“DL Rilancio”: i Commercialisti intervengono sulla proroga per il versamento delle imposte


In relazione alle disposizioni contenute nel DL n. 34/2020, pubblicato nella G.U. n. 128/2020, le Associazioni ADC e ANC, tra le misure proposte per rispondere allo stato di emergenza del Paese, ritengono fondamentale: ridurre il versamento degli acconti per l’anno 2020; prorogare il versamento del saldo 2019 e consentire il versamento del solo secondo acconto IRES/IRPEF così come già annunciato per l’IRAP (ANC – Comunicato 19 maggio 2020).

Nel caso di versamento in unica soluzione del saldo imposte e contributi 2019 (IRPEF/IRES/ INPS), per tutti i soggetti che possono beneficiare liberamente della proroga – sia titolari che non titolari di Partita Iva – il calendario da osservare, esclusivamente per il saldo 2019, potrebbe essere il seguente:
– entro il 30 settembre 2020;
– entro il 30 ottobre 2020, con la maggiorazione dello 0,40%.
In caso di versamento rateizzato, invece, per tutte le categorie di contribuenti, il versamento del saldo 2019 potrebbe così avvenire:
– entro il 30 settembre 2020 la prima rata, senza interessi;
– entro il 16 ottobre 2020 la seconda rata, con interessi;
– entro il 16 novembre 2020 la terza rata, con interessi.
Merita particolare attenzione la necessità di limitare la percentuale complessiva dovuta a titolo di acconti sul 2020 (Imposte sul Reddito IRPEF/IRES/INPS), limitandone l’effetto finanziario per i contribuenti ad un massimo del 60% delle imposte e contributi effettivamente dovuti per il 2020, consentendo una determinazione, oltre che sul reddito storico 2019, anche in via previsionale e senza sanzioni, se gli acconti complessivi versati saranno pari al 60% delle imposte e dei contributi dovuti per il 2020. Tali acconti potrebbero essere versati con le medesime modalità annunciate per l’acconto IRAP.
La gravità della situazione impone un adeguato rinvio di tutti i pagamenti fiscali facendo in modo però che le diverse scadenze alla fine non si concentrino tutte nello stesso periodo, con il rischio di vanificare completamente i benefici stessi dello slittamento.
Pertanto, le Associazioni ADC e ANC ritengono doveroso tener conto dell’andamento reale e dell’attuale crisi finanziaria, svincolando i pagamenti degli acconti d’imposta dalle desuete regole la cui formulazione risale agli anni settanta.


Compilazione 730/2020: spese per addetti assistenza personale

In sede di compilazione della dichiarazione dei redditi sono ammesse in detrazione le spese sostenute nel 2019 per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana. Vediamo in dettaglio, le condizioni e i termini per fruire del beneficio.

Secondo la previsione dell’articolo 15, comma 1, lettera i-septies) del TUIR sono detraibili dall’IRPEF le somme pagate per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

A tal fine, sono considerate non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana le persone che non sono in grado, per esempio, di assumere alimenti, di espletare le funzioni fisiologiche e provvedere all’igiene personale, di deambulare, di indossare gli indumenti.
Inoltre, può essere considerata non autosufficiente anche la persona che necessita di sorveglianza continuativa.
La detrazione è riconosciuta anche nell’ipotesi in cui la prestazione sia resa ad un soggetto ricoverato presso una casa di cura o di riposo, purché i corrispettivi per l’assistenza personale siano certificati distintamente rispetto a quelli riferibili alle altre prestazioni fornite dall’istituto ospitante.
Il beneficio deve ritenersi escluso, quando la non autosufficienza non sia collegata all’esistenza di patologie.

Per l’anno 2019 la detrazione è riconosciuta nella misura del 19%, entro il limite massimo di 2.100,00 euro, e può essere fruita anche in relazione alle spese sostenute per familiari non a carico.

Le condizioni per fruire del beneficio sono:
– possedere un reddito complessivo non superiore a 40.000,00 euro. Nel limite di reddito deve essere computato anche il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni;
– lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica;
– le spese devono risultare da idonea documentazione. A tal fine si ritiene valida la ricevuta debitamente firmata, rilasciata dall’addetto all’assistenza, che contenga gli estremi anagrafici e il codice fiscale di chi effettua il pagamento e di chi presta l’assistenza. Se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo.

