Pubblicato l’allegato all’accordo dell’apprendistato nella provincia di Bolzano


Pubblicato l’allegato all’accordo dell’apprendistato nella provincia di Bolzano


Siglato, il 14/7/2016, tra Confartigianato imprese, Unione artigiani altoatesini Cna-Shv e le OO.SS. Provinciali ASGB, CGIL-AGB, SGB-CISL, UIL-SGK, l’allegato all’accordo per la disciplina dell’apprendistato nel settore artigianato della Provincia Autonoma di Bolzano

Lo scorso 27/6/2016, le Parti hanno sottoscritto l’accordo provinciale che disciplina l’Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale nel settore dell’artigianato, con validità dall’1/7/2016 al 31/12/2018.
Nello specifico, l’intesa ha regolamentato la durata, il periodo di prova e la retribuzione dell’apprendistato di I livello, così come il trattamento in caso di malattia ed il preavviso. Proprio in merito a tale istituto, con il verbale di accordo firmato il 14/7/2017 le Parti hanno convenuto di sostituire i contenuti dell’articolo 7 (Preavviso) con le seguenti disposizioni:

Per quanto riguarda il recesso del contratto di apprendistato al termine del periodo di formazione oppure all’atto del sostenimento dell’esame di fine apprendistato, le parti firmatarie il presente accordo rimandano a quanto disposto dall’art. 42, comma 4 D.Lgs. 81/2015.


Per il recesso dal contratto è previsto un preavviso di 15 giorni di calendario.


 

Assenze per malattia, il calcolo del periodo di comporto

Ai fini della verifica del superamento del periodo di comporto per malattia, il computo delle assenze deve essere sempre effettuato mediante la somma aritmetica dei giorni di assenza per malattia nel periodo di riferimento e dividendo il risultato per 30. Il sistema di calcolo, inoltre, deve essere unico e avere caratteristiche di omogeneità

Ad una lavoratrice veniva comunicata la risoluzione del rapporto di lavoro per superamento del periodo di comporto ai sensi del CCNL applicato dall’azienda, per cui la stessa adiva le vie legali per ottenere la reintegra nel posto di lavoro, previo accertamento dell’illegittimità del recesso.
In Cassazione ricorre la lavoratrice lamentando che la Corte non ha correttamente valutato la disposizione contrattuale relativa al criterio di calcolo dei periodi di assenza ai fini della determinazione del periodo di comporto. Nello specifico, la lavoratrice sostiene che il criterio adottato dalle Parti sociali è il riferimento ai mesi, senza specificare che ogni mese è convenzionalmente composto da 30 giorni.
Per la Suprema Corte, il ricorso è infondato. Il computo delle assenze per malattia, infatti, deve essere sempre effettuato mediante la somma aritmetica dei giorni di assenza per malattia nel triennio. Nessun elemento consente di computare secondo il calendario comune le assenze che abbiano una durata pari o superiore al mese. Diversamente, l’adozione di tale criterio comporterebbe una variabilità ingiustificabile del periodo di comporto a seconda del triennio di riferimento preso in considerazione ovvero a seconda dei momenti in cui si verificano le malattie. Il sistema di calcolo deve essere unico e avere caratteristiche di omogeneità e uniformità. Ai predetti fini, il divisore deve essere sempre 30, anche se le assenze siano cadute in mesi dell’anno di durata inferiore o superiore a 30 giorni.


Quota adesione sindacale per i dipendenti delle p.i. Cemento-Confimi

Le piccole e medie imprese che applicano il CCNL Cemento-CONFIMI, consegneranno ai propri dipendenti, insieme alla busta paga di luglio 2016 il modulo per l’adesione e la contribuzione della quota sindacale.

Le aziende, mediante affissione in bacheca da effettuarsi dall’1/6/2016 al 30/6/2016 comunicheranno che in occasione del rinnovo del CCNL, le organizzazioni sindacali stipulanti Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil chiedono ai lavoratori non iscritti al sindacato una quota associativa straordinaria di trenta (30/00) euro da trattenere sulla retribuzione corrisposta nel corso del mese di Agosto 2016.
Le aziende distribuiranno insieme alle buste paga corrisposte nel mese Luglio 2016 l’apposito modulo che consente al lavoratore di accettare o rifiutare la richiesta del sindacato e che dovrà essere riconsegnato all’azienda entro il 30/9/2016 le Associazioni Nazionali provvederanno a comunicare alle segreterie nazionali di Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil il numero complessivo delle trattenute effettuate dalle aziende associate. Le quote trattenute verranno versate dalle aziende sul conto corrente bancario che le organizzazioni sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil avranno cura di indicare successivamente alle Associazioni Nazionali.


