CCNL AUTOSTRADE: accordo sul Premio di Produttività



Firmato il 15/4/2021, tra la SOCIETÀ AUTOSTRADE PER L’ITALIA e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, SLA-CISAL, UGL-VIABILITÀ, l’accordo per definire il Premio di Produttività e di Risultato per l’anno 2021 (anno di erogazione), relativo ai risultati del 2020, confrontati con il precedente anno 2019


Le Parti nell’incontro del 15/4/2021 hanno determinato i seguenti importi del Premio Produttività e le relative date di erogazione:


Premio Produttività 2020 (erogazione 2021)













































Parametri

Livello

Premio Produttività 2020

1.a tranche marzo 2021

2.a tranche luglio 2021

235 A 3.016,89 1.091,64 1.925,25
210 A1 2.695,95 975,51 1.720,44
185 B 2.375,00 859,38 1.515,63
169 B1 2.169,59 785,05 1.384,54
148 C 1.900,00 687,50 1.212,50
135 C1 1.733,11 627,11 1.106,00
100 D 1.283,78 464,53 819,26


Le Parti hanno chiarito che

a. con le competenze del mese di marzo u.s. è stato già erogato un acconto sul Premio pari ad € 687,50 lordi per il livello di inquadramento “C”, articolato sulla base dei parametri stabiliti dal CCNL;

b. per il solo personale in forza al 31/12/2020 ed alla data odierna ancora in servizio, con l’obiettivo di poter definitivamente e stabilmente apprezzare i risultati complessivamente realizzati dalla Società anche negli anni passati, viene sancito, a partire dall’anno 2021, il pagamento dell’importo del c.d. “valore di consolidamento”, individuato tra le parti in € 600 lordi annui per il livello “C”, da parametrare sulla base della scala stabilita nel contratto collettivo nazionale di lavoro. Tale valore, per il solo anno 2021, verrà erogato in una unica tranche con le competenze del mese di aprile 2021 secondo gli importi sottoindicati:


Valore di consolidamento (*)































Parametri

Livello

Valore di consolidamento

235 A 952,70
210 A1 851,35
185 B 750,00
169 B1 685,14
148 C 600,00
135 C1 547,30
100 D 405,41


– (*) –
Per l’anno 2021 verrà erogato in un’unica tranche nel mese di aprile 2021
Dall’anno 2022 verrà erogato in quote mensili pari ad 1/12 dell’importo totale

c. a far data dall’1/1/2022, esclusivamente per il personale come individuato al comma b), l’importo di 600 € lordi annui di cui sopra verrà erogato attraverso la definizione di una specifica indennità mensile, valida per 12 mensilità, con nessun ulteriore effetto retributivo diretto od indiretto, tranne che per il solo TFR;

d. con le competenze del mese di luglio 2021, verrà erogato un ulteriore importo pari a € 1.212,50 lordi per il livello “C”, da articolare sulla base dei parametri stabiliti dal CCNL;

e. su base volontaria, quest’ultimo importo potrà essere convertito in flexible benefits, per una quota pari esclusivamente al 50% o al 100% del valore; in tal caso la somma verrà incrementata di un ulteriore +15%. La decisione del singolo lavoratore se convertire o meno la parte di Premio stabilita nel punto d) del presente accordo, dovrà essere comunicata all’azienda entro e non oltre il 15 giugno 2021. Tale somma potrà essere destinata in tutto o in parte al fondo di previdenza complementare Astri.

Per la definizione dei criteri di erogazione del Premio di Produttività si applica quanto stabilito nei precedenti accordi in materia, in particolare quanto definito nell’accordo del 26/6/2020.
Data la particolare situazione determinata dall’emergenza epidemiologica nel 2020, l’importo in erogazione a luglio 2021, contrariamente a quanto previsto dalle vigenti intese, non verrà decurtato delle quote giornaliere in caso di assenza per malattia e/o per assenze non retribuite.
Gli importi del premio di cui al presente accordo, ad eccezione della somma prevista al punto c) che prevede un’apposita diversa disciplina riguardo il TFR, non sono utili agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale né del trattamento di fine rapporto.
Per quanto riguarda i flexible benefit, le parti si incontreranno in un apposito incontro da realizzarsi entro maggio 2021.


Le parti concordano che, a partire dal 2022 (anno di erogazione), cessano di avere vigenza tutte le precedenti intese in materia di Premio di Produttività annuale e che il nuovo Premio sarà sancito in un ulteriore accordo con validità triennale.
La Direzione Aziendale provvederà al deposito del presente accordo presso la competente DTL entro trenta giorni dalla data di stipulazione.
Il risultato complessivo raggiunto è valido, con le stesse caratteristiche, anche per le aziende Atlantia, SDS, Ad Moving e ATech, ai sensi di quanto previsto dai precedenti accordi in materia, e costituisce utile riferimento per le altre aziende collegate e partecipate.

Bonus 2.400 euro DL Sostegni: requisiti e termini di presentazione della domanda


Con circolare n. 65/2021, l’Inps fornisce istruzioni amministrative in materia di indennità una tantum prevista dal decreto Sostegni a favore delle categorie di lavoratori già beneficiari dell’indennità di cui agli articoli 15 e 15-bis del decreto Ristori, nonché di indennità onnicomprensiva a favore di alcune categorie di lavoratori le cui attività lavorative sono state colpite dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Inoltre, la circolare illustra le novità introdotte dal decreto Sostegni in materia di indennità di disoccupazione NASpI, con specifico riferimento alla semplificazione dei requisiti di accesso alla stessa.


