Licenziamento per giusta causa per abuso dei permessi 104


È legittimo il licenziamento per giutsa causa del lavoratore abuso dei 104, per il disvalore sociale ed etico della condotta e la compromissione irrimediabile del vincolo fiduciario.


Lo ha ribadito la Suprema Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un lavoratore licenziato per abuso dei permessi per assistenza al familiare disabile.
In particolare, dalla relazione investigativa prodotta dal datore di lavoro era emerso che in alcune giornate il medesimo lavoratore non era uscito né entrato nella propria abitazione in orario compreso fra le 6.30 e le 21,00; ciò strideva insanabilmente con le giustificazioni rese dallo stesso in sede di audizione disciplinare, nell’ambito delle quali aveva dichiarato di aver prestato regolare assistenza alla zia come era abitudine, ad eccezione di alcune ore della giornata.
Prova ulteriore della mancata assistenza era fornita dall’appostamento dell’investigatore nella strada dove era ubicata l’abitazione della zia, non esplicando incidenza determinante l’errore di due numeri civici quale sede dell’appostamento, trattandosi (come riferito dai testimoni) di strada “a senso unico e molto stretta”, con numeri civici “adiacenti”.
Ciò giustificava, dunque, il provvedimento espulsivo per il disvalore sociale ed etico della condotta e la compromissione irrimediabile del vincolo fiduciario.

Centri eleborazione dati: entro il 16 luglio il versamento al Fondo Easi

Scade il 16 luglio il termine per effettuare il versamento al Fondo di assistenza sanitaria EASI relativa al trimestre 1° luglio – 30° settembre per i lavoratori dipendenti dei Centri Elaborazione Dati (CED).

Il versamento dei contributi avviene con cadenza trimestrale anticipata, per cui, alla data del 16 luglio va versata la quota relativa al trimestre 1° luglio – 30 settembre
Ad ogni scadenza il Fondo provvede in maniera automatica a generare le distinte di pagamento che verranno inoltrate all’indirizzo e-mail  specificato al momento dell’iscrizione dell’azienda e che saranno disponibili anche on-line accedendo al portale alla sezione “Gestione Pagamenti”. La distinta di pagamento darà l’importo esatto da versare e la causale da utilizzare per ogni trimestre di riferimento e dovrà obbligatoriamente essere riportata in maniera precisa e puntuale all’atto del versamento.
Si ricorda che la quota una tantum per l’iscrizione è pari a euro 40,00 a totale carico dell’azienda.
La quota da corrispondere per la copertura sanitaria del dipendente è fissata in euro 15,00 mensili per 12 mensilità di cui euro 13,50 a carico del datore lavoro e euro 1,50 a carico di ciascun lavoratore iscritto al Fondo Easi.
Il datore di lavoro che ometta il versamento è tenuto a corrispondere al lavoratore in busta paga un elemento distinto della retribuzione di euro 30,00 per quattordici mensilità, utile ai fini di tutti gli istituti contrattuali, compreso il Tfr.


Appalto e somministrazione: indici rivelatori della intermediazione


Si configura intermediazione illecita ogni qual volta l’appaltatore metta a disposizione del committente una prestazione lavorativa, rimanendo eventualmente in capo a lui, datore di lavoro, i soli compiti di gestione amministrativa del rapporto – quali retribuzione, pianificazione delle ferie, assicurazione della continuità della prestazione – ma senza una reale organizzazione della prestazione stessa, finalizzata ad un risultato produttivo autonomo.