Contributo annuo al Fondo FASDA dal 15 luglio

 



 


A partire dal 15 luglio potrà essere effettuato il versamento al Fondo FASDA, del contributo assicurativo annuo da parte del lavoratore dipendente.

Si ricorda che con circolare n. 21/2016 è stato comunicato che il Consiglio di amministrazione del Fondo FASDA, a conclusione di un approfondito confronto svoltosi in più riunioni con la società Unisalute, ha deliberato di stipulare un ulteriore contratto con la predetta società, che amplia l’area dei possibili fruitori di prestazioni sanitarie integrative del Fondo, estendendone l’iscrizione volontaria ai familiari dei lavoratori già iscritti al Fondo.
L’iscrizione volontaria deve essere effettuata, dal lavoratore dipendente già iscritto, a partire dal 16 luglio ed entro il 31/10/2016, e deve riguardare obbligatoriamente l’intero nucleo familiare.
Il contributo assicurativo deve essere versato dal lavoratore dipendente con periodicità annuale. L’ammontare del contributo annuo, comprensivo di oneri fiscali, è di:
– € 175 per coniuge e convivente “more uxorio”;
– € 125 per ogni figlio.
Il contributo annuo deve essere pagato per intero seguendo la procedura “on line” nella propria Area Riservata all’interno del sito www.unisalute.it.
Il versamento andrà effettuato a partire dal 15 luglio ed entro il 31 ottobre 2016, scegliendo la modalità preferita tra le seguenti:
– finanziamento a tasso zero concesso da Finitalia SpA, intermediario finanziario del gruppo Unipol.
– carta di credito;
– bonifico bancario.
L’inizio della copertura assicurativa avrà luogo a partire dalle prestazioni fruite dall’1/10/2016 a tutto il 30/9/2017, in presenza del regolare e completo pagamento del contributo annuo.


Piani di emergenza interna del personale che lavora nello stabilimento


Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto n. 138/2016 che contiene il regolamento con cui si disciplinano le forme di consultazione, sui piani di emergenza interna (PEI), del personale che lavora nello stabilimento.


In particolare, il regolamento in oggetto disciplina le forme di consultazione del personale che lavora negli stabilimenti di soglia superiore, compreso il personale di imprese subappaltatrici a lungo termine, che il gestore attua per procedere alla predisposizione, alla revisione e all’aggiornamento del piano di emergenza interna (PEI). Laddove per “stabilimento di soglia superiore” si intende uno stabilimento nel quale le sostanze pericolose sono presenti in quantità pari o superiori alle quantità previste; per “gestore” qualsiasi persona fisica o giuridica che detiene o gestisce uno stabilimento o un impianto, oppure a cui è stato delegato il potere economico o decisionale determinante per l’esercizio tecnico dello stabilimento o dell’impianto stesso.


L’obbligo di consultazione del personale che lavora nello stabilimento, compreso il personale di imprese subappaltatrici a lungo termine, riguarda la stesura iniziale del PEI nonché i successivi aggiornamenti e revisioni.
Il gestore consulta il personale che lavora nello stabilimento tramite i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Ai fini della consultazione, il gestore mette a disposizione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, almeno quindici giorni prima dell’incontro le seguenti informazioni:
– gli elementi dell’analisi dei rischi utilizzati per la predisposizione del PEI;
– la versione in bozza del PEI;
– le azioni previste per la formazione specifica di tutto il personale coinvolto nella pianificazione dell’emergenza che lavora nello stabilimento, compreso il personale interessato di imprese subappaltatrici;
– ogni altro elemento utile alla comprensione del PEI e, comunque, ogni documento rilevante.
Prima di adottare, rivedere o aggiornare il PEI, il gestore o i suoi rappresentanti incontrano i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i quali possono formulare osservazioni o proposte sulla versione in bozza del PEI.
Dell’incontro è redatto apposito verbale, che è parte integrante del PEI.


 

Trasporto Marittimo Regionale Sicilia – Verbale di accordo 6/7/2016


Trasporto Marittimo Regionale Sicilia – Verbale di accordo 6/7/2016



Firmato da Confitarma e Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, l’accordo regionale per l’applicazione alla Società di Navigazione Siciliana del CCNL Confitarma


Le parti, si sono riunite per discutere dell’applicazione del CCNL Confìtarma a tutti i dipendenti amministrativi e marittimi appartenenti alla SNS – la Società di Navigazione Siciliana, a seguito di assunzioni di lavoratori marittimi ed amministrativi, impiegati presso altre compagnie dove si applicava il CCNL Fedarlinea.