L’articolo 10, comma 1, del decreto Sostegni ha previsto – a favore dei soggetti che hanno già beneficiato dell’indennità di cui agli articoli 15 e/o 15-bis del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (cd. decreto Ristori) – l’erogazione una tantum di un’ulteriore indennità di importo pari a 2.400 euro. I lavoratori destinatari di tale indennità sono:
– i lavoratori stagionali e i lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
– i lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
– i lavoratori intermittenti;
– i lavoratori autonomi occasionali;
– i lavoratori incaricati alle vendite a domicilio;
– i lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
– i lavoratori dello spettacolo.
Pertanto, tutti i lavoratori appartenenti alle elencate categorie, che hanno già fruito delle indennità di cui agli articoli 15 e/o 15-bis del decreto Ristori, non devono presentare una nuova domanda ai fini della fruizione dell’indennità una tantum di cui all’articolo 10, comma 1, del decreto Sostegni, ma essa sarà erogata dall’INPS con le modalità indicate dagli stessi per le indennità già erogate.
Il decreto Sostegni, ai successivi commi 2, 3, 5 e 6 del medesimo articolo 10 prevede altresì il riconoscimento di una indennità onnicomprensiva di importo pari a 2.400 euro a favore delle suddette categorie di lavoratori che non siano stati già beneficiari delle indennità di cui ai citati articoli 15 e 15-bis del DL n. 137.
In particolare, l’articolo 10, comma 3, lett. a), del DL Sostegni ha previsto tra i destinatari dell’indennità onnicomprensiva anche la categoria dei lavoratori in somministrazione presso aziende utilizzatrici appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali, non rientranti nell’ambito di applicazione delle disposizioni in materia di indennità COVID-19 di cui ai precedenti decreti emergenziali.
Per i lavoratori dello spettacolo, l’articolo 10, comma 6 ha introdotto un elemento di novità: mentre le precedenti disposizioni prevedevano che il lavoratore dovesse fare valere, in un determinato arco temporale, almeno sette contributi giornalieri e un reddito non superiore a 35.000 euro o almeno trenta giornate di contributi e un reddito non superiore a 50.000 euro, il citato comma, con riguardo a tale ultima categoria di lavoratori, ha innalzato a 75.000 euro la soglia che il lavoratore non deve superare per l’accesso alla relativa indennità onnicomprensiva, mantenendo inalterato il requisito c.d. contributivo (trenta giornate).
Domanda
Come già precisato, i lavoratori già beneficiari delle indennità di cui agli articoli 15 e/o 15-bis del DL n. 137/2020 non devono presentare una nuova domanda per l’accesso all’indennità una tantum del decreto Sostegni. I lavoratori, invece, che non hanno beneficiato delle indennità di cui agli articoli 15 e/o 15-bis cit. possono presentare domanda per il riconoscimento delle indennità onnicomprensive di cui all’articolo 10, commi 2, 3, 5 e 6, del decreto Sostegni entro la data del 31 maggio 2021. Al fine di consentire, quindi, ai nuovi aventi diritto un sufficiente periodo di tempo per le domande, il termine per la presentazione delle stesse èstato posticipato da fine aprile al 31 maggio.
Il rilascio del nuovo servizio per la presentazione delle suddette domande verrà reso noto con apposita comunicazione sul sito istituzionale.
I lavoratori potenziali destinatari dovranno presentare domanda all’INPS esclusivamente in via telematica, utilizzando i consueti canali telematici messi a disposizione per i cittadini e per gli Enti di Patronato sul portale web dell’INPS.
Attualmente, le credenziali di accesso ai servizi sono:
– PIN INPS (si ricorda che l’INPS non rilascia più nuovi PIN a decorrere dal 1° ottobre 2020);
– SPID di livello 2 o superiore;
– Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
– Carta nazionale dei servizi (CNS).
In alternativa al portale web, le indennità possono essere richieste tramite il servizio di Contact Center integrato, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).


Incumulabilità e incompatibilità
Le indennità di cui ai commi 1, 2, 3, 5 e 6 del medesimo articolo 10 non sono tra esse cumulabili.
L’indennità, prevista dall’articolo 10, co. 10 del DL Sostegni, erogata dalla Società Sport e Salute S.p.A. a favore della categoria dei lavoratori sportivi, è incomptabile con le indennità COVID-19 di cui ai decreti Cura Italia e Rilancio Italia, al DL Agosto, al decreto Ristori e di cui all’articolo 10, commi 1, 2, 3, 5 e 6 del decreto-legge n. 41 del 2021 in commento.
Le indennità di cui all’articolo 10 sono incumulabili con l’indennità a favore dei lavoratori domestici e con l’indennità per il sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.
Per i lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali nonché per i lavoratori in somministrazione impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, per l’accesso all’indennità onnicomprensiva, gli stessi non devono essere titolari di indennità di disoccupazione NASpI al 23 marzo 2021, data di entrata in vigore del medesimo decreto. Pertanto, l’indennità onnicomprensiva di cui al comma 2 dell’articolo 10 del decretolegge n. 41 del 2021 a favore dei lavoratori stagionali e in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali è incompatibile con l’indennità di disoccupazione NASpI.
Si precisa che tutte le indennità in esame sono incompatibili con le pensioni dirette a carico, anche pro quota, dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) e delle forme esclusive, sostitutive, esonerative e integrative della stessa, delle forme previdenziali compatibili con l’AGO, della Gestione separata, degli enti di previdenza di cui al D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 509, e al D.Lgs. 10 febbraio 1996, n. 103, nonché con la c.d. APE sociale.
Ai beneficiari delle indennità di cui all’articolo 10, commi 1, 2, 3, 5 e 6, del decreto-legge n. 41/2021, qualora fossero titolari di un Reddito di cittadinanza, non verrà erogata l’indennità COVID-19, ma verrà riconosciuto un incremento del Reddito di cittadinanza di cui sono titolari fino all’ammontare di 2.400 euro.
Tra le incompatibilità previste vi è anche quella con il Reddito di emergenza, per il quale l’articolo 12 del decreto Sostegni ha previsto l’erogazione di ulteriori tre quote. Tali quote di Rem non sono altresì compatibili con la presenza, nel nucleo familiare, di componenti che percepiscono o abbiano comunque percepito una delle indennità previste all’articolo 10.
Si precisa che le indennità di cui all’articolo 10 del decreto-legge n. 41 del 2021, per espressi pareri ministeriali, sono compatibili con la titolarità di cariche elettive e/o politiche esclusivamente se per le stesse è previsto come compenso il solo gettone di presenza; al contrario, la titolarità di cariche parlamentari e di tutte le cariche che prevedano, come compensi, indennità di funzione e/o altri emolumenti diversi dal solo gettone di presenza non consentirà l’accesso alle indennità in argomento.
Le indennità onnicomprensive di cui al richiamato articolo 10, commi 1, 3, 5 e 6, sono compatibili e cumulabili con l’indennità di disoccupazione NASpI (tenendo presente quanto sopra specificato per i lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, nonché per i lavoratori in somministrazione impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali), con l’indennità di disoccupazione DIS-COLL e l’indennità di disoccupazione agricola. Infine, in analogia a quanto previsto per la prestazione di disoccupazione NASpI, le indennità di cui al richiamato articolo 10, commi 1, 2, 3, 5 e 6 sono compatibili e cumulabili con le erogazioni monetarie derivanti da borse lavoro, stage e tirocini professionali, nonché con i premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale, con i premi e i compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica e con le prestazioni di lavoro occasionale.
Infine, le indennità di cui ai commi 1, 2, 3, 5 e 6 del medesimo articolo 10 sono cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità, di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.