Per quanto riguarda il limite di spesa su cui calcolare la detrazione (2.100 euro), si precisa che è riferito al singolo contribuente a prescindere dal numero delle persone cui si riferisce l’assistenza. Ad esempio, in relazione alle spese sostenute per sé e per un familiare, l’importo per cui fruire della detrazione non può essere superiore a 2.100 euro.
Se più familiari sostengono le spese per assistere lo stesso familiare, il limite massimo di 2.100, euro deve essere ripartito tra coloro che hanno sostenuto la spesa.

In sede di compilazione del Modello 730/2020, l’importo delle spese sostenute va indicato nella “SEZIONE I – Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19, del 26, del 30 e del 35 per cento” in uno dei righi da E8 a E10, contraddistinto dal codice “15”.
L’importo deve comprendere le spese eventualmente indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 15. Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2019 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51 TUIR” (punti da 701 a 706) della Certificazione Unica con il codice onere 15.

Nuovo modello di autodichiarazione per gli spostamenti tra regioni


Il Ministero dell’Interno ha pubblicato la nuova autodichiarazione richiesta fino al 03 giugno 2020 per i soli spostamenti tra Regioni (Ministero Interno – comunicato 18 maggio 2020).

Dal 18 maggio 2020 ci si può spostare all’interno della regione senza nessuna limitazione e si può uscire di casa senza più dover giustificare le ragioni dello spostamento. Non sarà più necessaria l’autocertificazione, se non fino al 3 giugno per gli spostamenti tra Regioni, consentiti sempre per motivi di lavoro, salute e urgenza.


In tal senso, il Ministero dell’Interno ha definito un nuovo modello di autodichiarazione utilizzabile esclusivamente, fino al 03 giugno, per i soli spostamenti tra Regioni.


Può essere ancora utilizzato il precedente modello barrando le voci non più attuali.


L’autodichiarazione è in possesso degli operatori di polizia e può essere compilata al momento del controllo.


Via libera da oggi, 19 maggio, all’invio del modello redditi precompilato


Il modello, disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate dal 5 maggio e modificabile dal 14 maggio, potrà essere trasmesso dal 19 maggio al 30 novembre. (Agenzia delle entrate – comunicato stampa 5 maggio 2020)


 


L’Agenzia delle entrate ha inserito in questo modello le informazioni presenti in Anagrafe tributaria.
Sono presenti, per esempio, premi assicurativi, interessi sui mutui, contributi previdenziali, spese sanitarie, spese universitarie, spese funebri, contributi a forme di previdenza complementare, spese per l’acquisto di farmaci, spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati anche sulle parti comuni dei condomini, spese per la frequenza degli asili nido ed erogazioni liberali agli enti del terzo settore.
Il contribuente deve completarlo con gli altri dati non in possesso dell’Agenzia come, per esempio, i redditi di lavoro autonomo o d’impresa, i redditi di partecipazione in società di persone.
Per visualizzare il proprio modello Redditi, occorre entrare nell’area riservata del sito delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, e inserire il nome utente, la password e il pin dei servizi online dell’Agenzia. È possibile accedere alla propria dichiarazione anche utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi, le credenziali rilasciate dall’Inps, oppure tramite Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, che consente di utilizzare le stesse credenziali per tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni e delle imprese aderenti.
Tutte le informazioni utili sulla dichiarazione precompilata, dalle principali novità alle domande più frequenti, sono disponibili sul sito dedicato. https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it. Punto di riferimento per chiarire ogni dubbio sulla precompilata è, infine, il call center dell’Agenzia. Questi i contatti dell’assistenza telefonica delle Entrate: 800.90.96.96 da telefono fisso, 0696668907 (da cellulare) e +39 0696668933 per chi chiama dall’estero. I numeri sono operativi dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 17, e il sabato dalle 9 alle 13 (con esclusione delle festività nazionali).

Volontariato protezione civile: i rimborsi ai datori e professionisti


Con la direttiva del 24 febbraio 2020, pubblicata nella GU n.127/2020, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha disposto le procedure per la presentazione delle istanze di rimborso spettante ai datori di lavoro pubblici e privati dei volontari, ai volontari lavoratori autonomi/liberi professionisti e alle organizzazioni di volontariato per le attività di protezione civile autorizzate.

