2014Minimo all’1/7/2015
2.082,992.145,49
1.748,201.798,20
1.499,741.544,74
1.274,351.311,85
1.140,631.175,63
1.061,021.093,52
952,69981,94
1°833,21858,21

Elemento variabile della retribuzione
Le organizzazioni territoriali, aderenti alle Associazioni nazionali contraenti, con decorrenza non anteriore all’1/7/2015 e per la circoscrizione di propria competenza, prenderanno come riferimento l’elemento variabile della retribuzione così come concordato in sede nazionale e pari al 4% dei minimi in vigore al 1/7/2014.

Anzianità Professionale Edile
A decorrere dalla prestazione di maggio 2016, le condizioni, i termini e le modalità per la maturazione e l’erogazione di benefici a favore degli operai connessi all’anzianità professionale edile sono previsti nella seguente regolamentazione:
A decorrere dall’1/10/2014, è istituito il Fondo nazionale anzianità professionale edile (FNAPE) che opererà secondo le modalità indicate nella seguente tabella.
La prestazione APE relativa al maggio 2015 verrà erogata dalle Casse Edili in base alla regolamentazione di cui all’art. 29 e all’allegato C del CCNL 19/4/2010.
Le parti concordano di costituire entro il 15/9/2014, una Commissione paritetica che, entro il mese di ottobre 2014 formuli alle parti sociali nazionali una specifica regolamentazione che conterrà necessariamente i seguenti criteri:

 

Contratto a termine
Il contratto a tempo determinato è stipulato ai sensi del D.Lgs. n. 368/2001, come modificato dalla Legge n. 78/2014.
Le proroghe sono ammesse fino ad un massimo di 5 volte nell’arco dei complessivi 36 mesi, indipendentemente dal numero dei rinnovi, se riferite alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato stipulato a tempo determinato.
E’ riconosciuto il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi, con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione di rapporti a termine, ai lavoratori che, nell’esecuzione di uno o più dei suddetti contratti a termine presso la stessa azienda, abbiano prestato attività lavorativa per un periodo complessivo di 36 mesi, ai sensi dell’art. 5 comma 4-quater del D.Lgs. n. 368/2001.
Il diritto di precedenza deve essere formulato per iscritto ai sensi dell’art. 5 comma 4-sexies del D.Lgs. n. 368/2001.

Gli intervalli di tempo di cui all’art. 5, comma 3 del D.Lgs. n. 368/2001, sono ridotti a 5 e 10 giorni a seconda che il primo contratto sia, rispettivamente, inferiore o superiore a sei mesi, laddove il secondo contratto sia stipulato in occasione di:
– avvio di un nuovo cantiere;
– avvio di una specifica fase lavorativa nel corso di un lavoro edile;
– proroga dei termini di un appalto;
– assunzione di giovani fino a 29 anni e soggetti di età superiore ai 45 anni;
– assunzione di cassaintegrati;
– assunzioni di disoccupati e inoccupati da almeno sei mesi;
– assunzione di donne, di qualsiasi età, prive di impiego retribuito da almeno sei mesi, residenti in aree geografiche il cui tasso di occupazione femminile sia inferiore almeno del 20% di quello maschile.
Fermo restando le esclusioni operate dall’ art. 10, comma 7 del D.Lgs. n. 368/01, il ricorso ai contratti a termine non può superare, mediamente nell’anno civile, cumulativamente con i contratti di somministrazione a tempo determinato il 25% dei rapporti di lavoro con contratto a tempo indeterminato dell’impresa in forza mediamente nell’anno civile precedente all’assunzione. Un ulteriore 15% di assunzioni con contratto di lavoro a tempo determinato potrà essere effettuato esclusivamente con riferimento ai lavoratori iscritti in BLEN.IT.
Resta ferma, in ogni caso, la possibilità di utilizzare almeno sette rapporti di lavoro con contratto a termine e/o di somministrazione a tempo determinato, comunque non eccedenti la misura di un terzo del numero di lavoratori a tempo indeterminato dell’impresa da calcolarsi necessariamente alla fine dell’anno civile di competenza.
Le frazioni eventualmente risultanti da tali conteggi verranno arrotondate all’unità superiore.
Ai sensi dell’art. 1, comma 1, del D.Lgs. n. 368/2001 per le imprese che occupano fino a 5 dipendenti è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato.

