Regime forfetario: nessuna decadenza in caso di plusvalenze in corso d’opera


Le plusvalenze e le minusvalenze realizzate in corso di regime forfetario non hanno alcun rilievo fiscale anche se riferite a beni acquistati negli anni che hanno preceduto l’adozione del regime forfetario (Agenzia Entrate – risposta n. 391/2019).

Con specifico riferimento alle plusvalenze e minusvalenze relative ai beni strumentali acquistati anche prima dell’ingresso nel regime forfetario, l’Agenzia delle Entrate ha ribadito quanto già chiarito nel 2016, ossia che le plusvalenze e le minusvalenze realizzate effettuate in corso di regime non hanno alcun rilievo fiscale, anche se riferite a beni acquistati negli anni che hanno preceduto l’adozione del regime forfetario”.
Ne consegue che, sul piano sostanziale l’estromissione dei beni strumentali non assume alcuna rilevanza fiscale, in quanto la relativa plusvalenza è realizzata in vigenza di cd. regime forfetari.
Da un punto di vista pratico, i contribuenti che applicano il regime cd. Forfetario devono annotare l’estromissione nei registri tenuti fino al periodo d’imposta antecedente all’ingresso nel cd. regime forfetario che recano iscrizione dei beni immobili interessati, in quanto esonerati dalla tenuta del registro dei beni ammortizzabili nonché dal registro degli acquisti Iva. Non sarà necessario, altresì, rappresentare nel quadro RQ della dichiarazione dei redditi 2020 per il periodo d’imposta 2019.

Trasmissione telematica dei corrispettivi: ticket restaurant


L’Agenzia delle entrate con la risposta del 7 ottobre 2019, n. 394 chiarisce che gli importi dei tickets restaurant sono compresi nell’importo complessivo dei corrispettivi trasmessi telematicamente all’Agenzia, nonostante gli stessi debbano poi essere fatturati alla società emittente


 


Nella fattispecie esaminata dall’Amministrazione finanziaria, l’istante esercita attività di bar e pasticceria e, avendo conseguito nel 2018 ricavi superiori a 400.000, rientra nell’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi a partire dal 1° luglio 2019; a tal fine si è dotato di un registratore di cassa idoneo all’invio.
Nell’ambito della sua attività l’istante accetta tickets restaurant e vende biglietti ed abbonamenti degli autobus.
Ciò premesso, l’Amministrazione Finanziaria chiarisce che in base all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 i soggetti che effettuano le operazioni individuate nell’articolo 22 del d.P.R. n. 633 del 1972, fatta eccezione per le operazioni esonerate con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 10 maggio 2019, – memorizzano elettronicamente e trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai propri corrispettivi giornalieri, mediante strumenti tecnologici che garantiscano l’inalterabilità e la sicurezza dei dati.
In attuazione di tale previsione, il direttore dell’Agenzia delle entrate ha definito le informazioni da trasmettere, le regole tecniche, gli strumenti tecnologici ed i termini per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, nonché predisposte all’uopo apposite specifiche tecniche disponibili nell’apposita area tematica del sito internet dell’Agenzia delle entrate.
In particolare, dalle specifiche tecniche emerge come, similmente a quanto accade per i corrispettivi non riscossi, anche gli importi dei tickets restaurant sono compresi nell’importo complessivo dei corrispettivi trasmessi telematicamente all’Agenzia delle entrate, nonostante gli stessi debbano poi essere fatturati alla società emittente.
Ciò detto, nel confermare che è solo con il pagamento del controvalore dei tickets da parte della società emittente ovvero con l’emissione della fattura se antecedente il pagamento, che si realizza l’esigibilità dell’IVA e, ai fini delle imposte sul reddito, la rilevanza del ricavo. Tale principio sarà tenuto presente in caso di disallineamento tra i dati trasmessi telematicamente e l’imposta liquidata periodicamente.
Per quanto attiene alla rivendita dei biglietti ed abbonamenti degli autobus, nel presupposto che l’IVA è assolta a monte dal gestore del servizio di trasporto e che, ai fini delle imposte sul reddito, il corrispettivo del rivenditore è costituito dall’aggio, che deve essere separatamente documentato mediante emissione di fattura nei confronti del gestore del servizio, si conferma che l’istante non è tenuto ad emettere il “documento commerciale” all’atto della cessione dei titoli di trasporto.
In tal senso sono stati impostati i registratori di cassa, che, dunque, non prevedono un sistema di memorizzazione specifico per tali somme.