I datori di lavoro pubblici o privati dei volontari della protezione civile possono avanzare domanda di rimborso degli emolumenti versati al soggetto che ha reso la comunicazione di attivazione, che provvede, a seguito di istruttoria, ad effettuare il rimborso, nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio, degli oneri derivanti dalla partecipazione, come volontari, dei propri dipendenti ad attività autorizzate di protezione civile.
I datori di lavoro pubblici o privati dei volontari possono alternativamente richiedere di usufruire dei rimborsi con le modalità del credito d’imposta.
I volontari, lavoratori autonomi e liberi professionisti, possono avanzare domanda di rimborso al soggetto che ha reso la comunicazione di attivazione, per il ristoro del mancato guadagno giornaliero per la partecipazione ad attività autorizzate di protezione civile.
La definizione del calcolo giornaliero è stabilita dall’Agenzia delle entrate.
Le organizzazioni di volontariato iscritte nell’elenco centrale e negli elenchi territoriali del volontariato organizzato di protezione civile il cui impiego è stato autorizzato in occasione di emergenze, pianificazione, addestramento e formazione teorico-pratica e diffusione della cultura e della conoscenza della protezione civile, possono richiedere al soggetto che ha reso la comunicazione di attivazione, il rimborso delle spese sostenute in occasione delle attività svolte.


Deposito fiscale: utilizzo credito IVA per compensare versamento accise

Il titolare del deposito fiscale autorizzato può legittimamente compensare l’accisa dovuta con riferimento alle merci movimentate in conto proprio con il credito IVA maturato, sia annuale che infrannuale (Agenzia delle Entrate – Risposta a consulenza giuridica n. 4 del 2020).

A decorrere dal 1° marzo 2001 i pagamenti delle accise possono essere effettuati anche mediante il versamento unitario, con possibilità di compensazione con crediti per altre imposte, utilizzando il modello di pagamento unificato “F24 ACCISE”. Non è, invece, consentito utilizzare le eccedenze a credito per accise per compensare i debiti per altre imposte e contributi.
In generale, la compensazione è consentita quando i debiti ed i crediti sono riferibili allo stesso soggetto passivo, non potendosi utilizzare in compensazione crediti d’imposta maturati da altri soggetti.
Nel consentire il pagamento delle accise, tramite F24, ai proprietari dei beni detenuti nel deposito fiscale, in qualità di garanti dell’accisa dovuta e previa autorizzazione del titolare del deposito, è stato chiarito che il proprietario dei beni non può “effettuare compensazioni tra somme dovute a titolo di accisa e crediti derivanti da altri tributi, in quanto il debito d’imposta da assolvere è relativo ad un soggetto diverso da colui che esegue il pagamento”.
Diversa però è l’ipotesi dell’accisa dovuta dal depositario autorizzato con riferimento alle merci movimentate in conto proprio. In tal caso, il titolare del deposito fiscale autorizzato può legittimamente compensare l’accisa dovuta con propri crediti per altre imposte, in particolare con il proprio credito IVA, nel limite di 700.000 euro (limite massimo dei crediti di imposta e dei contributi compensabili).
Si precisa, al riguardo, che l’utilizzo in compensazione dell’eccedenza a credito IVA emergente dalla dichiarazione annuale non è subordinata al verificarsi di uno dei presupposti per il suo rimborso, essendo richiesta esclusivamente la preventiva presentazione della dichiarazione annuale e – quando si compensano crediti d’importo superiore a 5.000 euro – l’apposizione del visto di conformità, fatte salve specifiche ipotesi di esonero. La presenza di uno dei presupposti per il rimborso è invece necessaria qualora si intenda utilizzare in compensazione un credito IVA infrannuale. In tal caso l’utilizzo in compensazione di crediti d’imposta è subordinato alla presentazione del modello IVA TR, anch’esso munito del visto di conformità.

COMPILAZIONE 730/2020: Interessi passivi per mutui di acquisto dell’abitazione principale



In sede di compilazione della dichiarazione dei redditi sono ammessi in detrazione gli interessi passivi e gli oneri accessori pagati nel 2019 in relazione a contratti di mutuo ipotecario per l’acquisto dell’unità immobiliare destinata a dimora abituale del contribuente o dei suoi familiari (abitazione principale). Vediamo in dettaglio, le condizioni e i termini per fruire del beneficio.