Previdenza complementare
A decorrere dall’1/1/2015, le parti stabiliscono l’istituzione di un contributo mensile di 8,00 Euro , riparametrati su base 100, da versare al Fondo Prevedi e Cooperlavoro, a carico del datore di lavoro.
Per i lavoratori iscritti al Fondo Prevedi e Cooperlavoro alla data sopra indicata tale contributo è da considerarsi aggiuntivo al contributo attualmente previsto a carico del datore di lavoro.
Per i lavoratori che non risultino iscritti al Fondo Prevedi e Cooperlavoro alla data sopra indicata, il suddetto contributo comporta l’iscrizione degli stessi al Fondo medesimo.

Casse Edili Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili (CNCE)
Il contributo per i lavori usuranti, fissato nella misura dello 0,10% della retribuzione di cui al punto 3 dell’art. 24 del presente contratto, versato, a decorrere dall’1/10/2012, nell’apposito Fondo istituito presso la Cassa Edile territorialmente competente, sarà destinato per il finanziamento dei prepensionamenti, anche sulla base di quanto previsto dall’art. 4 della Legge n. 92/2012. A tal fine, entro 30 giorni dalla sottoscrizione del presente contratto, sarà istituita una Commissione tecnica che definirà il regolamento relativo ai criteri, ai requisiti e alle modalità di accesso al predetto istituto, privilegiando comunque le imprese regolari con gli obblighi contributivi verso le Casse Edili e con maggiore anzianità di iscrizione ai predetti Enti.

Bilateralità
Nel confermare il modello contrattuale, la parti hanno riorganizzato tutto il sistema bilaterale, confermando la validità e i contenuti dell’Ape , avviando la gestione della trasferta, potenziando la borsa lavoro e da le indicazioni per la contrattazione di II livello.

FONDO FASDA: FORNITE INDICAZIONI SUL PRIMO VERSAMENTO

In scadenza il prossimo 16 luglio il primo versamento della contribuzione ordinaria a carico delle aziende al Fondo di Assistenza Sanitaria FASDA per i dipendenti dei servizi ambientali che applicano i CCNL Federambiente – FISE Assoambiente.

Entro il 16 luglio, le imprese che applicano i contratti collettivi nazionali di lavoro dei servizi ambientali, Federambiente e Fise Assoambiente, dovranno versare, eccezionalmente, una doppia quota di contribuzione ordinaria trimestrale per il complessivo ammontare di € 85,00, comprensiva anche della quota dovuta alla data del 16 aprile 2014 e ancora non riscossa.
Si ricorda che, la contribuzione dovrà essere versata per ogni lavoratore dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato pieno o parziale, non in prova, compreso il personale apprendista.
Le parti ribadiscono che la quota di contribuzione ordinaria di € 42,50 a dipendente ha misura trimestrale, e non annuale o mensile, per cui la periodicità del versamento é, analogamente, trimestrale: 16 aprile, 16 luglio, 16 ottobre, 16 gennaio di ogni anno. Solo il primo versamento è posticipato, in quanto è riferito al trimestre immediatamente precedente, mentre, a partire dal 16 ottobre 2014, avrà corso il normale versamento della quota di contribuzione ordinaria trimestrale di € 42,50 per dipendente.
Gli estremi del conto corrente bancario, sul quale le imprese dovranno versare al Fondo FASDA la contribuzione, sono quelli già resi noti per il versamento della contribuzione straordinaria “una tantum” di € 2,00 a dipendente, vale a dire:
IBAN: IT 51 W 01030 03286 00000 1737071.
Si ricorda che il mancato versamento da parte dell’impresa, di quanto dovuto al Fondo FASDA a titolo di contribuzione straordinaria e ordinaria, configura la piena responsabilità in capo alla stessa impresa nei confronti del lavoratore dipendente per la perdita delle prestazioni previdenziali/assistenziali erogate dal Fondo.
Quanto all’inizio dell’erogazione delle prestazioni sanitarie nell’anno 2014, sarà cura del Fondo darne tempestiva notizia a medio termine.
Inoltre, è in via di definizione l’assegnazione da parte del Fondo FASDA a una Compagnia assicurativa della gestione delle prestazioni previdenziali/assistenziali, integrative del Servizio sanitario nazionale, e della gestione amministrativa delle posizioni contributive.  Sono altresì in corso di perfezionamento gli accordi con l’INPS per consentire alle aziende di effettuare i versamenti con il modello F24.

L’ANPAS ADERISCE AL FONDO DI PREVIDENZA PERSEO

Firmato, il 26/6/2014, tra l’ANPAS e la FP-CGIL, la FP-CISL, la UIL-FPL, l’ accordo per l’adesione al Fondo di previdenza complementare “Perseo” per il personale operante nelle Associazioni che applicano il CCNL ANPAS.