Sanzione anticontraffazione all’acquirente finale: istituiti i codici F24

Con la recente Risoluzione n. 84/E del 4 ottobre 2019, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito i codici tributo da utilizzare per il versamento, tramite modello F24, della sanzione amministrativa anticontraffazione irrogata all’acquirente finale

Nell’ambito della lotta alla contraffazione è prevista un’apposita sanzione amministrativa pecuniaria a carico delle persone che acquistano in modo consapevole prodotti contraffatti.
La consapevolezza della contraffazione può essere dedotta in considerazione della qualità dei prodotti acquistati, o dalla condizione del venditore o dall’entità del prezzo.
Se l’acquisto è effettuato come consumatore finale la sanzione va da 100 euro a 7.000 euro.
Se l’acquisto è effettuato in qualità di operatore commerciale o importatore o da qualunque altro soggetto diverso dall’acquirente finale la sanzione va da 20.000 euro a 1 milione di euro.
In ogni caso i prodotti contraffatti sono confiscati.
L’accertamento della violazione può essere effettuato sia dagli organi di polizia giudiziaria, sia dagli organi di polizia amministrativa, d’ufficio o su denuncia.
Per consentire il versamento della sanzione anticontraffazione tramite il modello F24, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che:


– se la violazione è accertata dalla polizia comunale, la sanzione deve essere versata utilizzando il codice tributo “3022” denominato “Sanzione pecuniaria amministrativa per il contrasto della contraffazione irrogata dalla polizia comunale – articolo 1, comma 7, decreto legge 14 marzo 2005, n. 35”.
In tal caso il codice tributo va esposto nella Sezione “IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI”, avendo cura di indicare nel campo “IDENTIFICATIVO OPERAZIONE” gli estremi dell’atto di irrogazione della sanzione; nel campo “codice ente/codice comune”, il codice catastale del comune a cui appartiene l’organo di polizia comunale; nel campo “anno di riferimento”, l’anno in cui è stata constatata la violazione;


– se, invece, la violazione è accertata da organi diversi dalla polizia comunale, la sanzione deve essere versata utilizzando il codice tributo “3021” denominato “Sanzione pecuniaria amministrativa per il contrasto della contraffazione – articolo 1, comma 7, del decreto legge 14 marzo 2005, n. 35”.
In tal caso il codice tributo va esposto nella Sezione “ERARIO”, avendo cura di indicare nel campo “anno di riferimento”, l’anno in cui è stata constatata la violazione.


In entrambi i casi, ai fini del versamento della sanzione, è esclusa la possibilità di utilizzare un credito in compensazione.

Reato d’indebita compensazione fiscale


Prevista la pena anche per coloro che concorrono nel reato di indebita compensazione (CORTE DI CASSAZIONE – Sez. III pen. – Sentenza 25 settembre 2019, n. 39333).