Semplificazione dei requisiti di accesso alla NASpI


Il decreto Sostegni ha altresì introdotto una novità di rilievo in materia di indennità di disoccupazione NASpI.
L’articolo 16 del decreto Sostegni, infatti, al comma 1 prevede che per le indennità di disoccupazione NASpI concesse a decorrere dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto e fino al 31 dicembre 2021 non trova applicazione il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo di cui l’articolo 3, comma 1, lettera c), del citato D.lgs n. 22 del 2015.
In applicazione della richiamata disposizione normativa, per gli eventi di disoccupazione verificatisi nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2021 è ammesso l’accesso alla prestazione di disoccupazione NASpI in presenza dei soli requisiti dello stato di disoccupazione involontario e delle 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, con esclusione quindi del requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo.
Le domande di indennità di disoccupazione NASpI presentate a seguito di eventi di cessazione involontaria del rapporto di lavoro verificatisi nel periodo compreso tra la data dal 1° gennaio 2021 e la data di pubblicazione della circolare in commento e respinte per l’assenza del requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, devono essere riesaminate d’ufficio.

Oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita: attestazioni fiscali disponibili sul Portale dei Pagamenti

Con messaggio n. 1559/2021, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2020 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito istituzionale, raggiungibile attraverso il percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Riscatti Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > sezione “Pagamenti effettuati” > “Stampa attestazione”.

Nel Portale sono, inoltre, disponibili le attestazioni fiscali dei versamenti per la nuova tipologia di riscatto dei periodi non coperti da contribuzione. Si ricorda, infatti, che ai sensi dell’articolo 20, commi da 1 a 5, del DL 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 marzo 2019, n. 26, in via sperimentale, per il triennio 2019-2021, gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, e alla gestione separata, privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolari di pensione, hanno facoltà di riscattare, in tutto o in parte, i periodi compresi tra l’anno del primo e quello dell’ultimo contributo comunque accreditato nelle suddette forme assicurative, non soggetti a obbligo contributivo e che non siano già coperti da contribuzione, comunque versata e accreditata, presso forme di previdenza obbligatoria, parificandoli a periodi di lavoro. Detti periodi possono essere riscattati nella misura massima di cinque anni, anche non continuativi.
La facoltà di riscatto è esercitata a domanda dell’assicurato o dei suoi superstiti o dei suoi parenti ed affini entro il secondo grado e l’onere versato è detraibile dall’imposta lorda nella misura del 50% con una ripartizione in cinque quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento e in quelli successivi.
Per i lavoratori del settore privato l’onere per il riscatto può essere sostenuto dal datore di lavoro dell’assicurato destinando, a tal fine, i premi di produzione spettanti al lavoratore stesso. In tal caso, è deducibile dal reddito di impresa e da lavoro autonomo e, ai fini della determinazione dei redditi da lavoro dipendente, rientra nell’ipotesi di cui all’articolo 51, co. 2, lett. a), del DPR 22 dicembre 1986, n. 917.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica (di 8 cifre) – specifica l’Inps – consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa a una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita. L’autenticazione mediante SPID almeno di livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi), CIE (Carta di identità elettronica 3.0) o PIN (si ricorda che a decorrere dal 1° ottobre 2020 l’Istituto non rilascia più nuovi PIN), invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa a una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
L’Istituto precisa inoltre che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensioni sportivi professionisti (ex ENPALS), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, al percorso sopra indicato, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it.
Le attestazioni fiscali relative ai versamenti effettuati in forma rateale dagli Enti datori di lavoro pubblici per conto dei dipendenti iscritti alle Gestioni ex INPDAP non sono presenti sul Portale dei Pagamenti, in quanto gli Enti predetti, quali sostituti d’imposta, operano la deduzione fiscale alla fonte. Viceversa, è possibile la visualizzazione dei versamenti effettuati direttamente dagli interessati, accedendo al sito dell’Istituto, mediante il seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Gestione dipendenti pubblici: servizi per Lavoratori e Pensionati” > “Accedi” > “Servizi GDP” > per “Area Tematica” > “Contributi e Versamenti” > “Consultazione” > “Versamenti Consultazione”.

Approvata l’Ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Metalmeccanici



Approvata, dopo due mesi dall’avvio della consultazione certificata dei lavoratori e delle lavoratrici, l’Ipotesi di accordo per il rinnovo del Ccnl  per i lavoratori dell’industria metalmeccanica


L’accordo, che decorre dall’1/1/2021 al 30/6/2024, prevede un aumento medio di 112 euro in busta paga per un quinto livello, 100 per il terzo. Il contratto avrà vigenza a partire da gennaio 2021, fino al giugno 2024, con trance erogate nella seguente modalità: 2021 25 euro, giugno 2022 25 euro, giugno 2023 27 euro, giugno 2024 35 euro.
Ai 112 euro di aumento si sommano i 12 euro di IPCA sui minimi da giugno 2020 per effetto dell’ultrattività dovuta alla struttura del CCNL precedente.
Confermati inoltre 200 euro l’anno di flexible benefit; l’innalzamento per Cometa (il Fondo di previdenza integrativa) al 2,2% dal 2022 per under 35.
Rilevate appare la riforma dell’inquadramento professionale che rimette ordine e attualizza il sistema di classificazione, modernizzando e aggiornando i sistemi di valutazione della professionalità dei lavoratori.
E’ stato fatto inoltre, un importante lavoro di rafforzamento di tutta la prima parte del contratto sulle relazioni industriali; diritti d’informazione confronto e partecipazione; della formazione; in particolare del diritto soggettivo, introdotta la clausola sociale sugli appalti pubblici; e poi molto significativo e importante, il testo sulla violenza di genere, e smart working.


TABELLA DI COMPARAZIONE


























































ATTUALI CATEGORIE

MINIMI al 31/5/2020

CAMPI PROFESSIONALI

LIVELLI

MINIMI al 17/6/2021

1 1.330,54 Eliminazione 1° categoria
2 1.468,71 D

RUOLI OPERATIVI

D1 1.488,89
3 1.628,69 D2 1.651,07
3S 1.663,88 C

RUOLI TECNICO SPECIFICI

C1 1.686,74
4 1.699,07 C2 1.722,41
5 1.819,64 C3 1.844,64
5S 1.950,39 B

RUOLI SPECIALISTICI E GESTIONALI

B1 1.977,19
6 2.092,45 B2 2.121,20
7 2.336,02 B3 2.368,12
8 2.392,00 A

RUOLI DI GESTIONE DEL CAMBIAMENTO E INNOVAZIONE

A1 2.424,86


INCREMENTO DEI MINIMI PER LIVELLO/ INCREMENTI COMPLESSIVI PER LIVELLO


































































Livello

1° tranche dal 1° giugno 2021

2° tranche dal 1° giugno 2022

3° tranche dal 1° giugno 2023

4° tranche dal 1° giugno 2024

TOTALE

DI 20,18 20,18 21,79 28,25 90,40
D2 22,38 22,38 24,17 31,33 100,26
CI 22,86 22,86 24,69 32,01 102,42
C2 23,34 23,34 25,21 32,68 104,57
C3 25,00 25,00 27,00 35,00 112,00
B1 26,80 26,80 28,94 37,52 120,06
B2 28,75 28,75 31,05 40,25 128,80
B3 32,10 32,10 34,66 44,93 143,79
Al 32,86 32,86 35,49 46,01 147,22