Le parti, consapevoli della necessità e dell’urgenza di assicurare una copertura pensionistica complementare ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti delle associazioni aderenti all’Associazione nazionale Pubbliche Assistenze, al fine di integrare le prestazioni pensionistiche erogate dal regime pubblico obbligatorio, hanno valutato la difficoltà di realizzare un fondo contrattuale del Settore socio Sanitario Assistenziale Educativo Privato.
I lavoratori e le lavoratrici hanno la facoltà di :
– aderire al fondo, destinando quote della propria retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR, in aggiunta al conferimento dello stesso, in una quota della misura minima dell’1%;
– incrementare successivamente la contribuzione eventualmente versata per multipli dello 0.5%, comunicando al fondo ogni anno la variazione effettuata;
Nel caso di versamento di quote della propria retribuzione, anche nella misura minima, i lavoratori e le lavoratrici attivano, contestualmente, l’obbligo del datore di lavoro di versare al Fondo un contributo a suo carico nella misura dell’1% della retribuzione lorda utile ai fini del calcolo del TFR;
Per i lavoratori di prima iscrizione alla previdenza obbligatoria, successiva alla data del 28/4/1993, è previsto l’integrale conferimento del TFR maturando in caso di adesione al Fondo;
Per i lavoratori di prima iscrizione alla previdenza obbligatoria, precedente alla data del 29/4/1993, è previsto, in alternativa, a scelta del lavoratore o della lavoratrice:
– il conferimento integrale del TFR maturando;
– il conferimento in misura pari almeno al 2% della retribuzione lorda assunta a base della determinazione dello stesso TFR in caso di adesione al Fondo.

SCUOLE RELIGIOSE AGIDAE: ACCORDO SUL CONTRATTO A TERMINE

Firmato, il 10/6/2014, tra l’AGIDAE e FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS CONF-SAL e SINASCA, l’accordo sulla disciplina del contratto a tempo determinato per il personale docente non abilitato, considerato quanto previsto dall’art. 4-bis del D.Lgs. n. 36/2001, come modificato dalla L. n. 78/2014, confermando quanto stabilito nel Protocollo d’Intesa del 24/7/2013 .

In attesa del rinnovo del CCNL ormai scaduto da 18 mesi, la Commissione Paritetica Nazionale AGIDAE ha ritenuto necessario pronunciarsi provvisoriamente in materia di utilizzo di contratti a termine all’interno del comparto a seguito dell’entrata in vigore delle nuove norme sul contratto a termine introdotte dalla L.n. 78/14 e sull’utilizzo dello stesso nelle istituzioni scolastiche ed educative cattoliche che applicano il CCNL Agidae attualmente in vigore.
Tale istituto contrattuale è disciplinato, infatti, dall’art. 23 del CCNL Agidae 2010/2012, risalente ad un periodo antecedente rispetto alla legge Fornero ed alla successiva L.n. 78/2014.
Pertanto, nel rimodellare tale istituto sulla base delle nuove normative, le parti hanno confermato che. per i docenti non abilitati, rimane in vigore quanto definito nel protocollo d’intesa del 24/7/2013; mentre per tutti gli altri dipendenti la durata del contratto a termine è fissata in 36 mesi nel rispetto delle latenze tra un contratto e l’altro, delle proroghe e della acausalità di cui alla L. 78/2014.
Nello specifico, per il personale docente abilitato, sono consentite le proroghe nell’arco di complessivi trentasei mesi, secondo quanto disposto dall’art. 4s del D.lgs. n. 36/2001, come modificato dalla L. n. 78/2014. Concorrono al raggiungimento dei 36 mesi anche i periodi di insegnamento precedentemente prestati nell’Istituto senza possesso di titolo di abilitazione.
Diversamente, per il personale non docente, si applica la normativa prevista dall’art. 4 del D.Lgs. n. 36/2001, come modificato dalla L.  n. 78/2014.
Inoltre, per tutto il personale, si applica quanto stabilito dall’art. 1 del D:Lgs. n. 36/2001, come modificato dalla L.  n. 78/2014, che consente l’apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato, di durata non superiore a 36 mesi, a prescindere dalle ragioni che lo giustificano {acausale).
Per quanto riguarda la latenza tra contratti a tempo determinato, opera quanto previsto dalla Legge 16 maggio 2014 n. 78, ovvero 10 giorni di intervallo per i contratti di durata inferiore a 6 mesi e 20 giorni per contratti di durata superiore a 6 mesi.