Con ordinanza il Tribunale di Napoli, quale Giudice del riesame delle misure cautelari reali, ha rigettato la richiesta di riesame proposta dal contribuente, indagato per il reato di cui agli artt. 110 cod. pen. (pena per coloro che concorrono nel reato) e 10-quater d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 (indebita compensazione), nei confronti del sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli.
Avverso il predetto provvedimento è stato proposto ricorso per cassazione con unico articolato motivo di impugnazione, evidenziando violazione di legge in relazione alle norme sul concorso di persone nel reato, e carenza di motivazione in relazione all’iter argomentativo adottato.
In particolare, l’ordinanza impugnata non aveva fornito giustificazione al fatto che il ricorrente era transitato dall’iniziale ruolo di vittima del reato a concorrente nel medesimo. Al riguardo, era stata presa in considerazione solamente l’entità delle somme oggetto di evasione, e da tale elemento era stata ricavata la consapevolezza dell’illiceità delle operazioni di indebita compensazione fiscale effettuate dai commercialisti indagati. Secondo il Tribunale della libertà, quindi, il ricorrente non avrebbe provato la propria buona fede pur avendo avuto col professionista solamente un unico rapporto professionale.
Al contrario, era emerso che tutta l’operazione indebita era avvenuta all’insaputa dell’indagato, mero contribuente ignaro della procedura fraudolenta di compensazione messa in opera dai professionisti.
In ordine poi al preteso concorso di persone nel reato, alcunché era stato dimostrato circa un previo accordo tra contribuente e commercialista, mentre una consapevolezza successiva al perfezionarsi del reato non poteva assurgere a dignità penale. Né rilevava un’eventuale indagine su termini e modalità del compenso.
Il Procuratore generale ha concluso nel senso dell’inammissibilità del ricorso.
Il ricorso è inammissibile. Il contribuente aveva in definitiva ottenuto la compensazione – nella più totale e sospetta inerzia personale, ed in apparenza senza provvedere ad alcun tipo di reazione ovvero di controllo – di un debito fiscale di importo pressoché corrispondente di crediti certamente inesistenti.


Irap: non dovuta dal pediatra che eroga compensi ai colleghi per le sostituzioni


I compensi che il pediatra di base corrisponde ai suoi colleghi per le sostituzioni obbligatorie non costituiscono dato sintomatico dell’autonoma organizzazione ai fini IRAP, in quanto trattasi di circostanza frequente nei medici di base che devono assicurare un servizio continuativo in caso di assenza per ferie o malattia. In tal caso il contribuente non corrisponde compensi a dipendenti ma a colleghi per le necessarie sostituzioni dovute alle sue assenza (Corte di cassazione – ordinanza n. 24702/2019).

Il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione dell’IRAP ricorre qualora il contribuente:
– sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
– impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive.


In altre parole il presupposto dell’IRAP è l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi. Inoltre, l’imposta colpisce il valore aggiunto prodotto dalle attività autonomamente organizzate e mentre l’elemento organizzativo è connaturato alla nozione stessa di impresa, altrettanto non può dirsi per quanto riguarda l’attività di lavoro autonomo, ancorché svolta con carattere di abitualità, nel senso che è possibile ipotizzare un’attività professionale svolta in assenza di organizzazione di capitali o lavoro altrui, con la conseguente inapplicabilità dell’imposta, per difetto del suo necessario presupposto, l’autonoma organizzazione, il cui accertamento, in mancanza di specifiche disposizioni normative, costituisce questione di mero fatto, rimessa pertanto al giudice di merito.


Relativamente al caso di specie, i compensi che il pediatra di base corrisponde ai suoi colleghi per le sostituzioni obbligatorie non costituiscono dato sintomatico dell’autonoma organizzazione ai fini IRAP, in quanto trattasi di circostanza frequente nei medici di base che devono assicurare un servizio continuativo in caso di assenza per ferie o malattia.


Nuovo regolamento di abilitazione alla difesa tributaria



Con il Decreto ministeriale n. 106 del 5 agosto 2019 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato il nuovo regolamento per l’abilitazione alla difesa dinanzi alle Commissioni tributarie per i soggetti non iscritti in albi professionali, in possesso dei requisiti e delle competenze per l’assistenza tecnica nel contenzioso tributario. Il nuovo regolamento, pubblicato nella G.U. n. 233 del 4 ottobre 2019 sarà applicabile a decorrere dal 1° aprile 2020.