Secondo la previsione dell’articolo 15, co. 1, lett. b) del TUIR, sono detraibili dall’IRPEF le somme pagate per gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione relative a mutui ipotecari stipulati per l’acquisto dell’unità immobiliare destinata (o da destinare) ad abitazione principale.
A tal fine, per abitazione principale si intende l’unità immobiliare utilizzata (o da utilizzare) come dimora abituale del contribuente o dei suoi familiari. Pertanto, la detrazione spetta al contribuente acquirente e intestatario del contratto di mutuo, anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado).
La detrazione non compete se il mutuo è stipulato autonomamente per acquistare una pertinenza dell’abitazione principale.
Per l’anno 2019 la detrazione è riconosciuta nella misura del 19 per cento, entro il limite massimo di 4.000 euro.
Le condizioni per fruire del beneficio sono:


a) l’unità immobiliare acquistata deve essere adibita ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto. Rispetto a tale condizione è stato precisato che:
– per i mutui stipulati prima del 1° gennaio 2001 la detrazione è ammessa a condizione che l’unità immobiliare sia stata adibita ad abitazione principale entro 6 mesi dall’acquisto;
– per i soli mutui stipulati nel corso dell’anno 1993 la detrazione spetta purché l’unità immobiliare sia stata adibita ad abitazione principale entro l’8 giugno 1994;
– se l’immobile acquistato è sottoposto a ristrutturazione edilizia, la detrazione spetta dalla data in cui viene adibito ad abitazione principale, purché questo avvenga sempre entro 2 anni dall’acquisto, purché la ristrutturazione sia comprovata da concessione edilizia o atto equivalente;
– se è stato acquistato un immobile locato, la detrazione spetta, a partire dalla prima rata di mutuo corrisposta, a condizione che entro 3 mesi dall’acquisto, l’acquirente notifichi al locatario l’intimazione di sfratto per finita locazione e che entro un anno dal rilascio l’immobile sia adibito ad abitazione principale;
– si ha diritto alla detrazione anche se l’unità immobiliare non è adibita ad abitazione principale entro 1 anno a causa di un trasferimento per motivi di lavoro avvenuto dopo l’acquisto;
– la detrazione è riconosciuta al personale in servizio permanente delle Forze armate e Forze di polizia a ordinamento militare, nonché a quello dipendente dalle Forze di polizia a ordinamento civile, per i mutui ipotecari relativi all’acquisto dell’unica abitazione di proprietà, a prescindere dal requisito della dimora abituale;
– la detrazione continua ad essere riconosciuta in caso di trasferimento per motivi di lavoro (finché permangono i motivi di lavoro) o di ricovero permanente in istituti di ricovero o sanitari purché l’unità immobiliare non sia concessa in locazione. Con riferimento all’ipotesi di trasferimento per motivi di lavoro, il diritto a fruire della detrazione permane anche se la nuova residenza è fissata in un comune “limitrofo” a quello in cui si trova la sede di lavoro;
– il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale (ad eccezione dell’ipotesi precedente), ma si riacquista qualora venga nuovamente adibito ad abitazione principale in relazione alle rate pagate a decorrere da tale momento.


b) l’acquisto deve essere effettuato nell’anno precedente ovvero entro l’anno successivo alla stipula del contratto di mutuo. Rispetto a tale condizione è stato precisato che:
– non si tiene conto del periodo intercorrente tra la data di acquisto e quella del mutuo, se l’originario contratto di mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale viene estinto e ne viene stipulato uno nuovo, anche con una banca diversa, compresa l’ipotesi di surrogazione per volontà del debitore.


c) dal contratto di mutuo, dal contratto di acquisto dell’immobile o da altra documentazione rilasciata dalla banca su apposita richiesta del contribuente, deve risultare che il mutuo è stato stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale. In assenza della specifica motivazione, ovvero nell’ipotesi di mutui misti da cui non risulta l’importo riferibile all’acquisto dell’abitazione principale, la detrazione non è riconosciuta.


Per quanto riguarda il limite su cui calcolare la detrazione occorre tenere presente che in caso di contitolarità del contratto di mutuo, lo stesso deve essere ripartito tra gli aventi diritto. Ciò significa che, ad esempio, i coniugi non fiscalmente a carico l’uno dell’altro cointestatari in parti uguali del mutuo che grava sulla abitazione principale acquistata in comproprietà possono fruire della detrazione ciascuno fino all’importo di 2.000,00. Nell’ipotesi in cui invece, uno degli aventi diritto sia fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione spetta per intero a quest’ultimo.
Inoltre, come accennato in precedenza, oltre agli interessi passivi e alle quote di rivalutazione sono detraibili gli oneri accessori riferiti al contratto di mutuo. Vi rientrano, in particolare, l’onorario del notaio relativamentealla stipula del contratto di mutuo, le spese che il notaio sostiene per conto del cliente (ad esempio l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca, l’imposta sostitutiva sul capitale prestato), e tutte le altre spese assolutamente necessarie alla stipula del contratto di mutuo (ad esempio, le spese della perizia).