DAL 1 GIUGNO LE PRESTAZIONI DEL FONDO SAN.ARTI. ESTESE AI FAMILIARI DEI LAVORATORI ISCRITTI

Il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i lavoratori dell’Artigianato, San.Arti., con circolare ha comunicato l’estensione delle prestazioni sanitarie ai familiari dei lavoratori iscritti, sulla base di quanto stabilito dall’accordo interconfederale del 25/10/2013 e dal CdA del Fondo del 29/4/2014.

Dal 1 giugno 2014 al 31 ottobre 2014, possono volontariamente iscriversi al Fondo San.Arti.:

A) i familiari dei lavoratori dipendenti iscritti al Fondo SAN.ARTI. dalle aziende che applicano uno dei CCNL di cui all’art. 2 del Regolamento e cioè:

– CCNL dell’Area Legno e Lapidei
– CCNL dell’Area Acconciatura, Estetica e Centri benessere
– CCNL dell’Area Chimica – Ceramica
– CCNL dell’Area Alimentari e della Panificazione
– CCNL dell’Area della Comunicazione
– CCNL dell’Area Tessile Moda
– CCNL dell’Area Meccanica

B) i familiari dei lavoratori dipendenti delle Associazioni – datoriali e sindacali – firmatarie degli accordi costitutivi e dei CCNL del settore artigianato come su elencati, nonché delle Organizzazioni ad esse collegate.

Per familiari dei lavoratori dipendenti dalle aziende artigiane, si intendono:
– il coniuge (anche se separato)
– il convivente more uxorio
– figli a carico.

Per figli a carico si intendono:
– i figli di età inferiore ai 18 anni
– i figli di età superiore a 18 anni e fino al compimento del 30° anno di età che versino in stato di inoccupazione/disoccupazione
– i minori legalmente affidati.

I familiari dei lavoratori dipendenti delle aziende artigiane potranno essere iscritti a San.Arti. a partire dal 1 giugno fino al 31 ottobre di ogni anno. L’iscrizione avviene, via web, mediante una scheda informatica dedicata sul sito internet del Fondo (www.sanarti.it).
Il versamento della quota contributiva è calcolata sulla base della fascia di età dei familiari, secondo il seguente schema:

 

GruppiEtàQuota Contributiva ordinaria annua
A 0-12 mesi prestazioni neonati A carico del lavoratore dipendente
B 12 mesi e un giorno-14 anni Euro 110,00
Cuomini: 15 anni- 67 anni Euro 175,00
Cdonne: 15 anni-67anni Euro 175,00

I familiari che si iscrivono nel periodo su indicat, cioè dal 1 giugno al 31 ottobre di ogni anno, beneficeranno delle prestazioni sanitarie integrative a partire dal 1 gennaio del successivo anno solare. Per le iscrizioni effettuate nell’anno in corso e cioè dal 1/1/2014 al 31/10/2014, le prestazioni decorreranno dall’1/1/2015.

ACCORDO SULLA PREVIDENZA PER I DIPENDENTI DELLE AZIENDE PRIVATE DEL GAS

 

Siglata, il 26/6/2014, tra Assogas, Igas (ex Federestrattiva), Anigas/Confindustria Energia e Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, l’intesa che detta disposizioni in materia di Previdenza complementare per il personale dipendente dalle Aziende private del Gas.

 

A seguito delle indicazioni fornite dal MISE e dall’INPS e in linea con gli impegni assunti dal precedente accordo 10/2/2011 di procedere alla chiusura del Fondo Gas entro il 31/12/2014, le parti firmatarie, in funzione della prevista chiusura del Fondo Gas al 31/12/2014, confermano la validità, nella sua interezza di quanto previsto nell’Accordo del 10/2/2011 in ordine ai criteri da adottare per tutelare i lavoratori che opteranno per la previdenza complementare.
Esse, tenuto conto di quanto evidenziato dall’INPS in merito al fabbisogno economico previsto per la copertura delle pensioni in essere, tenuto altresì conto che non si ha ancora la certezza degli importi suddetti, convengono comunque che dal mese successivo alla data di soppressione del Fondo, per i lavoratori dipendenti dalle aziende del settore del gas aderenti alle Associazioni stipulanti il presente Accordo integrativo, viene confermata l’istituzione della previdenza complementare: le tempistiche, a causa del maggior onere previsto a carico delle Aziende per la chiusura del Fondo Gas, vengono aggiornate come segue:

Decorrenza% a carico del Dipendente% a carico dell’Azienda
Dall’1/1/20150,001,00%
Dall’1/1/20181,00%1,55%