La Corte d’appello di Roma ha respinto l’appello, confermando la pronuncia di primo grado con cui era stata dichiarata l’illiceità dell’appalto tra X e Y. La Corte di merito ha ritenuto che, ai sensi dell’art. 20, comma 3, lett. g) del D.Lgs. n. 276 del 2003, la gestione dei call center rientrasse tra le ipotesi tipiche di somministrazione di lavoro; ha desunto da tale previsione l’eccezionalità del ricorso all’appalto per la gestione dei call center, addossando di conseguenza al committente l’onere di dimostrare i requisiti di configurabilità dello stesso, in particolare l’esercizio del potere organizzativo e direttivo non limitato alla gestione del personale ma esteso al contenuto professionale della prestazione. Ha così accertato, in base all’istruttoria, che l’attività di call center fosse svolta dai dipendenti in locali e con mezzi messi a disposizione da X; che nei medesimi locali lavorassero dipendenti X addetti al call center; che la appaltatrice metteva a disposizione solo il personale “con conseguente evanescenza del rischio d’impresa, anche in considerazione della previsione di un corrispettivo fisso fino ad una certa quantità di telefonate”; che non era dimostrato l’utilizzo dei dipendenti Y, in conformità alle previsioni del contratto di appalto, nei soli casi in cui i lavoratori della società X fossero occupati oppure al di fuori dall’orario di lavoro dei medesimi.
Ha ritenuto non dimostrato che l’appaltatrice esercitasse un potere organizzativo e direttivo sui propri dipendenti impiegati nell’appalto ed ha anzi accertato che le modalità di svolgimento dell’attività comportassero inevitabilmente l’esercizio da parte della società X del potere organizzativo e direttivo sui dipendenti Y, inseriti logisticamente e funzionalmente nell’organizzazione dalla stessa predisposta per il funzionamento del call center, come peraltro documentalmente confermato dalla trasmissione di istruzioni da X a tutti gli addetti al call center, dipendenti anche di Y e dalla identica sottoposizione di tutti i lavoratori a controlli sul contenuto dell’attività svolta. Contro tale sentenza X ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi.
I due motivi di ricorso sono infondati. A prescindere infatti dalla erroneità in diritto della tesi esposta nella sentenza impugnata sulla presunzione semplice di illegittimità dell’appalto per i call center, la decisione dei giudici d’appello poggia su un accertamento in fatto motivato in base all’istruttoria svolta, non censurabile in sede di legittimità, e risulta conforme ai principi enunciati dalla Corte di cassazione sul discrimine tra appalto e somministrazione, di cui all’art. 29, D.Lgs. n. 276 del 2003.
Il legislatore delegato se, da un lato, ha consentito che l’appaltatore, in relazione alla peculiarità dell’opera o del servizio, possa limitarsi a mettere a disposizione dell’utilizzatore la propria professionalità, intesa come capacità organizzativa e direttiva delle maestranze, a prescindere dalla proprietà di macchine ed attrezzature, dall’altro ha ritenuto imprescindibile ai fini della configurabilità dell’appalto lecito che sia l’appaltatore stesso ad organizzare il processo produttivo con impiego di manodopera propria, esercitando nei confronti dei lavoratori un potere direttivo in senso effettivo e non meramente formale. Ne discende che, anche per gli appalti stipulati nella vigenza del richiamato decreto legislativo, opera il principio, ripetutamente affermato in Cassazione, secondo cui si configura intermediazione illecita “ogni qual volta l’appaltatore metta a disposizione del committente una prestazione lavorativa, rimanendo eventualmente in capo a lui, datore di lavoro, i soli compiti di gestione amministrativa del rapporto, ma senza una reale organizzazione della prestazione stessa, finalizzata ad un risultato produttivo autonomo”.
Secondo la Cassazione, dunque, la decisione dei giudici di appello si pone in linea con i citati precedenti di legittimità e si sottrae alle dedotte censure di violazione di legge; il ricorso deve essere dunque rigettato (cfr. Cass. Ordinanza n. 18554/2019).

Gestione commercianti e “facere sostanzialmente gestorio”


L’attività svolta dal socio amministratore non è da includere in quelle per cui è prevista l’iscrizione alla Gestione Commercianti laddove emerga dall’istruttoria espletata che si tratti di un “facere sostanzialmente gestorio” proprio di chi ricopre il ruolo di socio ed amministratore della società, essendo assente la prova dell’esercizio abituale e prevalente dell’attività d’impresa oggetto della società.