Pertanto i minimi tabellari assumeranno i valori qui di seguito indicati:
















































Livello

Dal 1° giugno 2021

Dal 1° giugno 2022

Dal 1° giugno 2023

DI 1.509.07 1.503,86 1.559,11
D2 1.673,45 1.697,62 1.728,95
C1 1.709,60 1.734,29 1.766,30
C2 1.745,75 1.770,96 1.803,64
C3 1.869,64 1.896,64 1.931,64
B1 2.003,99 2.032,93 2.070,45
B2 2.149,95 2.181,00 2.221,25
B3 2.400,22 2.434,88 2.479,81
A1 2.457,72 2.493,21 2.539,22

Agricoltura Operai Sondrio: firmato il rinnovo del CIPL



Sottoscritto il 12/4/2021, tra la FEDERAZIONE PROVINCIALE COLDIRETTI Sondrio, la CIA Sondrio, la CONFAGRICOLTURA Sondrio e FAI-CISL, FLAI-CGIL UILA-UIL Sondrio, l’accordo per il rinnovo del CIPL degli operai agricoli e florovivaisti della Provincia di Sondrio


Il presente verbale di accordo decorre dall’1/1/2020 e scadrà il 31/12/2023.

Aumenti retributivi
Ai lavoratori agricoli è riconosciuto un aumento pari al 1,8% a partire dall’1/1/2021.
Pertanto, le retribuzioni saranno le seguenti:


Retribuzioni mensili salari operai agricoli a tempo indeterminato tabelle OTI dall’1/1/2021





















Qualifiche

Salario contrattuale

1.a AREA

 

livello “a” ex super specializzati 1692,38
livello “b” ex specializzati 1599,33

2.a AREA

 

livello “c” ex qualificati super 1543,83
livello “d” ex qualificati 1457,36

3.a AREA

 

livello “e” ex comuni 1326,80


Retribuzioni orarie salari operai agricoli a tempo determinato OTD dall’1/1/2021




































Qualifiche

Salario contrattuale

3° elemento (0,3044)

Totale retribuzione oraria lorda

TFR (0,0863)

1.a AREA

 

 

 

 

livello “a” ex super specializzati 10,01415726 2,994403 12,83 0,848939
livello “b” ex specializzati 9,46351124 2,829756 12,13 0,80226

2.a AREA

 

 

 

 

livello “c” ex qualificati super 9,13506372 2,731546 11,71 0,774417
livello “d” ex qualificati 8,62341692 2,578553 11,05 0,731042

3.a AREA

 

 

 

 

livello “e” ex comuni 7,85090762 2,3/17561 10,06 0,665554









Grandi Campagne dall’1/1/2021

1° livello 10,92
2° livello 9,82


Rapporto di lavoro a tempo parziale
È prevista per le lavoratrici madri o per i lavoratori padri con figli conviventi di età pari o inferiore ai 12 anni o con conviventi portatori di handicap, la facoltà di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a part time, con facoltà della lavoratrice o del lavoratore di ripristinare il rapporto a tempo pieno, previo accordo tra le parti.

Permessi per lutto
È previsto il diritto del lavoratore agricolo ad un permesso retribuito di giorni tre in caso di decesso di parenti di primo grado e secondo grado e di affini di primo e secondo grado oltre che nei casi previsti dalla legge. Tale permesso non è conteggiabile nelle ferie.

Permessi per visite mediche
È riconosciuto al lavoratore o la lavoratrice (sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato) il diritto a un permesso retribuito all’anno di 4 ore per poter effettuare visite mediche.

Assistenza ed integrazione di malattia e infortunio
In caso di malattia o di infortunio sul lavoro EBAS assicura agli operai e operaie agricoli e florovivaisti delle aziende associate una integrazione sulle indennità erogate dagli Istituti Assicurativi (INPS o INAIL). Tale indennità è stata modificata nel seguente modo:

Malattia
Per i lavoratori e le lavoratrici operanti in aziende associate a EBAS è prevista un’integrazione retributiva in aggiunta a quanto già corrisposto da Inps, utile al raggiungimento del 100% della retribuzione tabellare prevista per la qualifica del lavoratore o lavoratrice. Per gli operai a tempo indeterminato (OTI) verrà garantita l’integrazione fino ad un massimo di 180 giornate. Per gli operai a tempo determinato (OTD) verrà garantita l’integrazione fino al termine del contratto, fermo restando il riconoscimento da parte dell’INPS.
I primi 3 giorni di carenza sono a carico di EBAS che riconosce la seguente indennità forfettaria in base alla qualifica del lavoratore o lavoratrice sia per OTI – Operai Tempo Indeterminato sia per OTD – Operai Tempo Determinato. L’indennità verrà erogata solamente a coloro che hanno lavorato almeno 51 giornate in agricoltura nell’anno precedente e l’azienda dovrà essere in regola con la contribuzione all’Ente Bilaterale.


















CARENZA PER MALATTIA 2021

1.a AREA Liv. “A” (ex Super Specializzati) 138,00 € – (€ 46 a giornata)
1.a AREA Liv. “B” (ex Specializzati) 132,00 € – (€ 44 a giornata)
2.a AREA Liv. “C” (ex Qualificati Super) 126,00 € – (€ 42 a giornata)
2.a AREA Liv. “D” (ex Qualificati) 120,00 € – (€ 40 a giornata)
3.a AREA Liv. “E” (ex Comuni) 114,00 € – (€ 38 a giornata)


Infortunio
Per i lavoratori e le lavoratrici operanti in aziende associate a EBAS è prevista un’integrazione pari al 100% della retribuzione tabellare prevista per la qualifica del lavoratore o della lavoratrice.
A tutti gli operai sia a tempo indeterminato (OTI) che a termine (OTD), verrà garantita l’integrazione, per tutto il periodo di assenza dal lavoro, previo riconoscimento dell’indennità da parte dell’INAIL.
Il pagamento del giorno dell’infortunio è a carico del datore di lavoro, i tre giorni successivi (carenza) sono a carico di EBAS, nella misura sotto specificata:


















CARENZA PER MALATTIA 2021

1.a AREA Liv. “A” (ex Super Specializzati) 186,00 € – (€ 62 a giornata)
1.a AREA Liv. “B” (ex Specializzati) 174,00 € – (€ 58 a giornata)
2.a AREA Liv. “C” (ex Qualificati Super) 168,00 € – (€ 56 a giornata)
2.a AREA Liv. “D” (ex Qualificati) 162,00 € – (€ 54 a giornata)
3.a AREA Liv. “E” (ex Comuni) 147,00 € – (€ 40 a giornata)