L’imponibile Fondo Gas preso a riferimento sarà quello del 2014 in luogo di quello 2010 previsto nell’Accordo del 10/2/2011.
Per quanto riguarda la gestione dei lavoratori in servizio iscritti al Fondo Gas alla data di soppressione dello stesso, si prevede la possibilità di conferire al fondo complementare le somme previste, escludendo l’obbligo del conferimento del TFR.
Per quei lavoratori che sceglieranno espressamente di non aderire neppure con le modalità di cui sopra, e quindi di non conferire i contributi ad un fondo di previdenza complementare, al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, a qualunque titolo essa avvenga, verrà erogato l’intero importo calcolato secondo le modalità previste nell’Accordo del 2011.
Nel caso in cui il lavoratore medesimo volesse aderire alla previdenza complementare in data successiva alla chiusura del Fondo Gas verranno liquidate le somme maturate fino a quel momento secondo le modalità di cui sopra, comunque all’atto di risoluzione del rapporto di lavoro dal mese successivo a detta adesione inizieranno i versamenti della quota rimanente nella posizione individuale del prescelto fondo di previdenza complementare cosi come previsto dall’Accordo del 10/2/2011.

FIRMATO IL CONTRATTO DEI GIORNALISTI

 

Firmato, il 24/6/2014, tra FIEG e FNSI, il nuovo accordo triennale dei giornalisti con decorrenza 1 aprile 2013-31 marzo 2016.

L’accordo prevede un aumento contrattuale è di 120 euro suddiviso in due tranche uguali per tutti sotto forma di elemento distinto della retribuzione, di cui la prima dal prossimo luglio, la seconda tranche da maggio 2015.

 E.D.R. dal 1/7/2014E.D.R. dal 1/5/2015
Caporedattore60,0060,00
Vicecaporedattore60,0060,00
Caposervizio / redattore senior60,0060,00
Vicecaposervizio / redattore esperto60,0060,00
Redattore + 30 mesi anzianità prof.le60,0060,00
Redattore – 30 mesi anzianità prof.le60,0060,00
PraticantiE.D.R. dal 1/7/2014E.D.R. dal 1/5/2015
Praticante + 12 mesi di servizio30,0030,00
Praticante – 12 mesi di servizio30,0030,00
Corrispondenti fissi art. 12E.D.R. dal 1/1/2015
Per almeno 2 collab. al mese

(limitatamente agli addetti ai periodici)

12,00
Per almeno 4 collab. al mese12,00
Per almeno 8 collab. al mese12,00
 Corrispondenti art. 12E.D.R. dal 1/1/2015
A)15,00
B)15,00
C)15,00
D)15,00
Pubblicisti redazioni decentrateE.D.R. dal 1/7/2014E.D.R. dal 1/5/2015
 30,0030,00

Per la prima volta un accordo sul lavoro autonomo inserito nel contesto di un Contratto per giornalisti dipendenti con il seguente trattamento economico minimo di seguito individuato per le specifiche tipologie di prodotto editoriale:

Quotidiani:
– Minimo 144 articoli l’anno, pari a 12 articoli pubblicati in media per mese in ragione d’anno;
– almeno 1.600 battute;
– trattamento annuo € 3.000, 250 €/mese

Periodici (settimanali)
– Minimo 45 pezzi/anno;
– Almeno 1.800 battute;
– Trattamento annuo € 3.000, 250 €/mese.

Periodici (mensili)
– Un pezzo per numero;
– Almeno 7.000 battute;
– Trattamento annuo E 3.000,250 €/mese

Agenzie di stampa
– Minimo 40 segnalazioni/informazioni anche corredate da foto/video, pubblicate in media per mese in ragione dell’anno
– Trattamento annuo euro 3000, 250 €/mese

Web(testate giornalistiche online con esclusione di blog e social network)
– Minimo 40 segnalazioni/informazioni anche corredate da foto/video, pubblicate in media per mese in ragione dell’anno
– Trattamento annuo euro 3000, 250 €/mese

Seguono, in sintesi, i punti più importanti dell’accordo:

APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE
Riservato ai giovani dai 18 ai 29 anni, con i benefici previsti dalla legge sull’apprendistato. Nei 36 mesi: partono come praticanti, quando diventano professionisti c’è un aumento del 10% per 9 mesi e poi un ulteriore 5% fino a fine periodo, quindi passano a redattore -30 mesi e poi a redattore +30 come da contratto e progressione professionale.