La Corte d’appello di Bologna ha confermato la sentenza di primo grado e rigettato l’appello dell’INPS contro la sentenza che aveva dichiarato il soggetto non tenuto al pagamento della contribuzione alla gestione commercianti in relazione alla attività prestata in favore della società di cui era socio amministratore, con riferimento ad alcune cartelle esattoriali opposte.
L’Inps è ricorso per la cassazione della sentenza articolando un unico motivo. L’Istituto lamenta, in sostanza, che la sentenza abbia errato in quanto ha ritenuto che il socio si fosse limitato all’esercizio di attività meramente <gestoria> all’interno dell’azienda sociale, laddove l’attività svolta, per quanto riferito dalla stessa sentenza, era stata connotata dal coordinamento di dipendenti e collaboratori e dal rapporto con banche e principali clienti e fornitori.
Secondo la Cassazione il motivo è però infondato. La sentenza ha affermato, in punto di diritto, che l’attività svolta dal soggetto non è da includere in quelle per cui è prevista l’iscrizione alla Gestione Commercianti in quanto dall’istruttoria espletata è emerso che l’interessato abitualmente non partecipava costantemente al lavoro aziendale in quanto restava assente per giorni e, comunque, non aveva una postazione propria o un ufficio all’interno dell’azienda; pertanto, ad avviso della Corte di merito, l’attività svolta non valicava i limiti della funzione trattandosi di un “facere sostanzialmente gestorio” proprio di chi ricopre il ruolo di socio ed amministratore della società, essendo assente la prova dell’esercizio abituale e prevalente dell’attività d’impresa oggetto della società.
Si desume, dunque, l’assenza dell’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti da elementi concretamente valutati ed accertati dal giudice di merito e non da mere presunzioni.
Sul piano previdenziale, infatti, secondo l’indirizzo espresso dalla giurisprudenza di cassazione, qualora il socio amministratore di una società a responsabilità limitata partecipi al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza, ha l’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti, mentre, qualora si limiti ad esercitare l’attività di amministratore, deve essere iscritto alla sola gestione separata, operando le due attività su piani giuridici differenti, in quanto la prima è diretta alla concreta realizzazione dello scopo sociale, attraverso il concorso dell’opera prestata dai soci e dagli altri lavoratori, e la seconda all’esecuzione del contratto di società sulla base di una relazione di immedesimazione organica volta, a seconda della concreta delega, alla partecipazione alle attività di gestione, di impulso e di rappresentanza.
Ciò conferma l’indirizzo consolidato secondo cui presupposto imprescindibile per l’iscrizione alla gestione commercianti è la prova, in conformità a quanto previsto dalla legge n. 662 del 1996, art. 1 comma 203, dello svolgimento di un’attività commerciale con carattere di abitualità e prevalenza. In particolare, tale carattere va inteso con riferimento all’attività lavorativa espletata dal soggetto stesso in seno all’impresa, al netto dell’attività eventualmente esercitata in quanto amministratore, indipendentemente dal fatto che il suo apporto sia prevalente rispetto agli altri fattori produttivi; tale accezione del requisito della “prevalenza” meglio si attaglia alla lettera dell’art. 1, comma 203, della I. n. 662 del 1996, volto a valorizzare l’elemento del lavoro personale, ed alla sua “ratio”, includendo nell’area dI applicazione della norma tutti i casi in cui l’attività del socio, ancorché abituale e prevalente rispetto al resto delle sue attività, non possa essere ritenuta preponderante rispetto agli altri fattori produttivi dell’impresa.
E’ compito del giudice di merito accertare la sussistenza dei requisiti di legge per tale coesistenza, nonché l’assolvimento dell’onere probatorio a carico dell’ente previdenziale, ai cui fini assumono rilevanza la complessità dell’attività, la presenza di dipendenti o collaboratori, la loro qualifica e le mansioni svolte. La sentenza impugnata non si è discostata da tali principi ed ha congruamente verificato che la concreta partecipazione del socio amministratore all’attività commerciale svolta dalla società, in concreto, non rivestiva i caratteri dell’abitualità e prevalenza di cui sopra per cui la censura non intacca la decisione ed il ricorso va rigettato (cfr. Cassazione, ordinanza n. 18281/2019).

Il nuovo CIPL per gli Operai Agricoli di Ragusa



Firmato il 21/6/2019, tra CONFAGRICOLTURA Ragusa, COLDIRETTI di Ragusa, la CIA di Ragusa e la FLAI-CGIL, la FAI-CISL, la UILA-UIL, territoriali, il nuovo CIPL per gli operai agricoli e florovivaisti da valere nella Provincia di Ragusa, con decorrenza 1/1/2016-31/12/2019


Il presente contratto di lavoro regola su tutto il territorio provinciale di Ragusa i rapporti di lavoro di cui all’art. 1 del CCNL 19/6/2018 per gli operai agricoli e florovivaisti, con decorrenza dall’1/1/2016 al 31/12/2019.


Parte economica
Il salario giornaliero dell’operaio del previgente CPL, relativamente al secondo biennio del contratto nazionale, è aumentato del 4,00% della paga in vigore dall’1/7/2019.
Viene riconosciuta una indennità una tantum nella misura di € 1,00 per ciascuna giornata di lavoro svolta nel periodo dall’1/7/2017 al 30/6/2019 agli operai in forza alla data di stipula del presente contratto. Per gli operai non in forza, l’indennità deve essere richiesta entro e non oltre 40 giorni dalla stipula del presente contratto.
L’una tantum come sopra determinata potrà essere corrisposta in più soluzioni entro il mese di dicembre 2019.


Tabelle


Lavoratori agricoli a tempo determinato – Calcolo F.M.I.T. – C.A.C.






















































































CALCOLO DALL’1/7/2019 CPL DEL 21/6/2019

Qualifiche

Importo previdenziale lordo giornaliero

TOT. FIMIR

TOT. C.A.C.

Quota FIMIR Azienda

Quota FIMIR Dipendente

Quota C.A.C. Az.

Quota C.A.C. Dip.

 

0,76%

0,31%

0,66%

0,10%

0,155%

0,155%

AREA 1              
VI Liv. 71,91 € 0,55 € 0,22 € 0,47 € 0,07 € 0,11 € 0,11
V Liv. 69,07 € 0,52 € 0,21 € 0,46 € 0,07 € 0,11 € 0,11
AREA 2              
IV Liv. 66,61 € 0,51 € 0,21 € 0,44 € 0,07 € 0,10 € 0,10
III Liv. 63,75 € 0,48 € 0,20 € 0,42 € 0,06 € 0,10 € 0,10
AREA 3              
Il Liv. 59,30 € 0,45 € 0,18 € 0,39 € 0,06 € 0,09 € 0,09
I Liv. 58,04 € 0,44 € 0,18 € 0,38 € 0,06 € 0,09 € 0,09


Lavoratori agricoli a tempo Indeterminato – Calcolo F.M.I.T. – C.A.C.






















































































CALCOLO DALL’1/7/2019 CPL DEL 21/6/2019

Qualifiche

Importo previdenziale lordo giornaliero

TOT. FIMIR

TOT. C.A.C.

Quota FIMIR Azienda

Quota FIMIR Dipendente

Quota C.A.C. Az.

Quota C.A.C. Dip.

 

0,76%

0,31%

0,66%

0,10%

0,155%

0,155%

AREA 1              
VI Liv. 1.619,61 € 12,31 € 5,02 € 10,69 € 1,62 € 2,51 € 2,51
V Liv. 1.555,63 € 11,82 € 4,82 € 10,27 € 1,56 € 2,41 € 2,41
AREA 2              
IV Liv. 1.500,29 € 11,40 € 4,65 € 9,90 € 1,50 € 2,33 € 2,33
III Liv. 1.435,82 € 10,91 € 4,45 € 9,48 € 1,44 € 2,23 € 2,23
AREA 3              
Il Liv. 1.335,51 € 10,15 € 4,14 € 8,81 € 1,34 € 2,07 € 2,07
I Liv. 1.307,21 € 9,93 € 4,05 € 8,63 € 1,31 € 2,03 € 2,03


Lavoratori a tempo indeterminato – Tabella in vigore dall’1/7/2019
Rif. Contratto Nazionale del 19/6/2019 e Contratto Provinciale del 21/6/2019


































































Qualifiche

Paga mensile base al 30/6/2019

Aumento CPL 4% al 1/7/2019

Retribuzione base al 1/7/2019

Elemento fisso retribuzione

Totale Tabella OTI nuovi parametri dal 1/7/2019

AREA 1          
VI Liv. 1.119,81 44,79 1164,60 455,01 1.619,61
V Liv. 1.075,57 43,02 1118,60 437,04 1.555,63
AREA 2          
IV Liv. 1.037,31 41,49 1078,80 421,49 1.500,29
III Liv. 992,74 39,71 1032,45 403,38 1.435,82
AREA 3          
Il Liv. 923,38 36,94 960,32 375,20 1.335,51
I Liv. 903,81 36,15 939,96 367,24 1.307,21


Lavoratori a tempo determinato – Tabella in vigore dall’1/7/2019
Rif. Contratto Nazionale del 19/6/2019 e Contratto Provinciale del 21/6/2019




















































































Qualifiche

Paga base oraria al 30/6/2019

Aumento 4% dal 1/7/2019

Totale paga base comprensiva dell’aumento del 4%

III Elemento 30,44%

Importo previdenziale lordo dal 1/7/2019

TFR 8,63% su paga base

Retribuzione lorda oraria comprensiva di TFR

AREA 1              
VI Liv. 6,63 0,2650 6,89 2,10 8,99 0,59 9,58
V Liv. 6,36 0,2546 6,62 2,01 8,63 0,57 9,20
AREA 2              
IV Liv. 6,14 0,2455 6,38 1,94 8,33 0,55 8,88
III Liv. 5,87 0,2350 6,11 1,86 7,97 0,53 8,50
AREA 3              
Il Liv. 5,46 0,2186 5,68 1,73 7,41 0,49 7,90
I Liv. 5,35 0,2139 5,56 1,69 7,25 0,48 7,73

CCNL industria cineaudiovisiva: stesura del rinnovo



Siglata il 9/7/2019, tra ANICA e SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, la stesura del rinnovo del CCNL per i dipendenti dell’industria cineaudiovisiva, con decorrenza dal 18/1/2018 e durata triennale.


Periodo di prova


L’assunzione in servizio dei lavoratori avviene con un periodo di prova di lavoro effettivamente prestato, non superiore a: 5 mesi per i lavoratori di 7° super, 7° e 6° livello; 3 mesi per i lavoratori di 5° super e 5° livello; 2 mesi per i lavoratori di 4° super, 4°, 3° e 2° livello; 1 mese per i lavoratori di 1 ° livello.


Contratto a tempo parziale


Le variazioni della collocazione temporale della prestazione devono essere preannunciate con un preavviso di almeno dieci giorni e comportano, per le sole ore interessate alla variazione, una maggiorazione della retribuzione pari al 10%.
Le variazioni in aumento della durata della prestazione lavorativa devono essere preannunciate con preavviso di almeno sette giorni e comportano una maggiorazione del 10% della retribuzione relativa alle ore prestate in più.
Il lavoro supplementare – fatte salve eventuali diverse pattuizioni già convenute in materia – non potrà superare l’orario di lavoro settimanale a tempo pieno. Le ore di lavoro supplementari, calcolate su base annua, saranno compensate con la quota oraria della retribuzione maggiorata del 22%, comprensiva dell’incidenza su tutti gli istituti contrattuali e di legge. La retribuzione diretta e indiretta e tutti gli istituti del presente contratto saranno proporzionati all’orario di lavoro concordato con riferimento al trattamento contrattuale dei lavoratori a tempo pieno.


Contratto a tempo determinato


I contratti a tempo determinato sono soggetti a limiti quantitativi di utilizzo, nella misura del 25% in media annua dei lavoratori occupati con contratto a tempo indeterminato in forza al 31 dicembre dell’anno precedente.
in situazioni particolari, sempre per le ipotesi sopra indicate, in sede aziendale, con accordo tra direzione e RSU/RSA e, in mancanza di queste ultime, con le Organizzazioni Sindacali territoriali, la percentuale di cui al comma precedente può essere elevata fino al 30%.
Sono comunque consentite, ai titoli di cui sopra, 5 assunzioni a termine purché non venga superato il totale dei contratti a tempo indeterminato in atto nell’unità produttiva.
Qualora, per effetto di una successione di contratti a termine, intercorrenti fra la stessa azienda e lo stesso lavoratore per lo svolgimento di mansioni equivalenti sia stato raggiunto il termine di 36 mesi, può essere stipulato un ulteriore contratto a termine per un periodo non superiore a 12 mesi.
Le parti convengono che l’assunzione di personale a tempo determinato o temporaneo in sostituzione di lavoratrici/lavoratori in congedo di maternità/paternità può avvenire, ai sensi dell’art. 4 del D.lgs. n. 151/2000, con anticipo fino a 2 mesi prima dell’inizio del congedo, nonché per i due mesi successivi al rientro del dipendente sostituito.
Ai lavoratori assunti con contratto a termine è previsto un periodo di prova non superiore a 20 giorni.
A livello aziendale potranno essere raggiunti accordi che prevedono la possibilità di derogare al limite complessivo dei 36 mesi nonché alla norma relativa al diritto di precedenza.


Apprendistato


Limiti quantitativi alle assunzioni di apprendisti


Il numero complessivo di ^apprendisti che un datore di lavoro può assumere con contratto di apprendistato, direttamente o indirettamente, anche per il tramite delle agenzie di somministrazione, non può superare il 100% delle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il datore di lavoro stesso. Il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o che comunque ne abbia un numero inferiore a tre, può assumere apprendisti in numero non superiore a tre.


Inquadramento e retribuzione


La retribuzione, corrispondente al livello di inquadramento del lavoratore, sarà così determinata:
Iter per 3° – 4° – 4° S – 5° – 5° S – 6° – 7° – 7° S livello:


– nel primo periodo di apprendistato professionalizzante, due livelli di inquadramento sotto quello di destinazione;
– nel secondo periodo di apprendistato professionalizzante, un livello di inquadramento sotto quello di destinazione.
Iter per il 2° livello di inquadramento:
– Il periodo di apprendistato professionalizzante è da esplicarsi nel 1° livello di inquadramento.


Per poter stipulare nuovi contratti di apprendistato professionalizzante le imprese devono aver mantenuto in servizio almeno il 65% dei lavoratori il cui contratto di apprendistato si sia compiuto nei diciotto mesi precedenti.


Le imprese che hanno un organico fino a 15 lavoratori dipendenti a tempo indeterminato per poter stipulare nuovi contratti di apprendistato professionalizzante devono aver trasformato a tempo indeterminato almeno il 50% dei lavoratori il cui contratto di apprendistato professionalizzante sia terminato nei diciotto mesi precedenti.


Aumenti periodici di anzianità


A decorrere dall’1/1/1983 il valore degli aumenti periodici di anzianità verrà incrementato, per gli aumenti maturati da tale data in poi, di euro 1,29 ciascuno. Pertanto i nuovi importi a decorrere dall’1/1/1983, saranno i seguenti:






























Livello

Importo – Euro

12,65
13,17
13,94
14,46
16,01
5° S 16,79
17,56
19,37
7° S 20,17


Gli aumenti periodici decorrono dal primo del mese immediatamente successivo a quello in cui si compie il biennio di anzianità.


Organismo Bilaterale per la Formazione “Asfor Cinema”


Le Parti confermano Asfor Cinema quale Organismo Bilaterale per la Formazione dell’intera filiera del cineaudiovisivo.
Per il suo funzionamento, l’Organismo sarà finanziato dalle Aziende che applicano il presente CCNL, con un contributo dello 0,2% del minimo tabellare per ciascun dipendente e per ogni mese solare di vigenza del CCNL.


Indennità maneggio denaro e cauzione


L’indennità verrà corrisposta per dodici mensilità, nei valori fissi come da tabella che segue, fatte salve diverse condizioni di miglior favore a livello aziendale/individuale.

































Livello

 

1 No
2 No
3 103,00
4 111,00
4 Super 116,18
5 118,21
5 Super 121,00
6 130,00
7 144,00
7 Super 154,29


Preavviso


Operai


La risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato del dipendente non in prova può aver luogo in qualsiasi giorno della settimana con un preavviso, da notificarsi per iscritto, della durata di 15 giorni lavorativi.
Per gli operai con anzianità di servizio superiore a 5 anni, la durata del preavviso sarà pari a 30 giorni lavorativi.


Impiegati


La durata del preavviso è la seguente:


Fino a 5 anni di servizio:
7° super, 7° e 6° livello: 2 mesi;
5° super, 5° livello: 1 mese e mezzo;
4° super, 4°, 3°, 2°, 1° livello: 1 mese,


Da 5 a 10 anni di servizio:
7° super, 7° e 6° livello: 4 mesi;
5° super, 5° livello: 2 mesi e mezzo;
4° super, 4°, 3°, 2°, 1° livello: 2 mesi.


Oltre i 10 anni di servizio:
7° super, 7° e 6° livello: 5 mesi;
5° super, 5° livello: 4 mesi;
4° super, 4°, 3°, 2°, 1 ° livello: 3 mesi.
In via eccezionale ai soli fonici è riconosciuto un preavviso pari a quello fissato per il 6° livello.

Il “Tavolo operativo” per il contrasto al caporalato


Istituito il Tavolo operativo per la definizione di una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura.


Il Tavolo è organizzato in sei gruppi di lavoro, ognuno dei quali è coordinato da un’Amministrazione capofila, competente ratione materiae. Tali gruppi sono funzionali alla programmazione strategica, nell’ambito del Piano Triennale di interventi di cui contribuiscono alla redazione, per quanto di competenza, di azioni afferenti alle seguenti macro-aree di intervento:
– gruppo 1 – Prevenzione, vigilanza e repressione del fenomeno del caporalato, coordinato dall’INL, ferme restando le competenze delle Forze di polizia e dell’Autorità di pubblica sicurezza;
– gruppo 2 – Filiera produttiva agro-alimentare, prezzi dei prodotti agricoli, coordinato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo;
– gruppo 3 – Intermediazione tra domanda e offerta di lavoro e valorizzazione del ruolo dei Centri per l’impiego, coordinato dall’ANPAL;
– gruppo 4 – Trasporti, coordinato dalla Regione Basilicata;
– gruppo 5 – Alloggi e foresterie temporanee, coordinato dall’ANCI;
– gruppo 6 – Rete del lavoro agricolo di qualità, coordinato dall’INPS.
I componenti di un determinato gruppo hanno la facoltà di partecipare ai lavori degli altri gruppi, compatibilmente con le proprie funzioni istituzionali. Saranno indette apposite riunioni dei coordinatori dei diversi gruppi di lavoro al fine di addivenire, per le rispettive parti di competenza, alla redazione del Piano Triennale. I coordinatori relazionano periodicamente al Tavolo sullo stato delle attività svolte dai singoli gruppi di lavoro.
Il Tavolo è presieduto dal Ministro del lavoro o da un suo delegato ed è composto da un rappresentante del Ministero dell’interno; un rappresentante del Ministero della giustizia; un rappresentante del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo; un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; un rappresentante dell’ANPAL; un rappresentante dell’INL; un rappresentante dell’INPS; un rappresentante del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro; un rappresentante del Corpo della Guardia di finanza; un rappresentante delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano; un rappresentante dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI).

Causali contributo “DINS”, “DMV”, “DMAC”, “RARC” e “EMDM” soppresse


Soppresse alcune causali contributo utilizzate tramite i modelli F24 e F24EP (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 10 luglio 2019, n. 66/E)

L’INPS ha chiesto la soppressione delle causali contributo di seguito indicate, utilizzate tramite i modelli F24 e F24EP:
– “DINS” denominata “Crediti previdenziali”;
– “DMV” denominata “Crediti previdenziali”;
– “DMAC” denominata “Crediti previdenziali”;
– “RARC” denominata “Crediti previdenziali”;
– “EMDM” denominata “Regolarizzazione lavoro sommerso – Aziende DM”.
La soppressione delle suddette causali contributo è stata disposta con effetto immediato.

Prorogato il CCNL Terziario Confesercenti

Prorogato, fino a fine anno, il CCNL del Terziario, Distribuzione e Servizi Confesercenti

La scadenza del CCNL TDS del 12/7/2016 è prolungata al 31/12/2019, ferme restando le disdette già inviate che produrranno i propri effetti successivamente alla suddetta scadenza.
Le Parti si impegnano a definire il testo di stesura del CCNL TDS entro il 15/10/2019.

Accordo sui contratti a termine per i dipendenti degli enti lirici

Firmato un accordo di deroga alla durata massima dei contratti di lavoro a tempo determinato per i lavoratori dipendenti dalle Fondazioni liriche e sinfoniche.

Al fine di evitare il blocco della produzione artistica, le Parti anche nel rispetto della delega ad esse conferita dal legislatore, prevedono che la durata massima dei contratti di lavoro a tempo determinato per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale non può superare complessivamente i 240 mesi. In ogni caso la durata complessiva dei rapporti stipulati nel rispetto della presente intesa non potrà avere scadenza successiva oltre il 30/6/2020.
Le parti si riportano all’accordo già stipulato sugli amministrativi in data 1/3/2018 e convengono di poter elevare la durata del contratto o della serie di contratti con il personale amministravo fino al 30/6/2020, per contratti stipulati entro il 31/12/2019.
Le parti s’incontreranno entro settembre 2019 per la verifica dell’andamento del presente accordo ed ad anticipare tale incontro nel caso in cui dovessero intervenire ulteriori modifiche che determino la necessità di confronto.
La presente intesa avrà efficacia sino al 31/12/2019.