Welfare
Per i lavoratori e le lavoratrici operanti in aziende associate a EBAS sono previste le seguenti prestazioni straordinarie aggiuntive a quelle già precedentemente previste:

PRESTAZIONI SANITARIE
Rimborso per prevenzione odontoiatrica (pulizia dentale)
Il rimborso spetta al solo per il/la dipendente agricolo/a che ha sostenuto spese odontoiatriche per pulizia dentale:
– OTD 51 gg € 25
– OTD 151 gg e OTI € 50

PRESTAZIONI SOCIALI
Bonus asilo nido (con Isee non superiore a € 25.000)
– OTD 51 gg € 200 lordi
– OTD 151 gg e OTI € 400 lordi
Bonus scuola materna (con Isee non superiore a € 25.000)
– OTD 51 gg € 100 lordi
– OTD 151 gg e OTI € 200 lordi

WELFARE INTEGRATIVO
Sostegno al reddito per licenziamento per operai OTI
– Indennità di € 300 una tantum per licenziamento operai a tempo indeterminato, previa presentazione DMAG, lettera di licenziamento e certificazione del centro dell’impiego. Il dipendente deve non aver trovato altra occupazione per 45 giorni successivi alla data del licenziamento e deve aver lavorato in agricoltura almeno 151 gg nell’anno precedente.
– Integrazione maternità obbligatoria per operai OTD
– Integrazione fino al 100% della retribuzione per operai con contratto a tempo determinato, per un massimo di 5 mesi, previa presentazione del certificato di gravidanza attestante la data presunta del parto, ultimo cedolino paga o provvedimento Inps, Contratto di lavoro. La lavoratrice deve aver lavorato in agricoltura almeno 51 giornate nell’anno precedente e deve essere sotto contratto nel momento in cui scatta la maternità obbligatoria (7° mese compiuto). Il pagamento verrà effettuato al termine dei 5 mesi.

CHIMICA INDUSTRIA: prestazioni straordinarie fino al 30/6/2021

Il Fondi di Assistenza Sanitaria dell’industria chimica (Faschim), prevede il rinnovo del pacchetto di prestazioni straordinarie con efficacia esclusivamente fino al 30/6/2021.

Le prestazioni straordinarie, già previste dall’Appendice 3 del Fondo di Assistenza Sanitaria dell’industria chimica (Faschim), sono state oggetto di delibera del CdA, sentito il parere delle Fonti Istitutive, nella seduta del 30/3/2021 e, a fronte del permanere della situazione di emergenza sanitaria, ne è stato deliberato il rinnovo.
Il pacchetto di prestazioni straordinarie e’ stato rinnovato e ha efficacia esclusivamente fino al 30/6/2021.

1. DIARIA PER RICOVERO (SSN) – (POSITIVITA’ TAMPONE MOLECOLARE COVID-19)

In caso di ricovero ordinario con SSN, con esito al tampone molecolare positivo Covid-19, il Fondo riconosce una diaria di € 40 per ogni pernottamento a partire dalla data di certificazione del contagio (referto del tampone positivo).
E’ previsto il rimborso di un massimo di 50 pernottamenti nel corso del periodo di validità della presente prestazione straordinaria.

2. DIARIA PER RICOVERO (SSN) IN TERAPIA INTENSIVA (POSITIVITA’ TAMPONE MOLECOLARE COVID-19)

In caso di ricovero ordinario con SSN in terapia intensiva, con esito al tampone molecolare positivo Covid-19, il Fondo riconosce una diaria di € 60 per ogni pernottamento con certificazione del contagio (referto del tampone molecolare positivo) a partire dalla data di degenza in terapia intensiva.
E’ previsto il rimborso di un massimo di 50 pernottamenti nel corso del periodo di validità della presente prestazione straordinaria.

3. DIARIA PER ISOLAMENTO DOMICILIARE (POSITIVITA’ TAMPONE MOLECOLARE COVID-19)

In caso di isolamento domiciliare, secondo le prescrizioni dei sanitari, a seguito di positività al virus (esito al tampone molecolare positivo Covid-19), il Fondo riconosce una diaria di € 40 per ogni pernottamento a partire dalla data di certificazione del contagio (referto del tampone positivo molecolare) e per i soli giorni di positività al virus (l’eventuale referto del tampone molecolare negativo interrompe i giorni di diaria da isolamento).
E’ previsto il rimborso sino a un massimo di 14 pernottamenti nel corso del periodo di validità della presente prestazione straordinaria.
Per il caso di isolamento domiciliare precedente un ricovero ospedaliero avvenuto entro i 14 giorni, il numero dei giorni conteggiati ai fini della liquidazione della diaria da isolamento, vanno dalla data del referto fino alla data di ricovero ospedaliero.
Le prestazioni sono erogabili per un solo evento nel periodo.
Le prestazioni non sono erogabili ad associati che abbiano già beneficiato di un’erogazione per diaria da isolamento domiciliare nel periodo 1/2/2020-31/3/2021.

3. INDENNITA’ POST RICOVERO (SSN) – (POSITIVITA’ TAMPONE MOLECOLARE COVID-19)

Successivamente all’erogazione della prestazione – DIARIA PER RICOVERO (SSN) (POSITIVITA’ TAMPONE MOLECOLARE COVID-19) il Fondo riconosce in automatico anche una indennità forfettaria di € 500.
La prestazione è erogabile una sola volta all’interno del periodo di efficacia delle prestazioni straordinarie.

4. INDENNITA’ POST RICOVERO (SSN) IN TERAPIA INTENSIVA (POSITIVITA’ TAMPONE MOLECOLARE COVID-19)

Successivamente all’erogazione della prestazione – DIARIA PER RICOVERO (SSN) IN TERAPIA INTENSIVA (POSITIVITA’ TAMPONE MOLECOLARE COVID-19), il Fondo riconosce in automatico anche una indennità forfettaria di € 2.000.

5. PRESTAZIONI POST RICOVERO

In caso di ricovero ospedaliero che ha comportato una diagnosi COVID con data di dimissione compresa nel periodo dal 1/4/2021 al 30/6/2021 e di cui è stata riconosciuta dal Fondo la diaria per ricovero di cui ai punti 1 e 2, sono usufruibili le prestazioni aggiuntive indicate nell’elenco (allegato all’appendice) secondo quanto di seguito previsto.
Il fondo rimborsa l’80% dei costi sostenuti relativi alle prestazioni riportate nell’elenco ed entro il massimale di 1.000 euro.