AGEVOLAZIONI/RIDUZIONI CONTRIBUTIVE:
Per un arco temporale di 36 mesi:
– Per le nuove assunzioni di giornalisti con contratti a tempo indeterminato l’aliquota previdenziale a carico dell’azienda passa al 14,28% (rispetto al 22,28% attuale) e sarà interamente coperta dal Fondo triennale straordinario;
– Per i contratti a tempo determinato: fermo restando l’aliquota previdenziale piena (22,28%), il fondo triennale straordinario garantirà la coperta per il 10,98% mentre il restante 11,3% resta a carico dell’azienda

RETRIBUZIONE DI INGRESSO
E’ possibile, per 36 mesi per le aziende che chiedono gli sgravi contributivi e non abbiano licenziato nei 12 mesi precedenti:
– assumere a tempo indeterminato o determinato disoccupati, inoccupati o cococo con anzianità professionale sopra i 30 mesi con la retribuzione del redattore  con meno di 30 mesi di anzianità. Al termine, si prende la retribuzione da redattore con più di 30 mesi di anzianità professionale;
– assumere a tempo indeterminato o determinato disoccupati, inoccupati o cococo con anzianità professionale inferiore a 30 mesi con la retribuzione del praticante con più di 12 mesi di servizio aumentata del 18% ma con il restante trattamento economico e normativo del redattore meno di 30 mesi di anzianità professionale.. Al termine dei 36 mesi si prende la retribuzione del redattore con oltre 30 mesi di anzianità professionale.

AMMORTIZZATORI SOCIALI
– Aliquota aggiuntiva è incrementata temporaneamente dell’1% a carico esclusivo dell’azienda per gli ammortizzatori sociali fino al 31 dicembre 2016. A questo dovrebbero sommarsi gli interventi del Fondo triennale straordinario per ammortizzatori sociali (si ipotizzano 2 milioni) e per i prepensionamenti.

FONDO EX FISSA
–  Per chi ha il diritto “perfetto” (pensionamento o uscita da azienda dopo almeno 15 anni) avrà diritto alla cifra piena con rate in un periodo indicativo di 12 annualità.
– Per chi è ancora al lavoro e ha almeno 15 anni di anzianità aziendale entro il 31 dicembre 2014 avrà una somma calcolata sulla media retributiva degli ultimi 15 anni con tetto a 65 mila euro e rateizzazione in un periodo indicativo di 15 annualità.
– Per chi ha tra 10 e 15 anni avrà diritto a una cifra fissa al momento della pensione: 10 mila euro per chi ha almeno 14 anni; 8 mila euro per chi ha 13 anni; 6 mila euro per chi ha 12 anni; 4 mila euro per chi ha 11 anni; 2 mila euro per chi ha 10 anni. Per tutti quelli che hanno meno di 15 anni: contributo aggiuntivo per la previdenza complementare dello 0,25%, che diventa 0,5% nel 2026. Quando il fondo ex fissa sarà liquidato definitivamente, si stabilirà la destinazione del restante 1%.

INDENNITÀ DI MANCATO PREAVVISO
Viene definita per tutte le qualifiche in 8 mensilità di retribuzione.

Nuove misure per il settore agricolo nel D.L. 91/2014

Nuove disposizioni per il settore agricolo, il rilancio e lo sviluppo delle imprese. In Gazzetta Ufficiale il D.L. n. 91/2014.

Il provvedimento, al fine di assicurare l’esercizio unitario dell’attività ispettiva nei confronti delle imprese agricole, prevede controlli ispettivi coordinati nei confronti delle imprese medesime, evitando sovrapposizioni e duplicazioni e garantendo l’accesso all’informazione sui controlli, anche attraverso la predisposizione di un registro unico dei controlli ispettivi.
Quanto al settore agroalimentare, per la violazioni di lieve entità, per le quali è prevista l’applicazione della sola sanzione amministrativa pecuniaria, l’organo di controllo incaricato, nel caso in cui accerta l’esistenza di violazioni sanabili, diffida l’interessato ad adempiere alle prescrizioni violate entro il termine di venti giorni dalla data di ricezione dell’atto di diffida e ad elidere le conseguenze dannose o pericolose dell’illecito amministrativo.
In caso di mancata ottemperanza alle prescrizioni contenute nella diffida, entro il termine indicato, l’organo di controllo procede ad effettuare la contestazione ai sensi della legge. In tal caso, non è previsto il pagamento in misura ridotta della sanzione prevista per la violazione commessa.