Qualora l’importo del mutuo sia superiore al costo sostenuto per l’acquisto, l’agevolazione deve essere limitata all’ammontare del predetto costo, determinando la quota di interessi passivi, quote di rivalutazione e oneri accessori detraibili sulla base del rapporto tra il prodotto del costo di acquisizione dell’immobile per interessi, quote di rivalutazione e oneri accessori pagati, e il capitale ricevuto in mutuo.
A tal fine, nel costo di acquisizione dell’immobile si considera:
a) il valore dell’immobile indicato nel rogito, e
b) gli oneri accessori connessi con l’operazione di acquisto, debitamente documentati:
– l’onorario del notaio per la stipula dell’atto di acquisto;
– le spese di mediazione immobiliare;
– le imposte di registro e quelle ipotecarie e catastali;
– le spese sostenute per eventuali provvedimenti del giudice tutelare che autorizza un soggetto (minore, inabilitato, interdetto, ecc.) alla compravendita dell’immobile;
– le spese per l’acquisto effettuato nell’ambito di una procedura esecutiva individuale o concorsuale.


Percentuale interessi detraibili






Costo di acquisizione dell’immobile x Interessi, quote di rivalutazione e oneri accessori pagati
Capitale in mutuo


In sede di compilazione del Modello 730/2020 la quota detraibile degli interessi, quote di rivalutazione e oneri accessori pagati per mutuo ipotecario di acquisto dell’abitazione principale, vanno indicati nella “SEZIONE I – Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19, del 26, del 30 e del 35 per cento” al rigo (E7).

TOSAP e “DL Rilancio”: esonero fino al 31 ottobre per ristoranti, bar e altre strutture


Tra le misure previste dal “DL Rilancio”, si dispone l’esonero della TOSAP fino al 31 ottobre per ristoranti, bar e altre strutture (MEF – Comunicato del 14 maggio 2020).

Dopo il Cura Italia e il Decreto Liquidità, il Decreto Rilancio è, in ordine di tempo, il terzo grande intervento varato dal Governo per affrontare le conseguenze economiche dell’emergenza Covid-19.
Il cuore del decreto sono le misure a sostegno delle famiglie e delle imprese, che non solo rafforzano e prolungano molti interventi del Cura Italia a partire dal forte impegno per il sistema sanitario, ma introducono nuove e importanti misure per rimettere in moto l’Italia, tenendo insieme ripresa economica, coesione sociale e sicurezza.
Tra le diverse misure del “DL Rilancio”, un forte impegno viene dedicato a sostenere due settori colpiti in modo particolare dall’inizio dell’emergenza, il turismo e la cultura, con risorse complessive per circa 3 miliardi e misure come il tax credit fino a 500 euro per le vacanze in Italia; l’esonero della prima rata IMU 2020 per alberghi e stabilimenti balneari; l’esonero della TOSAP fino al 31 ottobre per ristoranti, bar e altre strutture; sostegno per le librerie, per la filiera dell’editoria, per i musei, ristori per le perdite derivanti dall’annullamento di spettacoli, mostre ed altri eventi oltre ad altre misure di sostegno.


Nel DL Rilancio la “tax credit vacanze”


Il DL rilancio, in attesa di pubblicazione in Gazzetta, riconosce un credito, per il periodo d’imposta 2020, in favore dei nuclei familiari con reddito ISEE non superiore a 40.000 euro, utilizzabile, dal 1° luglio al 31 dicembre 2020, per i pagamenti legati alla fruizione dei servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive dagli agriturismi e dai bed &breakfast. (art. 183, ultima bozza).

Importo del credito per nucleo familiare


Il credito può essere utilizzato da un solo componente per ciascun nucleo familiare, nella misura massima di 500 euro per ogni nucleo familiare. Il credito previsto decresce con il diminuire dei componenti del nucleo familiare: in ragione di ciò, sarà riconosciuto un credito pari a 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e a 150 euro per quelli composti da una sola persona.