Congedo 2021: istruzioni sulla compilazione delle denunce contributive


Con riferimento al congedo 2021 per genitori, lavoratori dipendenti del settore privato, con figli affetti da COVID-19, in quarantena da contatto o con attività didattica in presenza sospesa o con centri diurni assistenziali chiusi, si forniscono istruzioni per la compilazione delle denunce contributive per i datori di lavoro e per il relativo conguaglio.


Con riferimento ai datori di lavoro privati con lavoratori dipendenti iscritti alla Gestione privata, per la corretta gestione degli eventi introdotti dall’articolo 2 del decreto-legge n. 30/2021, nel flusso Uniemens è stato previsto il seguente nuovo codice evento riferito ai lavoratori dipendenti del settore privato:
– MZ2: DL n. 30/2021 – art. 2 – Congedo 2021 per genitori
La fruizione del congedo è esclusivamente giornaliera.
Nella compilazione del flusso dovrà essere valorizzata la causale dell’assenza nell’elemento <CodiceEvento> di <Settimana> procedendo alla valorizzazione del “tipo copertura” delle settimane in cui si collocano gli eventi con le consuete modalità.
Pertanto, dovrà essere indicato nell’elemento <DiffAccredito> il valore della retribuzione “persa” a motivo dell’assenza.
È prevista la compilazione dell’elemento <InfoAggEvento>, nel quale va indicato il codice fiscale del figlio minore per cui si fruisce il congedo.
Trattandosi di eventi giornalieri, a durata circoscritta, è prevista la compilazione del calendario giornaliero.
Nell’elemento <Giorno> interessato dall’evento dovranno essere fornite le informazioni, di seguito specificate, utili a delineare la tipologia e durata dell’evento, nonché ricostruire correttamente l’estratto conto:
– Elemento <Lavorato> = N;
– Elemento <TipoCoperturaGiorn> = 1 oppure 2 (in caso di integrazione dell’indennità giornaliera di malattia da parte dell’Azienda);
– Elemento <CodiceEventoGiorn> = MZ2;
– Elemento <InfoAggEvento> di <EventoGiorn>= il codice fiscale del figlio minore per cui si fruisce il congedo.
Per i nuovi eventi in parola nel caso di lavoratore del settore Sport e Spettacolo non dovrà essere compilato l’elemento <Settimana>.
Nel caso in cui il lavoratore sia iscritto al Fondo Speciale Ferrovie dello Stato (FS) o IPOST, nella sezione Fondo Speciale:
– se è stata corrisposta retribuzione a titolo di integrazione da parte del datore:
– i giorni dovranno essere conteggiati come retribuiti;
– dovranno essere precisati nei vari campi, L. n. 177/76, IIS, CA, 13esima, le quote analitiche di retribuzione corrispondente al tempo lavorato ed alla integrazione corrisposta;
– nei campi L. n. 177/76, IIS, CA, 13esima della sottosezione <Figurativi> dovrà essere precisata la ripartizione della retribuzione “persa” già indicata in <DiffAccredito>;
– se non è stata corrisposta retribuzione a titolo di integrazione da parte del datore:
– i giorni dovranno essere conteggiati come figurativi;
– nei campi L. n. 177/76, IIS, CA, 13esima della sottosezione <Figurativi> dovrà essere precisata la ripartizione della retribuzione “persa” già indicata in <DiffAccredito>.
Ai fini del conguaglio delle indennità anticipate relative agli eventi sopra citati introdotti a partire dal periodo di competenza aprile 2021, dovrà essere valorizzato l’elemento <InfoAggcausaliContrib>, che assume valenza contributiva secondo le seguenti modalità:
– Elemento <CodiceCausale>: indicare il codice causale definito per il conguaglio, relativo allo specifico evento:
– S123 (evento MZ2), avente il significato di “Congedo 2021 per genitori DL n. 30/2021 – art. 2”;
– Elemento <IdentMotivoUtilizzoCausale>: indicare il valore “N”;
– Elemento <AnnoMeseRif>: indicare l’AnnoMese di riferimento della prestazione anticipata al lavoratore e conguagliata, ossia la competenza in cui è intervenuto lo specifico evento esposto in Uniemens;
– Elemento <ImportoAnnoMeseRif>: indicare l’importo della prestazione conguagliata, relativo alla specifica competenza.
Al fine di procedere alla sistemazione degli eventi – e dei relativi conguagli – riferiti ad eventuali periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale (ordinari di cui agli artt. 32 e 33 del D.lgs n. 151/2001) fruiti dal 1° gennaio 2021 (convertibili come da indicazioni di cui al precedente paragrafo 4), il datore avrà cura di inviare i flussi di regolarizzazione secondo le modalità in uso.


I datori di lavoro che anticipano per gli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI) le indennità relative ai Congedi 2021 dovranno valorizzare nel flusso Uniemens, sezione PosAgri, l’elemento <CodiceRetribuzione> con il codice 3 che assume la nuova denominazione “Congedo COVID-19 Genitori” unitamente al nuovo elemento di “CodAgio” Q3 “DL n. 30/2021 – art. 2 – Congedo 2021”.
Per la sistemazione degli eventi riferiti ad eventuali periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale (ordinari di cui agli artt. 32 e 33 del D.lgs n. 151/2001) fruiti dal 1° gennaio 2021 fino al rilascio della specifica procedura di domanda telematica convertiti a domanda degli interessati, il datore di lavoro potrà modificare i flussi già trasmessi secondo le modalità in uso. A titolo esemplificativo i flussi relativi al primo trimestre 2021 potranno essere modificati entro il 31 maggio 2021.
Nel caso in cui il datore di lavoro non possa modificare gli eventi indicati nei flussi trasmessi, per i quali il lavoratore abbia presentato secondo le indicazioni del paragrafo 4 della presente circolare la richiesta di conversione dei congedi, il datore medesimo provvederà a rappresentare l’impossibilità di modificare i flussi già trasmessi, sia alla sua struttura territoriale INPS di riferimento, sia al lavoratore.