Alle imprese che producono prodotti agricoli di cui all’Allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, nonché alle piccole e medie imprese, che producono prodotti agroalimentari non ricompresi nel predetto Allegato I, anche se costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi, è riconosciuto:
– nel limite di spesa di 500.000 euro per l’anno 2014, di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016, un credito d’imposta pari al 40% delle spese per nuovi investimenti sostenuti, e comunque non superiore a 50.000 euro, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei due successivi;
– nel limite di spesa di 4,5 milioni di euro per l’anno 2014, di 9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016, un credito d’imposta pari al 40% delle spese per i nuovi investimenti sostenuti per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera, e comunque non superiore a 400.000 euro, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei due successivi.
I crediti in questione:
– devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale è concesso;
– sono utilizzabili esclusivamente in compensazione;
– non concorrono alla formazione del reddito e del valore della produzione ai fini dell’IRAP;
– non rilevano ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, co. 5, TUIR.

Novità previste anche in materia di incentivi all’assunzione di giovani lavoratori agricoli e di riduzione del costo del lavoro in agricoltura. Al fine di promuovere forme di occupazione stabile in agricoltura per i giovani è infatti istituito un incentivo per i datori di lavoro (imprenditori agricoli) che assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato o con contratto di lavoro a termine, lavoratori in possesso di precisi requisiti. Le assunzioni devono riguardare lavoratori di età compresa tra i 18 ed i 35 anni privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi oppure privi di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado. Tali assunzioni devono essere effettuate tra il 1° luglio 2014 e il 30 giugno 2015 e devono comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero di giornate lavorate nei singoli anni successivi all’assunzione e il numero di giornate lavorate nell’anno precedente l’assunzione.
L’incentivo è pari a un terzo della retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali, per un periodo complessivo di 18 mesi ed è riconosciuto al datore di lavoro unicamente mediante compensazione dei contributi dovuti.
In materia di deduzioni, poi, aggiungendo specifico comma all’articolo 11 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, si precisa che “Le deduzioni di cui al comma 1, lettera a), numeri 2), 3) e 4), per i produttori agricoli di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), si applicano, nella misura del 50 per cento degli importi ivi previsti, anche per ogni lavoratore agricolo dipendente a tempo determinato impiegato nel periodo di imposta purché abbia lavorato almeno 150 giornate e il contratto abbia almeno una durata triennale”.
Disposta, inoltre, l’istituzione presso l’Inps della “Rete del lavoro agricolo di qualità” alla quale possono partecipare le imprese agricole, presentando apposita istanza telematica, che non hanno riportato condanne penali, che non hanno procedimenti penali in corso per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, che non sono state destinatarie, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative definitive per le violazioni predette ovvero che sono in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi.

A decorrere dal periodo d’imposta 2014, ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola di età inferiore ai 35 anni, nel rispetto della regola de minimis, spetta una detrazione del 19% delle spese sostenute per i canoni di affitto dei terreni agricoli, entro il limite di euro 80 per ciascun ettaro preso in affitto e fino a un massimo di euro 1.200 annui.

A decorrere dal 25 giugno 2014 (data di entrata in vigore del D.L. n. 91/2014) e fino al 30 giugno 2015, ai soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi compresi nella divisione 28 della tabella ATECO, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, è attribuito un credito d’imposta pari al 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali compresi nella suddetta tabella realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore.
Per le imprese con un’attività d’impresa inferiore ai cinque anni la media degli investimenti da considerare è quella risultante dagli investimenti realizzati nei periodi d’imposta precedenti a quello in corso alla data del 25 giugno p.v. o a quello successivo, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore. Invece, per le imprese costituite successivamente alla data di entrata in vigore del “Decreto” il bonus si applica con riguardo al valore complessivo degli investimenti realizzati in ciascun periodo d’imposta.
Inoltre, il credito d’imposta in oggetto:
– non spetta per gli investimenti di importo unitario inferiore a 10.000 euro;
– è ripartito ed utilizzato in tre quote annuali di pari importo;
– è indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riconoscimento del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi nei quali il credito è utilizzato;
– non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell’IRAP;
– non rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, co. 5, TUIR;
– è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art. 17, D. Lgs. n. 241/1997;
– non è soggetto al limite annuale di 250.000 euro (art. 1, co. 53, L.n. 244/2007). In particolare, la prima quota annuale è utilizzabile a decorrere dal 1° gennaio del secondo periodo di imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento.
Il credito d’imposta è revocato:
a) se l’imprenditore cede a terzi o destina i beni oggetto degli investimenti a finalità estranee all’esercizio di impresa prima del secondo periodo di imposta successivo all’acquisto;
b) se i beni oggetto degli investimenti sono trasferiti, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione (art. 43, co. 1, DPR n. 600/1973), in strutture produttive situate al di fuori dello Stato, anche appartenenti al soggetto beneficiario dell’agevolazione.
Nel caso in cui il bonus sia indebitamente utilizzato, deve essere versato entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si verificano le suddette ipotesi.