Condizioni


Il credito è riconosciuto alle seguenti condizioni, prescritte a pena di decadenza:
– le spese debbono essere sostenute in un’unica soluzione ed in relazione ai servizi resi da una singola impresa turistico ricettiva ovvero da un singolo agriturismo o da un singolo bed & breakfast;
– il totale del corrispettivo deve essere documentato da fattura elettronica o documento commerciale, con indicazione del codice fiscale del soggetto che intende fruire del credito;
– il pagamento del servizio deve essere corrisposto senza l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator.


Modalità applicative


Il credito è fruibile esclusivamente nella misura dell’80 per cento, d’intesa con il fornitore presso il quale i servizi sono fruiti, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto e per il 20 per cento in forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi da parte dell’avente diritto.
Lo sconto sarà rimborsato al fornitore dei servizi sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, con facoltà di successive cessioni a terzi, anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, nonché ad istituti di credito o intermediari finanziari. Il credito d’imposta non ulteriormente ceduto è usufruito dal cessionario con le stesse modalità previste per il soggetto cedente.
Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate saranno definite le modalità applicative del credito in esame.


Controlli


Accertata la mancata integrazione (anche parziale), dei requisiti che danno diritto al credito d’imposta, il fornitore dei servizi e i cessionari risponderanno solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in misura eccedente lo sconto applicato. All’Agenzia delle entrate è demandato il compito di provvedere al recupero dell’importo corrispondente, maggiorato di interessi e sanzioni.

COVID-19: le misure in vigore dal 18 maggio 2020


Con D.L. 16 maggio 2020, n. 33, pubblicato nella G.U. del 16 maggio 2020, n. 125, il Governo ha definito le nuove misure, con decorrenza 18 maggio 2020, per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, fermo restando le ulteriori misure restrittive adottate dalle Regioni. Inoltre, con il DPCM del 17 maggio 2020, pubblicato nella G.U. del 17 maggio 2020, n. 126, sono state disposte le misure di attuazione del citato D.L. n. 33/2020 e del D.L. n. 19/2020, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Misure per le attività economiche


Tutte le attività economiche (produttive, industriali, commerciali, professionali e di servizi) che già hanno riaperto o che riapriranno dal 18 maggio 2020, devono rispettare i protocolli di sicurezza adottati per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19.
In particolare, sono stati sottoscritti:
– per le attività industriali e produttive, il protocollo di sicurezza negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali;
– per i cantieri, il protocollo di sicurezza sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le parti sociali;
– per i trasporti, il protocollo di sicurezza sottoscritto il 20 marzo 2020;
– per tutti i restanti settori di attività (commercio, servizi, intrattenimento, etc. ), gli indirizzi operativi definiti dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, con accordo del 16 maggio 2020, finalizzati a fornire uno strumento sintetico e immediato di applicazione delle misure di prevenzione e contenimento di carattere generale, e sostenere un modello di ripresa delle attività economiche e produttive compatibile con la tutela della salute di utenti e lavoratori.


A partire dal 18 maggio, riapriranno tutte le attività commerciali di vendita al dettaglio (quali ad esempio abbigliamento, calzature ecc.), le attività legate alla cura della persona (parrucchieri, barbieri e centri estetici) e le attività per la ristorazione (bar ristoranti, pizzerie, gelaterie, pub, ecc.), il tutto a condizione che le Regioni accertino che la curva epidemiologica sia sotto controllo e che vengano adottati protocolli di sicurezza.
Le attività commerciali al dettaglio possono riaprire a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.
Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi. Continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Resta anche consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto, anche negli esercizi siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade, fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi.
Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.
Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.


Da lunedì 18 maggio potranno riprendere la loro attività anche gli stabilimenti balneari, così come potranno riprendere gli allenamenti degli sport di squadra e riapriranno i musei, il tutto sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza specifici.
Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura è assicurato a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000 l’anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.


Per gli stabilimenti balneari e per le spiagge di libero accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro, secondo le prescrizioni adottate dalle regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi, delle infrastrutture e della mobilità. I protocolli o linee guida delle regioni riguardano in ogni caso:
– l’accesso agli stabilimenti balneari e gli spostamenti all’interno dei medesimi;
– l’accesso dei fornitori esterni;
– le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
– la distribuzione e il distanziamento delle postazioni da assegnare ai bagnanti;
– le misure igienico-sanitarie per il personale e per gli utenti;
– le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;
– lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione degli utenti;
– le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all’interno degli stabilimenti balneari;
– le spiagge di libero accesso.