Diritto di precedenza del lavoratore licenziato, nuove assunzioni solo per professionalità diverse


Ai fini della spettanza delle agevolazioni, il diritto di precedenza alla riassunzione di lavoratori licenziati, può dirsi violato laddove vi siano nuove assunzioni decise dall’imprenditore nella “stessa qualifica” dei licenziati, da intendersi come sostanziale coincidenza tra le professionalità di cui l’azienda abbisogna e quella posseduta da questi ultimi. Parimenti, ai fini del risarcimento del danno al lavoratore, la responsabilità del datore è esclusa solo se questi provi l’assoluta inevitabilità della scelta, sotto il profilo delle professionalità peculiari da acquisire all’azienda ovvero dell’impossibilità di procedere alla stipulazione di contratti dei quali potrebbero essere parti gli ex dipendenti (Corte di Cassazione, ordinanza 15 aprile 2021, n. 9913)


La vicenda giudiziaria nasce dall’opposizione presentanta da una Società avverso l’avviso di addebito emesso dall’Inps per il recupero di sgravi contributivi di cui la società aveva beneficiato per l’assunzione di un lavoratore e che l’Istituto assumeva non spettanti per la violazione del diritto di precedenza riconosciuto ad un altro lavoratore, licenziato nei 6 mesi precedenti.
Al riguardo, la Corte d’appello territoriale aveva rilevato che il diritto di precedenza alla riassunzione (ex art. 15, L. n. 264/1949) sorge all’atto del licenziamento e che da questo momento decorre il termine di 6 mesi per l’esercizio dello stesso.
Altresì, i giudici di appello avevano riconosciuto che, data la natura inderogabile della disciplina previdenziale, la rinuncia preventiva al diritto di prelazione, se pure valida nei rapporti tra privati, non è opponibile all’Inps, con la conseguenza che il datore di lavoro, nei 6 mesi precedenti la nuova assunzione, deve comunque offrire il posto al dipendente licenziato. Ciò nonostante, il diritto di precedenza non doveva ritenersi operante perché il lavoratore licenziato e quello neo-assunto erano inquadrati in livelli diversi ed addetti a mansioni differenti per contenuto e tipologia.
Avverso la sentenza ricorre così in Cassazione l’Inps, lamentando violazione e falsa applicazione della legge (art. 31, co. 1, lett. b), D.Lgs. n. 150/2015), per aver la Corte di merito ritenuto necessario il requisito della identità dei profili e delle mansioni.
Per la Suprema Corte il ricorso è fondato.
In relazione al diritto di precedenza alla riassunzione, riconosciuto ai lavoratori licenziati per riduzione di personale (art 15, L. 29 aprile 1949, n. 264), il datore di lavoro che assuma lavoratori diversi da quelli licenziati, entro il suddetto termine semestrale, riferito alla stipulazione di relativi contratti, può sottrarsi alla responsabilità per inadempimento (art. 1218 c.c.) ed al conseguente obbligo di risarcimento del danno, solo ove fornisca la prova della assoluta inevitabilità della scelta, sotto il profilo delle professionalità assolutamente peculiari da acquisire all’azienda ovvero della impossibilità di procedere alla stipulazione di contratti dei quali potrebbero essere parti gli ex dipendenti (Corte di Cassazione, sentenza n. 14293/2002).
Orbene, il principio, seppur riferito al caso di domanda di risarcimento danni per violazione del diritto di precedenza, assume portata di carattere generale, anche con riferimento alla condizione della insorgenza del diritto di precedenza. Questa, infatti, richiede che si tratti di nuove assunzioni decise dall’imprenditore nella “stessa qualifica” dei licenziati, da intendersi realizzata quando vi sia sostanziale coincidenza tra le professionalità di cui l’azienda abbisogna e quella posseduta da questi ultimi.
Del resto, sarebbe irragionevole e non conciliabile con la ratio delle disposizioni in tema di diritto di precedenza, interpretare l’espressione “stessa qualifica” come identità di livelli di inquadramento formale; la ratio di dette disposizioni è, infatti, individuata attraverso il riferimento al “principio dell’assoluta preminenza dell’interesse al posto di lavoro dei dipendenti coinvolti nella vicenda di riduzione di personale”.


Decreto “sostegni”: indicazioni sul reddito di emergenza


Si forniscono istruzioni sui requisiti di accesso al Reddito di emergenza per i mesi di marzo, aprile e maggio 2021.


La domanda di Rem può essere presentata all’Inps, esclusivamente on line, entro il termine perentorio del 30 aprile 2021, attraverso i seguenti canali:
– il sito internet dell’Inps (www.inps.it), autenticandosi con PIN (si ricorda che l’Inps non rilascia più nuovi PIN a decorrere dal 1° ottobre 2020), SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica;
– gli Istituti di Patronato.
La domanda medesima è presentata da uno dei componenti del nucleo familiare (il richiedente), in nome e per conto di tutto il nucleo familiare. Nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti uno o più soggetti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 12, comma 2 (cioè percettori di NASpI e DIS-COLL tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021), la domanda deve essere presentata da uno dei medesimi soggetti.
Il richiedente deve essere regolarmente residente in Italia al momento della presentazione della domanda. La norma non prevede una durata minima di permanenza. Tale requisito è verificato con riferimento al solo componente richiedente il beneficio.
Il nucleo familiare deve essere in possesso dei seguenti requisiti economici.
Un valore del reddito familiare, nel mese di febbraio 2021, inferiore alla soglia corrispondente all’ammontare del beneficio. In caso di canone di locazione dichiarato in DSU, tale soglia è incrementata di un dodicesimo dell’ammontare annuo del canone stesso.
Il reddito familiare è determinato, secondo il principio di cassa, considerando tutte le componenti di cui all’articolo 4, comma 2, del DPCM n. 159/2013 ed è riferito al mese di febbraio 2021.
Per il mese di febbraio 2021, la soglia del reddito familiare per il diritto al beneficio è determinata moltiplicando 400 euro per il valore della scala di equivalenza.
Il Rem non è compatibile con:
– le indennità COVID-19 istituite dall’articolo 10 del decreto–legge n. 41/2021;
– le prestazioni pensionistiche;
– i redditi da lavoro dipendente;
– il Reddito e la Pensione di cittadinanza;
– il Rem di cui all’articolo 12, comma 2, DL 41/2021.
Altresì il Rem non è compatibile con la presenza, nel nucleo familiare, di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità indicate nell’articolo 10 del decreto-legge n. 41/2021 previste per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Possono ottenere il Rem anche i richiedenti che, pur non avendo i requisiti previsti per il Rem di cui al comma 1, hanno terminato di ricevere le prestazioni NASpI e DIS-COLL nel periodo che va dal 1° luglio 2020 al 28 febbraio 2021 e sono in possesso degli altri requisiti previsti dalla legge.
Al fine del diritto al beneficio in trattazione, la NASpI e la DIS-COLL devono essere interamente godute e devono essere terminate (si fa riferimento al criterio di competenza temporale) all’interno del periodo 1° luglio 2020 – 28 febbraio 2021. Non soddisfa, pertanto, il requisito:
– chi è decaduto dal diritto alla prestazione prima del naturale termine della stessa;
– chi ha chiesto e ottenuto l’anticipazione in unica rata per l’avvio di lavoro autonomo o attività d’impresa.
Nel caso in cui la domanda venga presentata dal soggetto che abbia beneficiato di NASpI o DIS-COLL, è necessario indicare un IBAN intestato allo stesso richiedente.