Partendo dalla considerazione dell’importanza che in Sicilia ha tale problematica, le parti con il recente accordo hanno stabilito che dall’1/8/2016 ai lavoratori dipendenti dalla Società di Navigazione Siciliana, si applicherà il CCNL Confitarma e per quanto riguarda nello specifico il personale amministrativo, dove sussistono differenze tra i due CCNL, la confluenza dei livelli di inquadramento è stata regolata come segue, mentre la retribuzione annuale lorda in essere al 31/7/2016 sarà mantenuta invariata.





















CCNL Fedarlinea

CCNL Confitarma

Q 7
A 6
B 5
C 4
D 6
E 2


 

Accordo per le collaborazioni coordinate e continuative per call center



Firmata il 14/7/2016, tra le quattro associazioni aderenti a CONFCOMMERCIO – Ancic, Asseprim, Assintel, Federtelservizi – e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil, Nidil-Cgil, l’intesa per la disciplina delle co.co.co. per call center, servizi non di telefonia, e servizi realizzati attraverso operatori telefonici


L’ipotesi di accordo 14/7/2016, che ha carattere sperimentale e che decorre dalla data di stipula al 31/12/2018, rappresenta la prima regolamentazione collettiva che disciplina i contratti di collaborazione coordinata e continuativa per alcune figure specifiche, inserite in aziende aderenti alle Associazioni Datoriali firmatarie – ricordiamo – aderenti alla Confcommercio.
L’intesa parte dalla premessa che il 25/6/2015 è entrato in vigore il D.Lgs. n. 81 del 2015, che ha apportato novità sostanziali alla regolamentazione previgente in materia di collaborazioni coordinate e continuative, anche a progetto.
Infatti l’art. 2, comma 1, del summenzionato decreto ha disposto che, a far data dall’1/1/2016, troverà applicazione la disciplina del rapporto di lavoro subordinato ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.
Al comma 2, ha limitato l’operatività della presunzione di subordinazione di cui sopra andando ad escludere dalla riconduzione al lavoro subordinato le collaborazioni per le quali gli accordi collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale prevedono discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo, in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore.
Pertanto, tutto ciò premesso, le parti firmatarie hanno individuato le figure professionali che rientrano nell’applicazione dell’accordo e che possono dar luogo ad un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa “autentico” ed il compenso da erogare.
In particolare, l’ipotesi di accordo stabilisce che il corrispettivo spettante al collaboratore non deve essere inferiore ai minimi stabiliti nel presente Accordo, e commisurato alla qualità e quantità di lavoro necessario a far fronte all’incarico, alla professionalità e al livello di raggiungimento degli obbiettivi concordati.
La corresponsione del compenso avverrà con cadenza di norma mensile, fatta eccezione per compensi mensili di importo pari o inferiore a 100 euro, che potranno essere corrisposti con cadenza trimestrale.
Le Parti individuano i valori dei compensi minimi lordi secondo la progressione indicata nella tabella sottostante. I compensi minimi vengono fissati in valori di paga oraria e indicati al lordo delle ritenute fiscali, previdenziali e assistenziali previste dalla normativa vigente.


















 

Importi in euro

1/9/2016 6,00
1/3/2017 6,70
1/9/2017 7,40
1/3/2018 8,10
1/9/2018 8,75

Rapporti di lavoro, anche per l’attività “atipica” rilevano i consueti indici della subordinazione

Anche nel caso di svolgimento di un’attività lavorativa “atipica”, con riferimento alle mansioni ed alle sue modalità di svolgimento, al fine della sua riconduzione a prestazione di lavoro subordinato occorre comunque valutare la sussistenza degli ordinari indici di subordinazione

Il Tribunale di prime cure aveva condannato un datore di lavoro al pagamento in favore di un lavoratore di una somma a titolo di retribuzioni per prestazioni di lavoro dipendente. Successivamente, la Corte di appello, pur riducendo la condanna ad una somma di importo inferiore, aveva comunque confermato che l’attività relativa all’ospitalità di clienti ed all’accompagnamento per lo shopping era stata svolta seguendo le direttive dei responsabili della società convenuta, il che rendeva superfluo l’esame degli altri indici di subordinazione.
Il datore di lavoro propone così ricorso in Cassazione lamentando che la sentenza impugnata non aveva considerato le censure proposte, tra cui la carenza di motivazione in ordine alla sussistenza degli indici di subordinazione ed il mancato rilievo alle fatture emesse dal lavoratore.
Secondo la Cassazione i motivi addotti sono fondati. Sussiste, infatti, una indubbia e marcata carenza motivazionale della sentenza impugnata che non ha nemmeno ricostruito la natura della prestazione eseguita, certamente “atipica” in quanto consistente nell’accompagnare turisti nelle visite e nello shopping assistendoli logisticamente in varia maniera. E la sentenza impugnata ha pure trascurato la documentazione relativa alle fatture emesse, con l’argomentazione generica per cui tale documentazione non muterebbe la natura delle prestazioni indicate. Infine, non era stato considerato che il compenso era a provvigione, che mancava un orario di lavoro obbligatorio, che non era stato provato l’esercizio di un potere disciplinare.