Sono ancora sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Allo scopo di consentire la graduale ripresa delle attività sportive, nel rispetto di prioritarie esigenze di tutela della salute connesse al rischio di diffusione da COVID-19, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse. I soli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione a competizioni di livello nazionale ed internazionale, possono spostarsi da una regione all’altra, previa convocazione della federazione di appartenenza.
Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici.
Restano ancora sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo.


Sono ancora sospesi i servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza. Sono esclusi dalla sospensione i corsi di formazione specifica in medicina generale. I corsi per i medici in formazione specialistica e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica possono in ogni caso proseguire anche in modalità non in presenza. Sono altresì esclusi dalla sospensione, a decorrere dal 20 maggio 2020, i corsi abilitanti e le prove teoriche e pratiche effettuate dagli uffici della motorizzazione civile e dalle autoscuole, secondo le modalità individuate nelle linee guida adottate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Nelle Università e nelle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, per tutta la durata della sospensione, le attività didattiche o curriculari possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime Università e Istituzioni, avuto particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.
A beneficio degli studenti ai quali non è consentita, per le esigenze connesse all’emergenza sanitaria di cui al presente decreto, la partecipazione alle attività didattiche o curriculari delle Università e delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, tali attività possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime Università e Istituzioni, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.


Sono ancora sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; è altresì differita a data successiva al termine di efficacia del presente decreto ogni altra attività convegnistica o congressuale.


Sono sospese le attività di centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali e centri sociali.


Le attività delle strutture ricettive possono riaprire a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive. I protocolli o linee guida delle regioni riguardano in ogni caso:
– le modalità di accesso, ricevimento, assistenza agli ospiti;
– le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
– le misure igienico-sanitarie per le camere e gli ambienti comuni;
– l’accesso dei fornitori esterni;
– le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;
– lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione dei clienti;
– le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all’interno delle strutture ricettive e negli eventuali spazi all’aperto di pertinenza.


Dal 25 maggio riapriranno invece le palestre, le piscine, e i centri sportivi e dal 15 giugno i cinema e i teatri. Detti spettacoli sono svolti con posti a sedere pre-assegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.


Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi.


Misure di contenimento per gli spostamenti


Dal 18 maggio 2020 ci s potrà spostare all’interno della regione senza nessuna limitazione, si potrà uscire di casa senza più dover giustificare le ragioni dello spostamento. Non sarà più necessaria l’autocertificazione, se non fino al 3 giugno per gli spostamenti tra Regioni, consentiti sempre per motivi di lavoro, salute e urgenza.


Riprende anche la vita sociale e gli incontri con gli amici. Rimane naturalmente il divieto di uscire di casa per chi è positivo al virus e per chi viene posto in quarantena. Rimangono anche limitazioni per chi ha sintomi riconducibili al Covid-19, che dovrà rimanere a casa.
Resta il divieto di creare assembramenti di persone in luoghi pubblici e bisognerà rispettare la distanza di un metro.
Per la mascherina vi è l’obbligo per specifici luoghi, ma c’è la raccomandazione di portarla sempre con sé, e di indossarla al chiuso o anche all’aperto qualora non sia possibile rispettare le distanze di sicurezza.


Dal 18 maggio è prevista anche la ripresa delle celebrazioni liturgiche e religiose in ossequio alle disposizioni di sicurezza stabilite nei protocolli firmati nei giorni scorsi dal Governo e dalle rappresentanze delle varie comunità religiose.


Fino al 2 giugno 2020, sono vietati gli spostamenti da e per l’estero, con mezzi di trasporto pubblici e privati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute


Gli spostamenti tra lo Stato della Città del Vaticano o la Repubblica di San Marino e le regioni con essi rispettivamente confinanti non sono soggetti ad alcuna limitazione.


L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto del divieto di assembramento, nonché della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; è consentito l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle seguenti linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia.


A decorrere dal 15 giugno 2020, è consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia.


È consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti.


