Meno limitazioni per l’agente di affari in mediazione


Per l’agente di affari in mediazione diminuiranno le incompatibilità, limitate a poche ipotesi rispetto ad oggi (Ministero Sviluppo Economico – circolare n. 3719/2019).

Rispetto al passato, le incompatibilità della professione di agente di affari in mediazione saranno limitate alle seguenti ipotesi:
– attività imprenditoriali di produzione, vendita, rappresentanza o promozione dei beni afferenti al medesimo settore merceologico per il quale si esercita l’attività di mediazione;
– attività svolta in qualità di dipendente (ad esclusione delle imprese di mediazione) di ente pubblico o privato, o di istituto bancario, finanziario o assicurativo;
– esercizio di professioni intellettuali afferenti al medesimo settore merceologico per cui si esercita l’attività di mediazione;
– situazioni di conflitto di interessi.


Ad oggi, invece, le incompatibilità sembrerebbero impedire agli agenti di esercitare qualsiasi altra attività diversa da quella di intermediazione. In particolare, le incompatibilità sono con:
– l’attività svolta in qualità di dipendente da persone, società o enti, privati e pubblici, ad esclusione delle imprese di mediazione;
– l’esercizio di attività imprenditoriali e professionali, escluse quelle di mediazione comunque esercitate.


La nuova disciplina è sicuramente più favorevole agli agenti di affari in mediazione, tutti, ed in particolare ai mediatori immobiliari, ed è applicabile a tutti i mediatori: quindi sia a coloro che verranno iscritti al R.I. dall’entrata in vigore della norma in questione, sia in particolare anche a coloro che secondo la disciplina previgente si trovano in condizione di incompatibilità.


In tal senso, il Ministero dello Sviluppo Economico sta provvedendo a fornire a tutte le Camere di Commercio le nuove disposizioni operative al fine di uniformare le procedure da attivare nel momento in cui la legge europea entrerà in vigore, nonché di evitare disorientamento negli utenti.