I dati relativi al possesso dei requisiti, comprese le dichiarazioni relative alle incompatibilità, autodichiarate in domanda, saranno oggetto di controlli, effettuati anche a campione, ai sensi dell’articolo 71 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.
La non veridicità del contenuto delle dichiarazioni, qualora accertata successivamente all’accoglimento della domanda, comporta la revoca dal beneficio, ferme restando la restituzione di quanto indebitamente percepito e le sanzioni previste dalla legislazione vigente.
Con particolare riferimento al requisito relativo al patrimonio mobiliare, il decreto stabilisce che: “Per tutto quanto non previsto dal presente articolo si applica la disciplina di cui all’articolo 82 del decreto legge n. 34 del 2020, ove compatibile”.
Ai fini della verifica del possesso dei requisiti relativi al patrimonio mobiliare, l’Inps e l’Agenzia delle Entrate possono scambiare i dati relativi ai saldi e alle giacenze medie del patrimonio mobiliare dei componenti il nucleo familiare.
Infine, laddove la DSU valida al momento della presentazione della domanda presenti omissioni e/o difformità, l’Istituto si riserva di verificarle prima della valutazione del requisito della soglia ISEE.
In caso di accoglimento, il Rem è erogato per tre mensilità: marzo, aprile e maggio 2021.
Al fine di rendere noto tempestivamente l’esito del procedimento, l’Istituto comunica l’accoglimento o la reiezione della domanda mediante SMS e/o e-mail, utilizzando i dati di recapito indicati in domanda. In caso di respinta, l’Istituto rende disponibili le motivazioni del mancato accoglimento dell’istanza.
Il beneficio è erogato mediante bonifico bancario/postale, accredito su Libretto postale o bonifico domiciliato (pagamento in contanti presso gli sportelli di Poste Italiane S.p.A.), secondo la preferenza espressa nel modulo di domanda.
Il Rem verrà pagato con bonifico domiciliato presso gli sportelli di Poste Italiane S.p.A. nel caso in cui:
– l’Iban indicato in domanda non è corretto perché il codice fiscale del beneficiario della prestazione non corrisponde a quello del titolare del conto corrente;
– le coordinate bancarie sono formulate in modo errato.

Mancata corresponsione della retribuzione con strumenti tracciabili: inapplicabilità del cumulo giuridico


Con nota 15 aprile 2021, n. 606, l’Ispettorato nazionale del lavoro fornisce chiarimenti in merito alla possibilità di applicare l’istituto del cumulo giuridico ex art. 8 della L. n. 689/1981 al regime sanzionatorio, previsto dall’art. 1, comma 913, della L. n. 205/2017, nei casi di mancata corresponsione della retribuzione con strumenti tracciabili, nonché l’art. 8, comma 2 della stessa legge, nei casi di contestazione anche della c.d. maxisanzione, attese le ricadute previdenziali della violazione.


Come noto, a far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi (art. 1, comma 910, della L. n. 205/2017):
– bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
– strumenti di pagamento elettronico;
– pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
– emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.
I datori di lavoro o committenti non possono corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato (art. 1, comma 911, della L. n. 205/2017).
Tali disposizioni, secondo il art. 1, comma 913, della L. n. 205/2017, non si applicano ai rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni, al lavoro domestico (legge 2 aprile 1958, n. 339), né a quelli comunque rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Al datore di lavoro o committente che viola l’obbligo di cui al comma 910 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 1.000 euro a 5.000 euro.


In seguito alla richiesta di parere, concernente la possibilità di applicare l’istituto del cumulo giuridico ex art. 8 della L. n. 689/1981 al citato regime sanzionatorio ex art. 1, comma 913, della L. n. 205/2017, nei casi di mancata corresponsione della retribuzione con strumenti tracciabili, l’Ispettorato nazionale del lavoro, acquisito il parere dell’Ufficio legislativo del Ministero del lavoro, ha chiarito quanto segue.
In merito alle concrete modalità operative di contestazione dell’illecito – come già precisato con le precedenti note prot. nn. 5828 e 9294 rispettivamente del 4 luglio e del 9 novembre 2018 – l’illecito si perfeziona ogniqualvolta venga corrisposta la retribuzione in violazione del comma 910 dell’art. 1 L. n. 205/2017, secondo la periodicità di erogazione che, di norma, avviene mensilmente.
La formulazione del precetto lascia intendere che il regime sanzionatorio sia riferito alla totalità dei lavoratori in forza presso il singolo datore di lavoro con la conseguenza che la sua applicazione prescinde dal numero di lavoratori interessati dalla violazione.
In via generale, l’art. 8, comma 1, della L. n. 689/1981, estende alle sanzioni amministrative il sistema del cumulo giuridico già tipizzato in sede penale. Pertanto, se a fronte della stessa azione od omissione vengano violate più volte la stessa norma incriminatrice (concorso omogeneo) o norme diverse (concorso eterogeneo), l’autore degli illeciti è sanzionato con la pena prevista per la violazione più grave, incrementata fino al triplo.
Tale disciplina, però, non è applicabile nei casi di plurime violazioni commesse con altrettante condotte (cfr. Cass. sent. n. 26434/2014; n. 5252/2011; n. 12974/2008; n. 12844/2008) e, nel caso di violazione della disposizione in esame, posta in essere per più mensilità, non può non riconoscersi la sussistenza di una pluralità di violazioni, indipendentemente dalla circostanza che l’illecito si riferisca ad uno o più lavoratori.
Quanto alla applicazione dell’art. 8, comma 2, della L. n. 689/1981, trattandosi di corresponsione della retribuzione in contanti, l’illecito in questione si perfeziona a prescindere da eventuali violazioni di previdenza e assistenza obbligatoria e, quindi, risulterebbe comunque estraneo a detta materia anche nella ipotesi in cui sia stata contestata la violazione ammnistrativa dell’impiego di lavoratori “in nero” con conseguente applicazione della maxisanzione.
In conclusione, non risulta invocabile, per le ipotesi sanzionatorie in commento, l’art. 8, comma 1, in quanto le condotte non sarebbero riconducibili ad una configurazione unitaria; nello stesso tempo, gli obblighi di cui ai commi 910 e ss. e le relative sanzioni sono di per sé estranei alla materia previdenziale e assistenziale cosicché ad essi non risulta applicabile neanche l’istituto di cui all’art. 8, comma 2.
Né può ritenersi applicabile, in via analogica, la normativa dettata dall’art. 81 c.p., in tema di continuazione tra reati, sia perché l’art. 8 della L. n. 689/1981 prevede, come detto, espressamente tale possibilità soltanto per le violazioni in materia di previdenza e assistenza (con conseguente evidenza dell’intento del Legislatore di non estendere la disciplina del cumulo giuridico agli altri illeciti amministrativi), sia perché la differenza morfologica tra illecito penale ed illecito amministrativo non consente che, attraverso un procedimento di integrazione analogica, le norme di favore previste in materia penale vengano tout court estese alla materia degli illeciti amministrativi.