Ai fini dell’aiuto alla crescita economica (Ace), per le società le cui azioni sono quotate in mercati regolamentati di Stati membri della UE o aderenti allo Spazio economico europeo, per il periodo di imposta di ammissione ai predetti mercati e per i due successivi, la variazione in aumento del capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura di ciascun esercizio precedente a quelli in corso nei suddetti periodi d’imposta è incrementata del 40%. Per i periodi d’imposta successivi la variazione in aumento del capitale proprio è determinata senza tenere conto del suddetto incremento.
Si sottolinea che, la parte del rendimento nozionale che supera il reddito complessivo netto dichiarato può essere computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi ovvero si può fruire di un credito d’imposta applicando alla suddetta eccedenza le aliquote IRPEF/IRES (artt. 11 e 77, TUIR). Il credito d’imposta è utilizzato in diminuzione dell’IRAP, e va ripartito in cinque quote annuali di pari importo.

Per la costituzione di una Spa, e stata ridotta la quota di capitale minimo dal 120.000 euro a 50.000 euro.
Mentre per le Srl non è previsto più l’obbligo della nomina dell’organo di controllo o del revisore, se il capitale sociale non è inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni (art. 20, co. 8).
Dunque, la nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società:
– è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
– controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
– per due esercizi consecutivi ha superato due dei seguenti limiti (art. 2435-bis, c.c.):
1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4.400.000 euro;
2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000 euro;
3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità.
L’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i suddetti limiti deve provvedere entro 30 giorni alla nomina dell’organo di controllo o del revisore, in mancanza vi provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato.

Efficacia probatoria dei verbali ispettivi

Con riferimento all’efficacia probatoria dei verbali ispettivi, deve rilevarsi che l’esclusione di un’efficacia diretta fino a querela di falso del contenuto intrinseco delle dichiarazioni rese agli ispettori dai lavoratori non implica che le stesse siano prive di efficacia probatoria in difetto di una loro conferma in giudizio.

 

La vicenda è giunta in Cassazione dopo la conferma in II° grado della sentenza con cui il Tribunale aveva rigettato l’opposizione avanzata da una società per azioni contro una cartella esattoriale relativa al pagamento richiesto dall’INPS di contributi e sanzioni.
In particolare, la Corte aveva considerato la cartella validamente emessa dall’INPS, sulla base dell’iscrizione a ruolo dei contributi, avvenuta in seguito al verbale ispettivo che aveva accertato l’interposizione di manodopera per i rapporti di lavoro riconducibili alla società, formalmente istaurati con alcune cooperative.
La decisione della Corte era stata fondata sul verbale ispettivo e sulle dichiarazioni rese agli ispettori da otto lavoratori, nonché su tre precedenti sentenze del Tribunale che avevano accertato la fattispecie interpositoria vietata dalla legge nei confronti di tre lavoratori.
Il datore di lavoro accusato presentava ricorso contro la pronuncia, ritenendo che la decisione fosse stata basata sulle risultanze dei verbali ispettivi e sulle dichiarazioni rese agli ispettori, sebbene queste non costituiscano efficacia probatoria privilegiata e richiedano una necessaria conferma in sede testimoniale.

Secondo la Corte di Cassazione (Sentenza n. 10427/2014), invece, nel caso in cui le dichiarazioni dei dipendenti siano univoche, il Giudice può ritenere superflua l’escussione dei lavoratori attraverso la prova testimoniale, tanto più se il datore di lavoro non alleghi e dimostri eventuali contraddizioni delle dichiarazioni rese agli ispettori in grado di inficiarne l’attendibilità.
E’ principio infatti consolidato nella giurisprudenza di legittimità (cfr. Sentenza n. 15073/2008; n. 3525/2005), cui si è attenuta la sentenza impugnata, quello secondo cui i verbali redatti dai funzionari degli enti previdenziali e assistenziali o dell’Ispettorato del lavoro fanno piena prova dei fatti che i funzionari stessi attestino avvenuti in loro presenza, mentre, per le altre circostanze di fatto che i verbalizzanti segnalino di avere accertato, il materiale probatorio è liberamente valutabile e apprezzabile dal giudice, il quale può anche considerarlo prova sufficiente delle circostanze riferite al pubblico ufficiale, qualora il loro specifico contenuto probatorio o il concorso d’altri elementi renda superfluo l’espletamento di ulteriori mezzi istruttori.