 


Il nuovo regolamento, approvato con il Decreto ministeriale n. 106/2019, disciplina le modalità di rilascio dell’abilitazione all’assistenza tecnica dinanzi alle Commissioni Tributarie per i soggetti non iscritti in albi professionali e la tenuta dell’elenco dei soggetti abilitati, nonché i casi di incompatibilità, diniego, sospensione, revoca dell’iscrizione, anche sulla base dei principi contenuti nel codice deontologico forense, applicabili a decorrere dal 1° aprile 2020.
L’elenco dei soggetti abilitati, tenuto dalla Direzione della Giustizia Tributaria, presso il Dipartimento delle Finanze, è articolato in 5 sezioni, in relazione alla categoria di appartenenza.
La domanda di iscrizione deve essere compilata utilizzando apposito modulo sui siti istituzionali del Ministero dell’Economia e delle Finanze e deve essere presentata esclusivamente per via telematica mediante PEC nominativa, di cui l’istante sia titolare, all’indirizzo PEC appositamente dedicato ed indicato nel modulo.
I soggetti rientranti nelle categorie di cui alle sezioni I, II, III, e IV, che alla data antecedente al 1° aprile 2020 risultano inseriti negli elenchi tenuti dall’Agenzia delle Entrate e dal Dipartimento delle Finanze, sono di diritto iscritti nella relativa sezione dell’elenco in base al nuovo regolamento. Gli stessi, pertanto non devono inoltrare la domanda di iscrizione, ma sono tenuti, in ogni caso, a dichiarare il possesso dei requisiti prescritti.
Nell’esercizio dell’attività di assistenza tecnica dinanzi alle Commissioni tributarie, i soggetti abilitati e iscritti nell’elenco sono tenuti ad osservare i principi stabiliti dal codice deontologico forense e, in particolare:
– l’attività di assistenza tecnica deve essere espletata in piena indipendenza e fondata sull’autonomia del giudizio intellettuale;
– l’attività di assistenza tecnica deve essere esercitata con coscienza, lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, rispettando i principi della corretta e leale concorrenza, assicurando la qualità della prestazione professionale anche attraverso un continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale;
– il difensore è libero di accettare l’incarico;
– il rapporto con la parte assistita e con il cliente è fondato sulla fiducia.

















Sezione I Impiegati delle carriere dirigenziale, direttiva e di concetto degli enti impositori (regioni, province, comuni, agenzie fiscali, M.E.F., etc…), nonché gli ufficiali e ispettori della guardia di finanza cessati dall’impiego dopo almeno venti anni di effettivo servizio di cui almeno gli ultimi dieci prestati a svolgere attività connesse ai tributi.
A tal fine costituiscono attività connesse ai tributi:
a) liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi ed altre entrate, gestione del relativo contenzioso, nonché relative attività accessorie;
b) analisi, ricerca e predisposizione di atti normativi e di documenti di prassi in materia tributaria.
Sezione II Soggetti già iscritti alla data del 30/09/1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle CCIAA per la subcategoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o di diploma di ragioniere limitatamente alle materie concernenti le imposte di registro, di successione, i tributi locali, l’IVA, l’IRPEF, l’IRAP e l’IRES.
Sezione III Funzionari delle associazioni di categoria che, alla data del 15 gennaio 1993, risultavano iscritti negli elenchi tenuti dalle Intendenze di finanza competenti per territorio
Sezione IV Dipendenti delle associazioni delle categorie rappresentate nel C.N.E.L. e i dipendenti delle imprese, o delle loro controllate, limitatamente alle controversie nelle quali sono parti, rispettivamente, gli associati e le imprese o loro controllate, in possesso del diploma di laurea magistrale in giurisprudenza o in economia ed equipollenti, o di diploma di ragioneria e della relativa abilitazione professionale
Sezione V Dipendenti dei CAF, e delle relative società di servizi, purché in possesso di diploma di laurea magistrale in giurisprudenza o in economia ed equipollenti, o di diploma di ragioneria e della relativa abilitazione professionale, limitatamente alle controversie dei propri assistiti originate da adempimenti per i quali il CAF ha prestato loro assistenza.

Agevolazioni in favore dei progetti di ricerca e sviluppo: presentazione istanze


Le modalità e i termini per la concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore dei progetti di ricerca e sviluppo realizzati nell’ambito degli Accordi per l’innovazione per il nuovo Bando “Fabbrica intelligente, Agrifood, Scienze della vita e Calcolo ad alte prestazioni” sono stati fissati dal MISE con decreto 2 ottobre 2019.