Disposizioni in materia di ingresso in Italia


Chiunque intende fare ingresso nel territorio nazionale, tramite trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre, è tenuto, ai fini dell’accesso al servizio, a consegnare al vettore all’atto dell’imbarco una dichiarazione recante l’indicazione in modo chiaro e dettagliato, tale da consentire le verifiche da parte dei vettori o armatori, di:
– motivi del viaggio;
– indirizzo completo dell’abitazione o della dimora in Italia dove sarà svolto il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario e il mezzo di trasporto privato che verrà utilizzato per raggiungere la stessa;
– recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante l’intero periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario.


I vettori e gli armatori acquisiscono e verificano prima dell’imbarco la citata documentazione, provvedendo alla misurazione della temperatura dei singoli passeggeri e vietando l’imbarco se manifestano uno stato febbrile, nonché nel caso in cui la predetta documentazione non sia completa.
Le persone, che fanno ingresso in Italia, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicarlo immediatamente al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora preventivamente indicata all’atto dell’imbarco.
Le persone fisiche che entrano in Italia, tramite mezzo privato, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per il luogo in cui si svolgerà il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora indicata nella medesima comunicazione. In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, sono obbligate a segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati.


Transiti e soggiorni di breve durata in Italia


Chiunque intende fare ingresso nel territorio nazionale per un periodo non superiore a 72 ore, tramite trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre, è tenuto, ai fini dell’accesso al servizio, a consegnare al vettore all’atto dell’imbarco una dichiarazione recante l’indicazione in modo chiaro e dettagliato, tale da consentire le verifiche da parte dei vettori o armatori, di:
– motivi del viaggio;
– indirizzo completo dell’abitazione, della dimora o del luogo di soggiorno in Italia e il mezzo privato che verrà utilizzato per raggiungere la stessa dal luogo di sbarco; in caso di più abitazioni, dimora o luoghi di soggiorno, indirizzi completi di ciascuno di essi e indicazione del mezzo privato utilizzato per effettuare i trasferimenti;
– recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante la permanenza in Italia.


I vettori e gli armatori acquisiscono e verificano prima dell’imbarco la citata documentazione, provvedendo alla misurazione della temperatura dei singoli passeggeri e vietando l’imbarco se manifestano uno stato febbrile o nel caso in cui la predetta documentazione non sia completa.
Coloro i quali fanno ingresso nel territorio italiano, anche se asintomatici, sono tenuti a comunicare immediatamente tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente in base al luogo di ingresso nel territorio nazionale.
Chiunque intende fare ingresso nel territorio nazionale, mediante mezzo di trasporto privato, è tenuto a comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente in base al luogo di ingresso nel territorio nazionale, rendendo contestualmente una dichiarazione recante l’indicazione in modo chiaro e dettagliato, tale da consentire le verifiche da parte delle competenti Autorità, di:
– motivi del viaggio;
– indirizzo completo dell’abitazione, della dimora o del luogo di soggiorno in Italia ed il mezzo privato che verrà utilizzato per raggiungere la stessa; in caso di più abitazioni, dimora o luoghi di soggiorno, indirizzi completi di ciascuno di essi e del mezzo privato utilizzato per effettuare i trasferimenti;
– recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante la permanenza in Italia.


Disposizioni in materia di spostamenti da e per l’estero


A decorrere dal 3 giugno 2020, non sono soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti da e per i seguenti Stati:
– Stati membri dell’Unione Europea;
– Stati parte dell’accordo di Schengen;
– Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord;
– Andorra, Principato di Monaco;
– Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.


Dal 3 al 15 giugno 2020, restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi da quelli indicati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.


Disposizioni in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera


Al fine di contrastare il diffondersi dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, sono sospesi i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana.
E’ fatto divieto a tutte le società di gestione, agli armatori ed ai comandanti delle navi passeggeri italiane impiegate in servizi di crociera di imbarcare passeggeri in aggiunta a quelli già presenti a bordo, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e sino al termine della crociera in svolgimento.
Assicurata l’esecuzione di tutte le misure di prevenzione sanitaria disposte dalle competenti Autorità, tutte le società di gestione, gli armatori ed i comandanti delle navi passeggeri italiane impiegate in servizi di crociera devono provvedono a sbarcare tutti i passeggeri presenti a bordo nel porto di fine crociera qualora non già sbarcati in precedenti scali.


Disposizioni specifiche per la disabilità


Le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all’interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario vengono riattivate secondo piani territoriali, adottati dalle Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.
Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista.