Accordo Quadro Confesercenti: costituzione dei comitati territoriali

Firmato, da Confesercenti con le OO.SS., un l’accordo quadro per la costituzione dei comitati territoriali per la sicurezza nei luoghi di lavoro

A seguito della riapertura delle attività commerciali, è stato firmato per la Costituzione dei Comitati Territoriali per il contrasto e il contenimento della diffusione virus Covid19 negli ambienti di lavoro delle aziende del settore Terziario, Distribuzione e Servizi. L’intesa dà attuazione al Protocollo sulla sicurezza.
L’accordo quadro, allo scopo di consentire alle aziende del terziario di ripartire o di continuare in sicurezza, prevede la costituzione del Comitato Territoriale, del quale potranno avvalersi le aziende in cui non è presente la rappresentanza sindacale.
Il Comitato Territoriale sarà composto dai componenti dell’Organismo Paritetico Territoriale per la salute e la sicurezza, con il coinvolgimento dei rappresentanti delle parti sociali sottoscrittrici dell’Accordo, e si avvarrà della collaborazione dei RLST. Il Comitato potrà avvalersi di esperti (medico del lavoro, psicologo del lavoro, tecnico RSPP, esponenti ATS e INAIL territoriali).
In allegato all’accordo, è previsto un protocollo standard e un modello grazie al quale le aziende aderendovi, potranno accedere al Comitato Territoriale allegando il protocollo aziendale.


Infortunio “in itinere”, il rapporto tra risarcimento civile e rendita vitalizia Inail


Dall’ammontare del risarcimento dovuto alla vittima di un incidente stradale, riconosciuto come infortunio in itinere, deve sempre detrarsi il valore capitale della rendita vitalizia erogata dall’Inail, atteso che, per un verso, tale prestazione a contenuto indennitario è volta a soddisfare in parte la medesima perdita al cui integrale ristoro mira la disciplina della responsabilità risarcitoria civilistica e che, per altro aspetto, il terzo responsabile dell’infortunio sulle vie del lavoro, estraneo al rapporto assicurativo, è collateralmente obbligato a restituire all’Inail l’importo corrispondente al valore della rendita per inabilità permanente costituita in favore del lavoratore assicurato (Corte di Cassazione, ordinanza 19 maggio 2020, n. 9194)


Una Corte d’appello territoriale, riformando parzialmente la pronuncia del Tribunale di prime cure, aveva riconosciuto il concorso di colpa di un lavoratore nella causazione del sinistro stradale dal quale gli erano derivati gravissimi danni alla persona, ed aveva altresì accolto la censura della Società assicurativa volta ad ottenere il diffalco della prestazione previdenziale erogata dall’INAIL, in ragione della natura “in itinere” dell’infortunio occorso, dalla somma complessivamente dovuta.
Ricorre così in Cassazione il lavoratore, lamentando la decurtazione dell’importo risarcitorio complessivo relativo alla capitalizzazione del danno biologico indennizzato dall’INAIL e che, peraltro, l’Istituto previdenziale non fosse neanche intervenuto in giudizio, per cui il documento attestante il pagamento della prestazione proveniva da un soggetto estraneo al giudizio.
Secondo la Suprema Corte, la censura è infondata.
Circa l’erogazione della rendita INAIL, corrisposta nei casi in cui il danneggiato abbia subito un infortunio sul lavoro, è stato recentemente affermato che, in tema di “compensatio lucri cum damno”, la detrazione dell’attribuzione patrimoniale occasionata dall’illecito o dall’inadempimento, dall’ammontare del risarcimento del danno ad esso conseguente, presuppone sul piano funzionale che il beneficio sia causalmente giustificato in funzione di rimozione dell’effetto dannoso dell’illecito. Sul piano strutturale, poi, è altresì necessario che a ciò si accompagni un meccanismo di surroga o di rivalsa, capace di evitare che quanto erogato dal terzo al danneggiato si traduca in un vantaggio inaspettato per il responsabile.
In termini concreti, dall’ammontare del risarcimento dovuto alla vittima di un incidente stradale, riconosciuto come infortunio in itinere, deve detrarsi il valore capitale della rendita vitalizia erogata dall’Inail, atteso che tale prestazione a contenuto indennitario, è volta a soddisfare, neutralizzandola in parte, con riguardo all’inabilità lavorativa permanente e al danno biologico, la medesima perdita al cui integrale ristoro mira la disciplina della responsabilità risarcitoria civilistica. Ed altresì, in considerazione del meccanismo normativo di riequilibrio (art. 1916 c.c. e art. 142 cod. ass.), idoneo a garantire che il terzo responsabile dell’infortunio sulle vie del lavoro, estraneo al rapporto assicurativo, è collateralmente obbligato a restituire all’Inail l’importo corrispondente al valore della rendita per inabilità permanente costituita in favore del lavoratore assicurato (Corte di Cassazione, S.U., sentenza 22 maggio 2018, n. 12566).

Emersione di rapporti di lavoro irregolari nel decreto Rilancio


I datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea, ovvero i datori di lavoro stranieri in possesso di un titolo di soggiorno ex art. 9 D. Lgs. n 286/1998, possono presentare istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti nel territorio italiano o per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare ancora in corso con cittadini italiani o cittadini stranieri. Allo stesso modo, invece, l’articolo 103 del cd. Rilancio prevede che i cittadini stranieri, con permesso di soggiorno, possono richiedere un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio italiano della durata di 6 mesi. Tale termine inizia a decorrere dalla presentazione dell’istanza.


Per garantire livelli adeguati di tutela della salute individuale e collettiva in conseguenza della contingente ed eccezionale emergenza sanitaria connessa alla calamità derivante dalla diffusione del contagio da -COVID-19 e favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari, i datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea, ovvero i datori di lavoro stranieri in possesso di un titolo di soggiorno, possono presentare istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti nel territorio italiano o per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare ancora in corso con cittadini italiani o cittadini stranieri.
A tal fine i cittadini stranieri devono essere stati sottoposti a rilievi fotodattiloscopici prima dell’8 marzo 2020 ovvero devono aver soggiornato in Italia precedentemente alla suddetta data, in forza della dichiarazione di presenza (legge 28 maggio 2007, n. 68) o di attestazioni costituite da documentazioni di data certa proveniente da organismi pubblici; in entrambi i casi, i cittadini stranieri non devono aver lasciato il territorio nazionale dall’8 marzo 2020 (art. 103, co. 1, DL n. 34/2020).
Allo stesso modo, invece, i cittadini stranieri, con permesso di soggiorno, possono richiedere un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio italiano della durata di 6 mesi. Tale termine inizia a decorrere dalla presentazione dell’istanza. A tal fine, i predetti cittadini devono risultare presenti sul territorio nazionale alla data dell’8 marzo 2020, senza che se ne siano allontanati dalla medesima data, e devono aver svolto attività di lavoro, nei settori di seguito indicati, antecedentemente al 31 ottobre 2019. Se nel termine della durata del permesso di soggiorno temporaneo, il cittadino esibisce un contratto di lavoro subordinato ovvero la documentazione retributiva e previdenziale comprovante lo svolgimento dell’attività lavorativa in conformità alle previsioni di legge, il permesso viene convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro (art. 103, co. 2, DL n. 34/2020).


Le disposizioni in questione si applicano ai seguenti settori di attività (art. 103, co. 3, DL n. 34/2020):
– agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
– assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l’autosufficienza;
– lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.
Non sono ammessi alle procedure in questione i cittadini stranieri (art. 103, co. 10, DL n. 34/2020):
– nei confronti dei quali sia stato emesso un provvedimento di espulsione (art. 13, co. 1 e 2, lett. c), del D.Lgs. n. 286/1998, e dell’art. 3 del DL 27 n. 144/2005, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 155/2005, e successive modificazioni);
– che risultino segnalati, anche in base ad accordi o convenzioni internazionali in vigore per l’Italia, ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato;
– che risultino condannati, anche con sentenza non definitiva, compresa quella pronunciata anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 cpp, per uno dei reati previsti dall’articolo 380 cpp o per i delitti contro la libertà personale ovvero per i reati inerenti gli stupefacenti, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’emigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite;
– che comunque siano considerati una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone. Nella valutazione della pericolosità dello straniero si tiene conto anche di eventuali condanne, anche con sentenza non definitiva, compresa quella di applicazione pronunciata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 cpp, per uno dei reati previsti dall’articolo 381 cpp.


Istanza
Nell’istanza deve essere indicata la durata del contratto di lavoro e la retribuzione convenuta, non inferiore a quella prevista dal contratto collettivo di lavoro di riferimento stipulato dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
L’istanza potrà essere presentata dal 1° giugno al 15 luglio 2020, con le modalità che saranno stabilite con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ed il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali da adottarsi entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del cd. DL Rilancio (19 maggio 2020). Le istanze saranno presentate previo pagamento, con le modalità previste dal decreto interministeriale, di un contributo forfettario stabilito nella misura di 500 euro per ciascun lavoratore; per la procedura di cui al comma 2, il contributo è pari a 130 euro, al netto dei costi di cui al comma 16 che restano comunque a carico dell’interessato. E’ inoltre previsto il pagamento di un contributo forfettario per le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale, la cui determinazione e le relative modalità di acquisizione sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro dell’interno ed il Ministro delle politiche agricole e forestali.


Inammissibilità e rigetto
Costituisce causa di inammissibilità delle istanze, limitatamente ai casi di conversione del permesso di soggiorno in motivi di lavoro, la condanna del datore di lavoro negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’immigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite, nonché per il reato di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù; di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro; di reati previsti dall’art. 22, co. 12, D. Lgs. n. 286/1998, e successive modificazioni (art. 103, co. 8, DL n. 34/2020).
Costituisce altresì causa di rigetto delle istanze, limitatamente ai casi di conversione del permesso di soggiorno in motivi di lavoro, la mancata sottoscrizione, da parte del datore di lavoro, del contratto di soggiorno presso lo sportello unico per l’immigrazione ovvero la successiva mancata assunzione del lavoratore straniero, salvo cause di forza maggiore non imputabili al datore medesimo, comunque intervenute a seguito dell’espletamento di procedure di ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro subordinato ovvero di procedure di emersione dal lavoro irregolare (art. 103, co. 9, DL n. 34/2020).
Dal 19 maggio 2020 fino alla conclusione dei procedimenti in argomento, sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore, rispettivamente (art. 103, co. 11, DL n. 34/2020):
– per l’impiego di lavoratori per i quali è stata presentata la dichiarazione di emersione, anche se di carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale;
– per l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio nazionale, con esclusione degli illeciti di cui all’art. 12 D. Lgs. n. 286/1998, e successive modificazioni.


Sanzioni
Nel caso in cui il datore di lavoro impieghi quali lavoratori subordinati, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, stranieri che hanno presentato l’istanza di rilascio del permesso di soggiorno temporaneo, sono raddoppiate le sanzioni previste (art. 3, co. 3, DL 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla L. 23 aprile 2002, n. 73, dall’art. 39, co. 7, DL 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008, n. 133, dall’art. 82, co. 2, DPR 30 maggio 1955, n. 797 e dall’articolo 5, co. 1, della legge 5 gennaio 1953, n. 4).
Quando i fatti di Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (articolo 603-bis cp) sono commessi ai danni di stranieri che hanno presentato l’istanza di rilascio del permesso di soggiorno temporaneo, la pena prevista è aumentata da un terzo alla metà (art. 103, co. 14, DL n. 34/2020):

Le misure sul lavoro, pubblicato uno studio dei Commercialisti


Il CNDCEC con il comunicato del 23 maggio 2020 rende noto che il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Le misure sul lavoro contenute nei decreti sull’emergenza da Covid-19”.

Lo studio passa in rassegna il pacchetto di misure a sostegno del lavoro e di contrasto all’emergenza occupazionale messo in campo dal Governo per fare fronte alla contingente emergenza epidemiologica da COVID-19 con il Decreto “Cura Italia” n. 18/2020, come modificato in sede di conversione in legge e ulteriormente modificato dal Decreto “Liquidità” n. 23/2020 e dal recentissimo Decreto “Rilancio” n. 34/2020.

Nuovo regolamento CAS.SA.COLF per Covid-19

Previsto un  nuovo Regolamento CAS.SA.COLF al fine di aiutare i suoi iscritti a fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuto al Covid 19

La CAS.SA.COLF provvede a corrispondere ai dipendenti iscritti le seguenti prestazioni per i positivi al Covid-19:


– Indennità Giornaliera in caso di Ricovero. un’indennità di € 40,00 per ogni notte di ricovero per un periodo non superiore a 50 giorni annui.
– Indennità Giornaliera in caso di Convalescenza, qualora si renda necessario un periodo di isolamento domiciliare, eroga al lavoratore un’indennità di € 40,00 al giorno per un periodo non superiore a 14 giorni annui.
– Diaria giornaliera per figli a carico di € 40 per un periodo non superiore a 14 giorni annui, per i lavoratori che abbiano almeno un figlio minorenne anagraficamente convivente risultante dallo stato di famiglia.
– Rimborso per materiale sanitario riabilitativo di € 200,00 per iscritto;
– Rimborso per visite domiciliari da parte di personale medico o infermieristico per interventi resi necessari per contrastare l’epidemia, entro il limite complessivo di 100,00 euro annui sia erogate dal servizio sanitario nazionale che da privati.
Inoltre, qualora al lavoratore venga assegnato un provvedimento (certificato medico) per un periodo di quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare, la CAS.SA.COLF riconosce una diaria di € 40 al giorno fino ad un massimo di 14 giorni annui.
Per avere diritto alla prestazione, il lavoratore dovrà inviare a CASSACOLF il certificato con gli estremi del provvedimento e il modulo richiesta prestazioni covid-19
Inoltre, la CAS.SA.COLF, rimborsa fino a € 200,00 una tantum:
– per finalità di istruzione, scolastica o per servizi di baby sitting, per figli a carico o conviventi, fino al compimento del quinto anno di età, iscritti all’asilo o alla scuola dell’infanzia, o ospitati da centri diurni a carattere assistenziale;
– per le spese sostenute per l’assistenza domiciliare ai figli a carico o conviventi, che siano in condizione di non autosufficienza, fino al compimento del diciottesimo anno di età;
– per bonus spesa, e cioè, fornitura di prodotti alimentari ovvero rimborso delle spese sostenute per le necessità di alimentare i figli fino al compimento del diciottesimo anno di età a carico o conviventi.
 Fermo restando il continuo monitoraggio dei flussi, a garanzia e tutela di tutti gli Iscritti alla CAS.SA.COLF, le prestazioni saranno attive fino alla data del 30 Giugno 2020 con eventuali e ulteriori proroghe in relazione agli andamenti tecnici e alle risorse disponibili.


Accordo 19/5/2020 integrativo del CCNL Funzioni Centrali



Firmato, il 19/5/2020 tra l’Aran e le Organizzazioni e Confederazioni sindacali rappresentative, il Contratto collettivo nazionale di lavoro ad integrazione del CCNL del personale del Comparto Funzioni Centrali del 12/2/2018


Il CCNL 19/5/2020 relativo alla sequenza contrattuale ad integrazione del CCNL del personale del Comparto Funzioni Centrali del 12/2/2018, è stato sottoscritto al termine dell’incontro tra l’ARAN e le Organizzazioni Sindacali CISL-FP, FP-CGIL, UIL-PA, CONFSAL-UNSA, FLP, USB-PI, CONFINTESA FP, e le Confederazioni Sindacali rappresentative CISL, CGIL, UIL, CONFSAL, CGS, USB, CONFINTESA.
L’intesa dà attuazione alla Dichiarazione Congiunta n. 6 del CCNL 12/2/2018, secondo la quale “con riferimento al personale assunto con contratto indeterminato dal Ministero degli Affari esteri nelle sedi diplomatiche e consolari e negli istituti di cultura all’estero, si provvederà mediante apposita sequenza contrattuale”
Pertanto, il nuovo accordo integrativo prevede quanto segue:
– un
incrementato economico per il triennio 2016-2018, a favore del “Fondo risorse decentrate per il personale assunto a contratto a tempo indeterminato presso le sedi estere”;
– l’erogazione, a decorrere dal 31/12/2018 ed a valere dall’anno successivo, dei seguenti compensi – sempre a carico del Fondo – differenziati in relazione alle eterogenee esigenze del personale in servizio nelle diverse sedi all’estero, da corrispondersi per 12 mensilità, con la precisazione che ai paesi di cui al gruppo B, (già indicati nella tabella B di cui CCNL successivo del 12/4/2001), sono inserite anche Polonia e Romania:























Valori annui lordi in Euro

B1

B2

B3

Gruppo A 316,07 371,84 427,63
Gruppo B 221,26 260,29 299,34
Gruppo C 154,93 182,21 209,47
Gruppo D 105,97 116,51 128,90

Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti: sicurezza nela fase 2

Emanate il 20/5/2020, dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti – Dipartimento per i trasporti, la navigazione gli affari generali ed il personale, le linee guida per l’accesso ai servizi (sportello), operazioni tecniche sui veicoli ed esami di patente.

Le presenti linee guida dettano le nuove modalità di svolgimento delle attività sopra individuate, atte a garantire – nel quadro delle regole sanitarie adottate – la tutela della salute degli utenti e del personale delle autoscuole e delle motorizzazioni civili.
Le presenti linee guida muovono dal recepimento di tutti i protocolli e le circolari adottate in materia di mitigazione del contagio da Covid-19, ai vari livelli di concertazione e competenza.
La progressiva riapertura delle attività comporta, inevitabilmente, un’interazione tra i dipendenti del MIT e l’utenza esterna; interazione che dovrà essere, per quanto possibile, limitata e “protetta” al fine di contemperare al meglio le esigenze di tutela della salute dei cittadini/utenti e cittadini/dipendenti, con la necessità “sociale” di erogazione dei servizi in esclusiva di legge.
Scopo del presente documento è quindi quello di definire linee guida operative per l’accesso ai servizi, le operazioni tecniche di revisione e collaudo e le attività d’esame, ad uso dei dipendenti di UMC e CPA e di tutta l’utenza, professionale e non, che effettua operazioni sia presso gli Uffici che presso le proprie sedi, finalizzate a garantire il rispetto delle condizioni di sicurezza e minimizzare il rischio contagio da COVID-19.
Le presenti Linee Guida sono valide per la durata dell’emergenza sanitaria in corso, salvo che non intervengano fattori o circostanze diverse che ne impongano l’integrazione o l’aggiornamento.
Indirizzi generali
1. Pulizia
2. DPI
3. Regole di comportamento

INL: istruzioni sulla vigilanza nel settore edile e sulle contestuali verifiche delle misure anticontagio


Al fine di garantire adeguati livelli di protezione ai lavoratori e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro e contenere la diffusione del Covid-19, le imprese edili adottano le misure previste nel Protocollo cantieri da integrare eventualmente con altre equivalenti o più incisive secondo la tipologia, la localizzazione e le caratteristiche del cantiere e ferme restando le norme previste dai decreti governativi. Il punto 10 del Protocollo evidenzia che restano ferme le funzioni ispettive dell’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, Ispettorato Nazionale del Lavoro così come definite dall’art. 13, co. 2, del d.lgs. n. 81/2008. Con nota n. 156/2020, l’INL fornisce ulteriori indicazioni in merito alla vigilanza nel settore edile e alle contestuali verifiche.


Con riferimento alla riapertura dei cantieri edili si procede dunque alla consueta programmazione ispettiva senza alcuna limitazione di mandato. In occasione della consueta vigilanza nei cantieri andrà, altresì, verificato lo stato di attuazione delle misure previste dal citato protocollo. La programmazione delle ispezioni terrà conto, come di consueto delle esigenze di coordinamento con le ASL e privilegerà le attività riferite ad appalti pubblici o comunque i cantieri di dimensioni medio/grandi.
Il Protocollo cantieri fa integrale rinvio alle previsioni del protocollo condiviso e contiene specificazioni di settore, con l’obiettivo di fornire indicazioni operative finalizzate a incrementare nei cantieri l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di Covid -19:
– rispettare il distanziamento sociale, anche attraverso una rimodulazione degli spazi di lavoro, compatibilmente con la natura dei processi produttivi e con le dimensioni dei cantieri;
– integrare, ove presente, il Piano di sicurezza e coordinamento;
– assicurare la vigilanza sull’adozione delle misure anticontagio attraverso le figure preposte. Fondamentale, infatti, in tale fase, il ruolo e la costante presenza in cantiere dei soggetti preposti alla sovrintendenza e verifica della puntuale adozione delle misure anticontagio. In ausilio a tali funzioni, le associazioni datoriali di categoria stanno sviluppando anche apposite applicazioni volte ad agevolare le misure organizzative per il contenimento del contagio.
Le misure previste nel protocollo cantieri si estendono ai titolari del cantiere e a tutti i subappaltatori e subfornitori presenti nel medesimo cantiere.


Nel corso della cd. fase 2 risulta opportuno implementare e valorizzare adeguatamente l’attività di informazione, prevenzione e promozione della sicurezza e della legalità nei luoghi di lavoro, cui fa riferimento l’art. 8 del d.lgs. n. 124/2004.
Tenuto conto del settore d’intervento, si richiama anche l’art. 10 del d.lgs. n. 81/2008, il quale prevede la possibilità di sviluppare attività di informazione e assistenza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nei confronti delle imprese artigiane, delle piccole e medie imprese e delle rispettive associazioni datoriali, fermo restando il divieto di attività di consulenza di cui all’art. 13, comma 5. Tali attività saranno sviluppate in collaborazione con le altre istituzioni coinvolte nelle iniziative per il contrasto della diffusione del Covid-19, in particolare INAIL e ASL, e con le associazioni sindacali, gli organismi paritetici, le università e gli ordini professionali, nei cui riguardi vanno implementate le sinergie in essere nei singoli contesti territoriali.
L’attività di informazione e promozione dovrà essere funzionale alla valorizzazione delle “buone prassi”, anche attraverso la predisposizione di materiale divulgativo e di strumenti e metodologie di autoanalisi delle singole aziende.


Si richiamano, altresì, le previsioni dell’art. 10 del DPCM 17 maggio 2020, secondo cui il prefetto si avvale delle forze di polizia e, per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dell’Ispettorato nazionale del lavoro e del comando Carabinieri per la tutela del lavoro ed il già citato punto 10 del Protocollo cantieri. Ne derivano rinnovate esigenze di coordinamento, atteso che alla consueta attività di vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, si affianca anche l’apporto che i prefetti possono richiedere alle articolazioni territoriali dell’Ispettorato Nazionale del lavoro, nell’ambito delle competenze che gli sono riconosciute dal legislatore, anche ai fini delle verifiche in merito all’attuazione delle misure precauzionali anticontagio definite dai protocolli intervenuti tra Governo e Parti sociali.
La programmazione degli accessi in cantiere risulterà, altresì, orientata – fra le altre – alle seguenti priorità/modalità d’intervento:
– va assicurata prioritaria definizione delle procedure pendenti, attraverso la programmazione dei sopralluoghi di rivisita finalizzati all’accertamento del rispetto delle prescrizioni impartite in occasione dell’accesso al cantiere. In ragione del blocco delle attività e della recente riapertura dei cantieri sarà comunque necessario, in occasione della rivisita, procedere altresì alla verifica delle misure anticontagio e quindi della complessiva riorganizzazione del cantiere;
– nella selezione degli obiettivi dovranno contemperarsi le esigenze di verificare nei riguardi del maggior numero possibile di lavoratori l’adozione del protocollo cantieri, con quelle connesse ad assicurare la vigilanza nei riguardi delle realtà in cui si registrano statisticamente tassi più elevati di infortuni sul lavoro;
– la vigilanza in materia di salute e sicurezza nei cantieri edili seguirà come di consueto l’impianto sanzionatorio definito dal Titolo XII del d.lgs. n. 81/2008 (artt. 301 e seguenti);
– considerate le previsioni dell’art. 16 del decreto legge n. 18/2020, conv. in legge n. 27/ 2020, (“Per contenere il diffondersi del virus COVID-19, fino al termine dello stato di emergenza, sull’intero territorio nazionale, per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro, sono considerati dispositivi di protezione individuale (DPI), le mascherine chirurgiche reperibili in commercio), la mancata consegna al lavoratore integra, per il datore di lavoro o il dirigente, la violazione di cui all’art. 18, comma 1, lett. d, del d.lgs. n. 81/2008, punita penalmente ai sensi dell’art. 55, comma 5, lett. d, del medesimo decreto, mentre la mancata utilizzazione della mascherina da parte del lavoratore integra la trasgressione di cui all’art. 20, comma 2, lett. d, del d.lgs. n. 81/2008, sanzionata penalmente ai sensi dell’art. 59, comma 1, lett. a, dello stesso decreto;
– nel merito all’apparato sanzionatorio riferito alla mancata osservanza delle misure anticontagio definite dal protocollo cantieri si richiamano integralmente le indicazioni fornite con le note precedente che riconducono esclusivamente agli agenti di pubblica sicurezza la competenza sanzionatoria definita dall’art. 4 del decreto legge n. 19/2020.
Gli accessi in questione, infine, dovranno conformarsi alle misure precauzionali già definite nonché svilupparsi con modalità che assicurino l’adeguatezza dei tempi massimi di permanenza in cantiere.

Firmato tra Ministero dell’Istruzione e OO.SS. il Protocollo di sicurezza per gli Esami di Stato

Firmato il 19/5/2020, tra il Ministero dell’istruzione e le OO.SS. FSUR-CISL, FLC-CGIL, FED UIL SCUOLA RUA, CONFSAL SNALS, ANIEF, ANP, DIRIGENTISCUOLA-DI.S.CONF, il Protocollo con le linee operative per garantire il regolare svolgimento degli Esami conclusivi di Stato 2019/2020

Il Protocollo nasce dall’esigenza di condividere con le OO.SS. le linee operative per garantire il regolare svolgimento degli esami di Stato negli Istituti scolastici di istruzione secondaria di 2° grado statali, in osservanza delle misure precauzionali di contenimento e contrasto del rischio di epidemia di COVID-19. Ad esso è allegato il Documento tecnico scientifico per gli esami di Stato firmato il 15/5/2020 e un’autodichiarazione, che all’atto della presentazione a scuola il candidato e l’eventuale accompagnatore, dovranno produrre e che attesti:
– l’assenza di sintomatologia respiratoria o di febbre superiore a 37.5°C nel giorno di espletamento dell’esame e nei tre giorni precedenti;
– di non essere stato in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni;
– di non essere stato a contatto con persone positive, per quanto di loro conoscenza, negli ultimi 14 giorni.
L’Intesa trova applicazione nei casi in cui, tenuto conto dell’evoluzione della dinamica epidemiologica e delle indicazioni fornite dalle autorità competenti, gli esami di Stato per l’a.s. 2019/2020, nonché gli esami preliminari, integrativi e di idoneità, si tengano in presenza.
Per dare piena attuazione al Documento Tecnico Scientifico, allegato all’intesa, saranno attivate, a livello di istituzione scolastica, le relazioni sindacali previste dall’art. 22 del CCNL del comparto “Istruzione e Ricerca” vigente, per definire, entro sette giorni, un’intesa sulle seguenti materie:
– fornitura dei dispositivi di sicurezza,
– igienizzazione e utilizzazione degli spazi,
– formazione del personale,
– intensificazione ed eventuale lavoro straordinario.
Il Ministero si impegna ad attivare:
– un servizio dedicato di help desk per le istituzioni scolastiche, attraverso l’attivazione di un numero verde 800903080 attivo dal 28 maggio, dal lunedì al sabato, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00, con funzioni di frontoffice, al fine di raccogliere quesiti e segnalazioni sull’applicazione delle misure di sicurezza e fornire assistenza e supporto operativo anche di carattere amministrativo;
– un Tavolo nazionale permanente, composto da rappresentanti del Ministero, delle OO.SS. firmatarie del presente Protocollo e della Croce Rossa, con funzioni di verifica dell’attuazione del Documento tecnico scientifico presso le istituzioni scolastiche, per verificare costantemente che gli esami di Stato si svolgano in osservanza delle misure di sicurezza previste anche in relazione, in ogni singola Regione, all’andamento dei contagi;
– un Tavolo di lavoro permanente istituito presso ogni USR. Questi Tavoli regionali svolgono una funzione di raccordo con il Tavolo nazionale permanente e le istituzioni scolastiche, fornendo soluzioni concrete ai tavoli locali istituiti presso gli Ambiti territoriali;
– monitorare attraverso gli Uffici Scolastici Regionali che nelle scuole, prima dell’inizio delle procedure d’esame, si sia provveduto ad effettuare la sanificazione generale degli ambienti da parte di ditte esterne specializzate, qualora indicato come specifica misura dalla competente autorità sanitaria regionale: ciò anche al fine di creare le condizioni di massima tranquillità agli studenti, alle famiglie, al personale;
– assicurare l’attivazione dei protocolli sanitari previsti dalla normativa vigente attraverso la presenza fisica del personale della Croce Rossa, anche al fine di vigilare su eventuali sintomatologie COVID-19 che si dovessero manifestare nella sede d’esame, secondo quanto previsto dalla Convenzione MI-CRI e dai piani d’intervento regionali.

Completata la sottoscrizione delle associazioni datoriali al rinnovo dell’Industria Alimentare



Anche le altre 10 Associazioni industriali aderenti a Federalimentare, stipulanti il CCNL di settore, hanno completato la sottoscrizione di accordi collettivi nazionali separati, ma di analogo contenuto.


I sette accordi firmati nel corso di questi giorni riconoscono, dal mese di maggio e con decorrenza 1/12/2019 di un incremento retributivo a parametro medio 137, di Euro 21,43 lordi mensili.


 



































Liv

Aumenti dal 1/12/2019 €

Nuovi minimi dal 1/12/2019 €

1 S 35,98 2.372,01
1 31,28 2.062,59
2 25,81 1.701,67
3A 22,68 1.495.40
3 20,34 1.340,73
4 18,77 1.237,57
5 17,21 1.134,46
6 15,64 1,031,33


Viaggiatori o piazzisti


 











Liv.

Aumenti dal 1/12/2019 €

Nuovi minimi dal 1/12/2019 €

I 25,81 1.701,67
II 20,33 1.340,72


Per il settore oleario-margariniero, gli aumenti sono stati calcolati redazionalmente sul parametro 138 in base alle disposizioni specifiche per gli addetti all’industria olearia e margariniera contenute nel CCNL Industria Alimentare


 











































Livello

Aumenti dall’1/12/2019

Minimo dall’1/12/2019

1 33,70 2.239,54
2 31,37 2.085,38
3 28,26 1.878,19
4 25,00 1.658,50
5 22,83 1.517,15
6 21,12 1.401,17
7 19,26 1.279,14
8 18,17 1.207,57
9 17,08 1.135,17
10 15,53 1.031,21


Per la copertura del periodo di mancato contratto (dic. 2019 -apr. 2020) è altresì previsto il riconoscimento di 6 quote arretrate di incremento retributivo (5 mensilità +13^ mensilità dicembre 2019), da erogarsi come segue:
– 2 quote di incremento mensile arretrato in aggiunta alla mensilità di maggio 2020;
– 3 quote di incremento mensile arretrato in aggiunta alla mensilità di giugno 2020;
– 1 quota di incremento mensile arretrato in aggiunta alla mensilità di agosto 2020;
L’incremento retributivo decorrente da dicembre 2019 spetta a tutti i lavoratori in forza alla data di stipula dei singoli Accordi, con riproporzionamento pro quota per i lavoratori in part-time. Pertanto nulla è dovuto ai lavoratori il cui rapporto si sia risolto anteriormente alle date di sottoscrizione dei 7 Accordi collettivi sottoscritti. Le intese precisano che con la corresponsione di quanto pattuito, sono assolti gli incrementi retributivi per l’intero anno 2020.
In assenza di specifici chiarimenti delle Parti firmatarie dei singoli accordi e fatte salve eventuali intese successive, deve ritenersi che gli stessi incidano su tutti gli istituti legali e contrattuali, ivi compreso il Tfr.
In merito al  Fondo di Assistenza sanitaria FASA, viene previsto lo slittamento dal 1/6/2020 al 1/1/2021 della clausola che disciplina il versamento su base volontaria del lavoratore di una quota al Fondo sanitario FASA. In relazione a tale proroga, la clausola sul versamento della quota a carico del lavoratore (pari a 2€ mese / lavoratore) al Fondo FASA non è operativa fino al 31 dicembre 2020, salvo diverse indicazioni che dovessero scaturire dal negoziato di rinnovo del ccnl in corso.Fondo Bilateralità di Settore (EBS).
Gli accordi prevedono per il periodo 1.01.2020 – 31.12.2020 la conferma delle norme contrattuali concernenti il finanziamento della bilateralità di settore. Conseguentemente, l’adempimento contrattuale di contribuzione a carico delle imprese all’EBS si intende confermato per tutto l’anno 2020, e il versamento delle quote mensilmente accantonate, sospeso dal 1° gennaio 2020 deve essere riattivato. Poiché il sistema di versamento al FASA viene effettuato entro il 16 di ciascun mese, anticipatamente rispetto al mese di competenza, il conguaglio all’EBS (periodo dal 1/1/2020 al 30/6/2020) potrà essere versato alla scadenza del 16 giugno 2020, unitamente al pagamento dei contributi di luglio 2020. Il completamento degli Accordi collettivi da parte di tutte le Associazioni industriali stipulanti fa sì che i relativi adempimenti riguardino tutti i settori e le industrie ricomprese nel campo di applicazione del Contratto collettivo