Al fine di sostenere la valorizzazione economica dell’innovazione attraverso la sperimentazione e l’adozione di soluzioni innovative, sono state disciplinate le procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nei settori applicativi della Strategia nazionale di specializzazione intelligente relativi a: Fabbrica intelligente, Agrifood, Scienze della vita, Calcolo ad alte prestazioni.
I soggetti proponenti sono tenuti a presentare la proposta progettuale, volta a consentire la valutazione dell’innovatività tecnologica dell’iniziativa e la rilevanza strategica per il sistema economico unitamente alla scheda tecnica.
La proposta progettuale e la scheda tecnica devono essere compilate e presentate in via esclusivamente telematica dalle ore 10.00 alle ore 19.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal giorno 12 novembre 2019, pena l’invalidità e l’irricevibilità, utilizzando la procedura disponibile nel sito internet del Soggetto gestore, (https://fondocrescitasostenibile.mcc.it). La procedura di compilazione guidata è resa disponibile nel sito internet del Soggetto gestore a partire dal giorno 8 ottobre 2019.
Le imprese hanno diritto alle agevolazioni esclusivamente nei limiti delle disponibilità finanziarie; le proposte progettuali sono, pertanto, accolte nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.
Il Ministero comunica tempestivamente, con provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel proprio sito internet, l’avvenuto esaurimento delle risorse finanziarie e la conseguente chiusura dello sportello per la presentazione delle proposte progettuali.
I soggetti proponenti, le cui proposte progettuali sono state selezionate nei bandi emanati nel corso del 2019 dall’impresa comune europea EuroHPC, sono tenuti a presentare la proposta progettuale unitamente alla scheda tecnica.
Le imprese hanno diritto alle agevolazioni esclusivamente nei limiti delle disponibilità finanziarie; le proposte progettuali sono, pertanto, accolte nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.
Il Ministero comunica tempestivamente, con provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel proprio sito internet, l’avvenuto esaurimento delle risorse finanziarie e la conseguente chiusura dello sportello per la presentazione delle proposte progettuali.

Agevolazioni per i progetti R&S: domande di accesso ai benefici

Approvati i termini e le modalità per la presentazione delle domande relative agli interventi agevolativi per il finanziamento dei grandi progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito delle tematiche “Agenda digitale” e “Industria sostenibile” finalizzate all’adozione di modelli di economia circolare (Ministero dello Sviluppo Economico – Decreto 2 ottobre 2019)

AGEVOLAZIONI


Nell’ambito degli interventi agevolativi per le tematiche dell’Agenda digitale e dell’Industria sostenibile, sono state individuate apposite risorse riservate alla realizzazione di attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, strettamente connesse tra di loro in relazione all’obiettivo previsto dal progetto, finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali, individuate dal Programma “Orizzonte 2020”, per l’adozione di modelli di economia circolare.
Le risorse stanziate ammontano a:
a) euro 49.400.000,00, a valere sulla dotazione di risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), per la concessione di agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato;
b) euro 16.400.000,00, a valere sulle risorse del Fondo per la crescita sostenibile (FCS), per la concessione di agevolazioni nella forma del contributo diretto alla spesa.

DOMANDA DI ACCESSO


Con il Decreto del 2 ottobre 2019, il Ministero dello Sviluppo Economico ha definito la procedura di accesso alle agevolazioni di cui al punto sub a).
Le domande devono essere presentate dalle ore 10.00 alle ore 19.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal 26 novembre 2019.
Tuttavia, a partire dalle ore 10.00 del giorno 10 ottobre 2019, è possibile effettuare le attività per la predisposizione delle domande e della documentazione da allegare alle stesse tramite apposita piattaforma informatica.
La domanda, pena l’invalidità e l’irricevibilità, deve essere redatta e presentata in via esclusivamente telematica attraverso la procedura disponibile nel sito internet del Soggetto gestore https://fondocrescitasostenibile.mcc.it, selezionando il distinto modulo di domanda “unico proponente” o “più proponenti”.
La domanda di agevolazione include la dichiarazione sostitutiva di atto notorio relativa alle dimensioni di impresa; alla stessa deve essere allegata, tra l’altro, l’attestazione del merito di credito rilasciata dalla Banca finanziatrice.