Accordo per i compensi al personale della Scuola Pubblica comandato/utilizzato

Firmato il 21/7/2016, tra la Parte Pubblica e le OO.SS. Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals-Confsal, Gilda-Unams l’ipotesi di accordo relativa ai compensi al personale scolastico comandato/utilizzato ex art. 86 del CCNL

A norma dell’art. 86 del CCNL 29/11/2007, deve essere corrisposto un compenso accessorio al personale scolastico comandato / utilizzato presso gli Uffici del Miur. A tale scopo è stata sottoscritta l’ipotesi di contratto collettivo nazionale integrativo che vi provvede in ordine agli anni scolastici 2013/14 e 2014/15.
L’intesa prevede la ripartizione dell’importo complessivo (pari a € 1.038.667,00), in due tranche del 50%, riferite ai due su indicati anni scolastici (quindi € 519.333,50 per ciascun anno).
Per l’a.s. 2013/14 sono destinati ai docenti con funzione di tutor € 379.113,00 e per il personale comandato presso gli uffici centrali e periferici del Miur € 140.219,00.
Per l’a.s. 2014/15 si provvederà con un successivo accordo analogo, che nei programmi potrebbe essere sottoscritto entro il prossimo mese di settembre.
Tutti gli importi indicati nell’accordo, sono al lordo degli oneri a carico dello Stato.
Per l’Amministrazione periferica, le distinte contrattazioni integrative a livello regionale definiscono i criteri e i parametri per l’attribuzione del compenso ai beneficiari.
Per l’Amministrazione centrale, la specifica contrattazione integrativa nazionale, definisce i criteri e i parametri per l’attribuzione del compenso ai beneficiari.

Firmato accordo sulla violenza nei luoghi di lavoro a Vicenza


Siglato tra l’Apindustria Confimi Vicenza e la CGIL Vicenza, la CISL Vicenza, la UIL Vicenza, l’accordo sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro.

L’obiettivo dell’accordo firmato da Apindustria Vicenza e Cgil, Cisl e Uil provinciali, è quello di garantire una maggior tutela delle donne, ma anche degli uomini, sui luoghi di lavoro.
Le lavoratrici, i lavoratori e le imprese hanno il dovere di collaborare al mantenimento di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali, basate su principi di eguaglianza e di reciproca correttezza.
Pertanto le Parti daranno un’ampia diffusione all’accordo, in particolare presso i propri associati, lavoratrici e lavoratori, promuovendo:
– l’adozione della dichiarazione all’interno delle unità produttive, riferita alla non tollerabilità di certi comportamenti (molestie e/o violenza) o la stipula di protocolli aziendali sul tema;
– iniziative di informazione e formazione all’interno delle aziende e delle strutture sindacali e legali, verificando la possibilità di accedere ai finanziamenti per la formazione;
– l’individuazione sul territorio delle procedure di gestione più adeguate che colgano lo spirito dell’Accordo;
– l’individuazione fin d’ora come punto di riferimento il/la Consigliere/a di parità provinciale, che potrà avvalersi del supporto tecnico delle strutture pubbliche e private, senza scopo di lucro, esistenti nel territorio, più adatte nel caso concreto;
– l’avvio di un’azione di monitoraggio dei fenomeno, sulla base della quale valutare eventuali interventi sulle Istituzioni a favore delle strutture destinate a contrastare i fenomeni oggetto del presente Accordo.
Al fine di gestire le suddette situazioni, come sopra specificato, le Parti individueranno le strutture più adeguate da proporre al/la Consigliere/a di parità provinciale, al fine di assicurare una assistenza, sia dal punto di vista psicologico che dal punto di vista legale, a coloro che siano stati vittime di molestie o violenza nei luoghi di lavoro.
Resta salva, in ogni caso, la facoltà per ogni singola impresa di adottare autonome procedure e dichiarazioni interne, nel rispetto dei contenuti dell’Accordo.