Nel caso di progetti presentati congiuntamente da più proponenti, la domanda di agevolazione è redatta dal soggetto capofila, allegando anche: una dichiarazione per ciascun soggetto co-proponente relativa ai requisiti di accesso previsti; una dichiarazione per ciascun soggetto coproponente relativa ai dati contabili utili per il calcolo del criterio inerente all’ammontare delle spese in sviluppo sostenute in Italia in rapporto al fatturato; attestazione del merito di credito, una per ciascun proponente, rilasciata dalla/e Banca/che finanziatrice/i; in caso di pool di banche, l’attestazione deve essere predisposta dalla Banca finanziatrice che svolge il ruolo di capofila.

DEFINIZIONI E TEMATICHE


Per economia circolare si intende un modello economico in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è mantenuto quanto più a lungo possibile, e la produzione di rifiuti è ridotta al minimo.
Ai fini dell’accesso al finanziamento agevolato, le attività di ricerca industriale e sviluppo industriale previste dai progetti dovranno contribuire, mediante l’elaborazione e lo sviluppo di innovazioni di prodotto, di processo o di servizi innovativi ovvero attraverso il notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, all’introduzione di modelli innovativi di economia circolare che potranno interessare le diverse fasi della catena del valore, secondo le seguenti indicazioni di dettaglio:
1. Produzione: modelli innovativi riferiti all’approvvigionamento delle risorse, al loro uso nella produzione e alla generazione di rifiuti (scarti) durante l’intero ciclo di vita del prodotto.
1.1. Approvvigionamento delle risorse: soluzioni innovative che prevedano l’utilizzo di materie prime naturali ed il loro impiego in passaggi sequenziali al fine di un loro più lungo ed efficace sfruttamento, ovvero basate sul reimpiego di materie prime secondarie che promuovano ad esempio cicli di materiali atossici o una migliore tracciabilità delle sostanze chimiche pericolose per l’uomo e l’ambiente nei prodotti al fine di facilitarne il riciclaggio.
1.2. Progettazione dei prodotti: soluzioni progettuali finalizzate ad estendere i tempi di vita (durabilità) dei prodotti, a permetterne la riparazione, la messa a nuovo o la rigenerazione, ovvero che contemplino possibilità di smontaggio al fine di permettere il recupero delle materie e componenti di valore che li costituiscono (progettazione eco-compatibile).
1.3. Processi di produzione: interventi mirati all’uso efficiente delle risorse nei processi produttivi, ivi comprese soluzioni volte a ridurre le risorse e l’energia necessarie ovvero processi industriali innovativi, come quelli di simbiosi industriale grazie alla quale i rifiuti o i sottoprodotti di un’industria diventano fattori di produzione per un’altra.


2. Consumo: modelli innovativi di consumo, attraverso ad esempio la condivisione di prodotti o infrastrutture (economia collaborativa) o la fruizione di servizi (economie di servizi funzionali) anche attraverso l’utilizzo di piattaforme informatiche o digitali.


3. Gestione dei rifiuti e degli scarti: soluzioni caratterizzate da elevato contenuto innovativo volte a diminuire la produzione di rifiuti e degli scarti nei processi produttivi e nel consumo, a preparane il riutilizzo e riciclaggio ovvero il recupero di energia, in una ottica di integrazione della gestione dei rifiuti all’interno dei processi industriali e del sistema economico, trasversalmente alle diverse fasi di approvvigionamento delle risorse, produzione e consumo.

Commercialisti al Mef: pacchetto di proposte contro caos ISA


03 ottobre 2019 Nel corso di un incontro convocato al MEF, una delegazione del Consiglio nazionale dei commercialisti ha presentato un articolato pacchetto di proposte per risolvere le evidenti criticità riscontrate in questo primo anno di applicazione degli Isa. (CNDCEC – Comunicato 2 Ottobre 2019).

All’incontro hanno partecipato anche i vertici dello stesso Ministero e quelli dell’Agenzia delle Entrate. Sulla questione ISA, sono state ricordate le prese di posizione dei Garanti del Contribuente di tutto il territorio nazionale che hanno ritenuto fondate le istanze presentate dagli Ordini dei commercialisti e dalle associazioni di categoria con cui è stata denunciata la violazione delle norme dello Statuto dei diritti del Contribuente a causa dei ritardi nell’implementazione degli stessi ISA. Sono state ribadite le ragioni dello sciopero dei Commercialisti e l’aggravarsi della situazione di estremo disagio in cui gli studi professionali si sono venuti a trovare dall’inizio di quest’anno per ragioni del tutto indipendenti dalla loro volontà.
Preso atto dell’impossibilità di una disapplicazione totale degli ISA per l’anno 2018 a causa delle pressanti esigenze di gettito è stato ritenuto che ci sia comunque spazio per interventi che provino con successo a mettere ordine nel caos generatosi su questo adempimento.
Nello specifico i commercialisti hanno richiesto innanzitutto la rimozione delle criticità riscontrate nel funzionamento di alcuni indici di anomalia con riferimento a tutti i 175 ISA approvati e non solo per gli 89 ISA in revisione quest’anno (come ad esempio la rilevanza delle imposte nell’indice relativo ai costi residuali di gestione). La categoria ha proposto anche la codificazione normativa del principio che gli ISA evoluti si applicano, se più favorevoli per il contribuente, anche ai periodi d’imposta precedenti e la sperimentalità degli ISA per il 2018 ai fini della formazione delle liste selettive di controllo. Altra richiesta avanzata dai professionisti è quella di introdurre l’obbligo di parere preventivo della Commissione degli esperti in sede di individuazione delle premialità.
Per l’immediato, il Consiglio nazionale ha anche proposto la proroga dei termini di versamento con la maggiorazione dello 0,40% dal 30 ottobre al 30 novembre, al fine di poterli allineare con il termine di presentazione delle dichiarazioni e, ha anche ribadito l’impegno quotidiano dei Commercialisti per garantire il corretto assolvimento degli obblighi tributari da parte di tutti i cittadini. Nel corso dell’incontro la delegazione del Consiglio nazionale dei commercialisti ha consegnato infine un documento congiunto Commercialisti – Confindustria, contenente un nutrito pacchetto di proposte di semplificazioni fiscali, che sarà presentato in un evento in programma il 9 ottobre presso la Camera dei Deputati.

 


Mediatori di assicurazione/riassicurazione: definito il contributo al Fondo di garanzia 2019


Il Ministro dello sviluppo economico con il decreto del 26 settembre 2019 ha determinato, per l’anno 2019, il contributo dovuto dagli aderenti al fondo di garanzia per mediatori di assicurazione e riassicurazione, fissandolo nella misura dello 0,08% delle provvigioni acquisite dai mediatori di assicurazione e di riassicurazione nel corso dell’anno 2018.

I mediatori, iscritti nella sezione B de registro, devono aderire al Fondo di garanzia costituito presso la CONSAP al fine di risarcire il danno patrimoniale causato agli assicurati e alle imprese di assicurazione o di riassicurazione derivante dall’esercizio dell’attività, non risarcito dall’intermediario o non indennizzato attraverso la polizza assicurativa.
Il contributo che gli aderenti debbono versare al Fondo di garanzia per i mediatori di assicurazione e di riassicurazione, per l’anno 2019, è fissato nella misura dello 0,08% delle provvigioni acquisite dai mediatori di assicurazione e di riassicurazione nel corso dell’anno 2018.
I versamenti devono essere effettuati entro il 31 luglio 2019 e nel medesimo termine i mediatori devono trasmettere al Fondo una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, attestante le provvigioni acquisite nel corso dell’anno 2018